
Un’arancia su Google. Così il grande motore di ricerca celebrare la ricorrenza della nascita del papà della vitamina C, Albert Szent-Gyorgyi de Nagyrapolt.
Agrumi in primo piano nel logo del motore di ricerca, ma anche la paprika ungherese, peperone da cui lo scienziato individuò la fonte dell’acido ascorbico, scoperta che gli valse il premio Nobel nel 1937 per la medicina.
Un omaggio sui generis per Albert Szent-Gyorgyi, che nasceva 118 anni fa, il 16 settembre 1893, a Budapest. Studioso della chimica della respirazione cellulare fu lui ad isolare l’attività anti-scorbutica della vitamina C.
L’acido ascorbico è stata una delle prime
vitamine scoperte, in modo anche casuale, come spesso è avvenuto per le grandi rivoluzioni mediche. Ricerche successive hanno poi approfondito l’importanza della vitamina, contenuta in dosi più massicce in particolare negli agrumi e in tutta la verdura fresca.
Di scorbuto, patologia nota già ai greci e legata proprio ad una carenza di tale composto nella dieta, si ammalavano e morivano soprattutto i marinai, lontani per mesi dalla terra ferma e da prodotti vegetali freschi e quindi dall’assunzione di alimenti fonte della vitamina. Non a caso nel ‘500 gli inglesi rifornivano i loro velieri di limoni nei porti del Mediterraneo. Oggi come nel passato, l’acido ascorbico vigila sugli equilibri del corpo umano svolgendo funzione antiossidante.
Da rimedio contro lo scorbuto l’acido ascorbico oggi è assunto soprattutto per le sue proprietà preventive nei confronti delle malattie collegate alle variazioni della temperatura, come l’influenza nel periodo invernale, sia con le classiche spremute d’arancia, sia con verdure fresche e gli opportuni integratori. Dell’azione protettiva dell’organismo da parte della vitamina C si sa dunque praticamente tutto, anche se gli scienziati continuano a produrre studi e ricerche che ne evidenziano ogni volta nuove e più specifiche proprietà benefiche.
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