Taverna Portuense a Roma, dalla gricia alla pajata senza fare prigionieri:-)

Taverna Portuense
Via Portuense 765
Aperto la sera, venerdì, sabato e domenica anche a pranzo.
Chiuso lunedì
www.tavernaportuense.it
Info: Graziano cel. 338.8801392 Delia cel. 333.2922530

Amate la cucina romana dura e pura, ma attenta alle materie prime usate e che evita di farvi bere una cisterna d’acqua la notte? Siete però stanchi dei conti in centro dove oltre al pranzo si paga una quota di fitto? Ecco una soluzione giovanile, fuori mano e in deciso miglioramento.

La Taverna è sicuramente lontana dal centro, a metà tra lo Spallazani e la Riserva Naturale dei Massimi, ma vicina alle grandi arterie di collegamento e dunque può essere utile in entrata o in uscita.
Nasce nel 2010 per iniziativa di una giovane coppia, Graziano Di Lorenzo e Delia Giri, e da allora l’offerta è costantemente migliorata, con lui in cucina e lei in sala. Umili, lavoratori e bravissimi. Graziano ha lavorato a Trastevere, poi è stato a Londra come tanti giovani in cerca di esperienza, infine il ritorno.

In primo luogo c’è la batteria dei fritti, che a Roma sono sempre una cosa seria: dal baccalà alle polpettine di lesso e alle animelle di cui sono particolarmente ghiotto.
Insomma, una Falanghina ghiacciata, una bella portata di questi vassoi e la serata è già bella e fatta.

 

La proposta dei primi e dei secondi è dura e pura: grandi classici della cucina romana. Serviti in vassoi come si usava un tempo prima dell’esasperato porzionamento a cui siamo stati abituati negli ultimi anni, tutti ben eseguiti e centrati.
La cucina è quasi tutta espressa e la differenza si vede.

 

 

Stessa linea sui secondi, abbachcio, polletto, animelle. D’estate la proposta si alleggerisce con un po’ di pesce. Ma la sostagna resta questa terragna e molto efficace.

Calibrata scelta di vini, anche se quelli che vedete sono il furto nelle cantine di qualche amico con il quale abbiamo trascorso una piacevole tavolata di quelle serie, impegnati a bere e a mangiare alla grande e senza fare prigionieri.

Andateli a trovare questi due ragazzi, sono un po’ fuori dal noioso giro mediatico romano, ma vi assicuro che ne vale la pena: uno stile anni ’70 ben rivisitato e ammodernato, quando trattorie e osterie erano grandi luoghi di socializzazione. Certo, manca il fumo ed è un peccato. Lasciatelo dire a un ex fumatore al decimo anno di penitenza:-)

Impossibile spendere oltre i 35, 40 euro.


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