Il Museo a Napoli dell’Antica Pizzeria Da Michele

di Talia Mottola
Un museo della pizza, in via Cesare Sersale, a Forcella, nei locali adiacenti all’Antica Pizzeria da Michele, arriva secondo Sergio Condurro dall’esigenza di riportarci con la memoria a tutto quello che è stato prima di oggi il brand “Da Michele”: Famiglia prima che azienda.
Nasce così ‘ A Puteca dei Ricordi, un museo a cui si affianca la possibilità di vivere un’esperienza da veri pizzaioli napoletani imparando ad impastare, stendere e infornare la pizza. La “Puteca” così si chiamava prima di essere pizzeria, apriva le sue porte al Quartiere e a Napoli, con una pizza che si porta dietro la stessa storia di sempre declinata su tre punti principali “Pizza a ruota di carro”, “Margherita” e “Marinara” . Non solo. Tutto quello che ha sempre tenuto ben in mente la famiglia Condurro è che la pizza è un piatto popolare, forse anche perchè avvicina e mette d’accordo tutti. In questo specifico caso poi è la pizza che va incontro ai bisogni dei suoi clienti e non solo.
“Da Michele” risponde alle esigenze di celiaci e disfagici. Risponde al futuro dei giovani. Su questo ultimo punto Sergio Condurro ci tiene tanto a sottolinearne l’importanza, è forse la sua deformazione professionale -ha insegnato per tanti anni- a dare una spinta ai sogni delle nuove generazioni, “Siamo presenti in due scuole, a Ottaviano e a Casoria con corsi gratuiti. I migliori li portiamo all’Accademia della Pizza ad Aversa dopodichè per i meritevoli c’è la possibilità di un contratto di lavoro con la nostra azienda” .
Una Napoli che cambia volto ma non sostanza, è quella Napoli che accoglie da sempre chi viene da fuori, ora più che mai. Sergio Condurro cavalca questi tempi moderni, e oltre ai giovani napoletani, pensa anche a chi viene da molto lontano. E’ il caso degli ospiti del centro d’accoglienza “Binario della Solidarietà”. Anche tra questi giovani, africani e asiatici Sergio ritrova i pizzaioli di domani. In tanti lavorano nelle pizzerie della famiglia Condurro in territorio campano, molti di loro condividono preoccupazioni e pensieri ritrovando apertura ma soprattutto solidarietà. Nei progetti dell’azienda la solidarietà diventa uno dei marchi distintivi “E’ viscerale, ce l’abbiamo nel sangue” sottolinea Sergio .
E anche il progetto del Museo della Pizza è un atto d’amore verso Napoli, da cui Sergio riconosce, a nome di tutta la sua famiglia, di aver avuto tanto. Quel tanto che basta per avere forza e volontà di racimolare, tra parenti e amici, oggetti e strumentazioni recuperate a mano a mano per ricostruire la storia. Un percorso che è piacevole fare per chi è in attesa di un posto a sedere, e che parte dalla stanza in cui viene illustrata la storia della pizza in generale e una piccola mostra con le foto di famiglia, quella famiglia, Condurro, che ha deciso di aprire perchè spronata anche da chi li ha convinti dicendo che “La storia siete voi”.
Il percorso continua nella stanza della Coca-Cola e della Birra Peroni, qui le prime casse di legno e le prime bottiglie di vetro, un’impastastrice in legno degli anni ‘50, la madia e un’antichissima stufa in rame per la pizza d’asporto, prima ancora che tutto il mondo se ne accorgesse il delivery era cosa naturale per i napoletani.
Ma nel mondo, dove l’azienda è presente oramai con 80 pizzerie, come si esporta la napoletanità se non attraverso le fotografie di Napoli, i tavoli in marmo che ricordano le cucine antiche e “Con la posteggia” come ci racconta Sergio, “Un caso particolare è Tokyo, dove un artista giapponese canta in napoletano”. E a proposito di musica, a Forcella aprirà a breve la Casa della Musica, proprio difronte alla “Puteca dei Ricordi”, un progetto sostenuto anche dai Condurro e che permetterà ai giovani di studiare e fare musica. Sergio parla di “Obbligo morale”, quando si riferisce al dovere che il loro brand ha nei confronti del Quartiere e di Napoli, e che ora attraverso il museo ridipinge una storia partita più di cent’anni fa.
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