
di Santa di Salvo
Il cavolo greco non è una bestemmia mediterranea. E’ la torzella, prezioso antiossidante antico e misconosciuto. Pietro Micillo è stato il primo a recuperarla nelle sue terre di famiglia e oggi la “torza riccia”, squisita nella minestra maritata ma anche in versione mare con il polpo, è uno dei punti di forza del suo locale. La bella squadra in cucina, guidata da Marco Montella, ora è alle prese anche con la zuppa di cece sultano, altra rarità che trovate nei piatti profumati della Riggiola. Nuovo sous chef, lo spagnolo Manuel Mendez, nuovo pastry chef Luca Schiattarella, e un menu dove si sperimenta un viaggio tra i sapori del Sud. Dalla braciola napoletana alla mescafrancesca con i fagioli a formella e i frutti di mare la scelta è difficile. Due must: la pappardella fatta a mano con crema di friarielli e salsiccia di maialino, il riso acquerello con burro agli agrumi e carpaccio di gamberi rossi. Chiudete in bellezza col sorbetto al mandarino e il pasticciotto crema e amarena.
LA RIGGIOLA
NAPOLI
Vico Satriano, 12
Tel. 081-0124597
Chiusura: lunedì e martedì, solo sera, fine settimana anche pranzo
Prezzo medio: 50 euro
Dai un'occhiata anche a:
- Napoli tra rito, mare e futuro: La zuppa di cozze del Giovedì Santo, apre la Pasqua
- Sorrento. La tradizione delle Palme di Confetti: tra fede, leggenda e laboratori di casa
- I pici, Celle sul Rigo e il coraggio di una comunità | Intervista alla sindaca Agnese Carletti
- Locanda Peppe Morra a Caggiano, la nuova sfida del gallerista
- Flor de Maga, il nuovo giardino urbano che porta l’estate caraibica nel cuore di Roma
- Un ex convento ottocentesco diventa luogo d’incontro: la scommessa del Chiostro San Francesco
- Alla scuola Dolce & Salato un corso per la gestione del rischio nel mondo dell’enogastronomia
- Marina Cvetić e i suoi Granelli d’Abruzzo. Il sapore inatteso del Montepulciano