di Dora Sorrentino
Tempo di guide e valutazioni. Tutto è in gioco, c’è chi è soddisfatto per i propri riconoscimenti, c’è chi non lo è. Giusti o sbagliati che siano, fatto sta che l’edizione 2014 della guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso conferma che il peso della Campania è decisivo in questo settore, e non solo per le dodici pizzerie premiate con i tre spicchi.
Tantissime le novità, a partire dalle new entries nella categoria pizza napoletana subito premiate con i due spicchi: la pizzeria Maria Marì di Giugliano in Campania, la Dea Bendata di Ciro Coccia a Pozzuoli, Al 22 della famiglia Improta nella Pignasecca a Napoli, Cantina del Gallo nel Rione Sanità, Carmnella di Vincenzo Esposito, Lievito Madre al Mare di Gino Sorbillo, Lombardi a Via Foria, Oliva da Concettina ai Tre Santi, la Pizzeria di Palazzo Petrucci con Michele Leo, Al Buco di Vico Equense, Castellano nella frazione di Arola sempre a Vico. Guadagnano uno spicchio, passando da uno a due, la pizzeria Pepper di Bacoli (Na), Il Guappo di Moiano (Bn), Acunzo di Via Cimarosa a Napoli; perdono un punto invece la pizzeria Cafasso di Fuorigrotta e Mascagni al Vomero.
Confermati i due spicchi assegnati nella scorsa edizione alla Pizzeria Elite di Alvignano (Ce), a L’Oasi Dell’Antica Quercia di Benevento, Antica Osteria Pepe di Caiazzo, Lazzarella Dop di Caserta, Ciro a Santa Brigida, Di Matteo ai Tribunali, Di Napoli a Fuorigrotta, Da Michele a Forcella, Pellone, Pizzeria Friggitoria del Popolo, Capa Tosta di Recale (Ce), Apollo a San Michele di Serino (Av).
Guglielmo Vuolo ad Eccellenze Campane conquista meritatamente i tre spicchi, resta da chiedersi però come mai non assegnarli anche alla sua pizzeria storica di Casalnuovo, dove adesso lavorano i figli, rimasta ferma ai due spicchi dello scorso anno. Ma fa tutto parte del gioco.
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