
di Carlo Bertilaccio e Maurizio Valeriani
Non è consueto vedere tre chef stellati del Garda (Andrea Costantini del Regio Patio di Garda, Giuseppe D’Aquino di Villa Codevigo di Cavaion e Leandro Luppi del ristorante Vecchia Malcesine) , venire a Roma ospiti di Anthony Genovese al pluristellato Pagliaccio per presentare la manifestazione che da diversi anni si svolge sulle rive del Garda per promuovere prodotti e cultura di un territorio che fa registrare ogni anno oltre venti milioni di visitatori.
E’ la prima volta (per Roma e in assoluto) che questa kermesse anticipa in un evento dedicato gusto e sapori proposti dagli chef locali affiancati da altrettanti chef stellati della penisola. E bisogna riconoscere che l’evento ha proprio reso l’idea di quanto potranno aspettarsi coloro che dal primo al sei maggio prossimi si recheranno tra Malcesine e dintorni per scoprire le bellezze e l’enogastronomia di un territorio veramente intrigante, come i piatti realizzati e proposti per l’anteprima di Roma.
Piatti principalmente basati sull’utilizzo creativo del pesce di lago ma anche della carne bovina locale (la Garronese veneta). Ebbene sì, questa è stata proprio una sorpresa che lo chef D’Aquino ci ha riservato offrendo ai molti romani presenti un piatto a base di coda all’Amarone con “Pearà” (tipica salsa locale di pan grattato, midollo e pepe) e scalogno candito, vero controcanto della locale coda alla vaccinara. Il tutto preceduto da due interessanti finger food a base di trota affumicata e salmerino marinato, seguiti dal piatto di A. Costantini (salmerino scottato, guazzetto di provola e carciofi) e di L. Luppi ( spaghettone monograno Felicetti al Saor, bottarga di trota e lavarello, o coregone che dir si voglia, fritto). Piatti delicati e saporiti insieme che non fanno rimpiangere il mare.
In abbinamento, un elegante Bellavista millesimato (2008), di giusta struttura.
Se l’obiettivo dell’incontro era quello di incuriosire e invogliare i partecipanti a una visita sul lago di Garda tra il primo e il sei maggio, direi che è stato pienamente raggiunto.
In chiusura, dopo un dolce a base di banana caramellata, scaglie di cocco e sorbetto al cioccolato fondente (proposto dal ristorante ospite), un assaggio di alcuni dei prodotti di punta della distilleria Roner: una riserva di pere williams, vero concentrato del frutto al naso e quasi croccante al palato; un distillato di mele gravensteiner, molto interessante per profumi insoliti al naso e una grappa di gewurtztraminer sorprendente per balsamicità e freschezza.
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