Il carattere di Serralunga nei vini della Cantina Palladino, dove regna sua maestà il Barolo

Pubblicato in: I vini da non perdere
Cantina Palladino

di Gianni Travaglini

“Rimpatriata” on line con i vini di Palladino, di cui alcuni – i più fortunati – autori di Vinodabere ricordano ancora la bellissima visita in cantina e conseguente degustazione dei vari cru aziendali nel 2017. Grazie alla sperimentata cortesia e disponibilità della famiglia Palladino, in particolare di Veronica e Alessandro, il gruppo Vinodabere ha potuto degustare – a distanza, confrontandoci in diretta video con i produttori – le ultime “release” della Azienda Palladino, realtà langarola di lunga tradizione a Serralunga.

La cantina Palladino, una delle cantine storiche di Serralunga, è situata nella piazza centrale del paese, Piazza Maria Cappellano, un nome famoso a cui, come vedremo, è legata la storia della cantina Palladino.  Il palazzo i terreni e le attuali cantine di Palladino erano proprietà di Cappellano (qui è nato il Barolo Chinato). Nel 1974 Teobaldo Cappellano vendette tutto riprendendo l’attività vitivinicola in altra sede. Nel ’74 quindi Piero Palladino rileva la proprietà Cappellano e ne affida la gestione al cugino Maurilio, poi divenuto socio.  Maurilio e la moglie Domenica hanno guidato per anni – e ancora la guidano – l’azienda, nel rispetto della tradizione e delle caratteristiche del territorio, ma sono stati affiancati dalla nuova generazione: la nipote Veronica con il marito Alessandro e Margherita, nipote di Piero e figlia di Mauro Palladino.

Palladino è una azienda tradizionalista, che fa uso botti grandi e lunghe fermentazioni e i cui vini più pregiati provengono tutti da vigneti di proprietà a Serralunga. Tutto questo si coniuga però con una visione “modernista” dal punto di vista commerciale, che nella proposta dei propri vini tiene conto dei mercati di destinazione, quindi degli stili di vino più apprezzati nei diversi paesi. Il loro mercato di riferimento rimane però l’Italia e, ricollegandoci a quanto sopradetto, la Barbera Bricco delle Olive è stato (ed è) un ariete per il mercato nazionale (cui è destinato il 90% della produzione), avendo a suo tempo aperto un canale che ha permesso di far conoscere ed apprezzare i vini più importanti di Palladino, come i diversi cru di Barolo.

 

I VINI IN DEGUSTAZIONE:

ANNATA 2017

L’annata viticola 2017 sarà ricordata per l’andamento climatico caldo ed in modo particolare per le scarse precipitazioni. Andamento che ha penalizzato alcuni vitigni e favorito altri come la Barbera i cui vini hanno acquisito maggiore rotondità e meno acidità: Il Bricco delle Olive 2017 ne è un ottimo esempio.

Barbera d’Alba Superiore Doc 2017 “Bricco delle Olive”, alcol 15%. Proveniente dall’omonimo vigneto a Serralunga. Invecchiata 15 mesi in tonneaux. Barbera “insolita” di grande charme e piacevolezza. Non c’è l’estrema acidità di altre Barbera “tradizionali” o l’eccessiva presenza di un frutto maturo e polposo, retaggio di vini di “stile anglosassone”. C’è invece un’eleganza che non ti aspetti ed una grandissima bevibilità accompagnata da una notevole complessità. Naso: ampio e balsamico, con sentori di frutta e spezie scure, sottobosco, cuoio, tabacco e cenni ematici.  Bocca: sorso alcolico, succoso, aromi fruttati (ciliegia), con bella acidità e sapidità, molto equilibrato e armonico.

 

ANNATA 2018

L’annata 2018 è stata considerata una annata “climatologicamente” tradizionale, da cui dovrebbero derivare vini molto equilibrati e con ottima potenzialità di invecchiamento. Il Nebbiolo 2018 degustato è in linea con queste caratteristiche.

Nebbiolo D’Alba D.O.C. 2018, alcol 14%. Proveniente dai vigneti del comune di Roddi. Invecchiato 12 mesi in botte grande. Anche questo vino denota il “marchio di fabbrica”, con una beva caratterizzata da finezza e godibilità. Naso: impatto floreale (rosa, viola) ed etereo, poi piccoli frutti di bosco e un tocco balsamico. Bocca: il sorso, sottile e asciutto, ha una vena salina e un retrogusto fruttato (marmellata di frutti di bosco); i tannini sono giovani e delicati; finale fresco con una nota alcolica.

 

ANNATA 2016

La 2016 – l’ultima annata per il Barolo in commercio – è stata nelle langhe una annata dall’andamento climatico molto regolare, come non se ne vedevano da un po’ ed infatti ci sono grandissime aspettative sulle potenzialità evolutive e qualitative delle denominazioni più importanti della zona come Barolo e Barbaresco.

Tre Barolo sui quattro degustati erano di questa annata – quindi giovanissimi – e tutti e tre, pur rimarcando le loro diversità legate essenzialmente al territorio, hanno mostrato un attuale livello qualitativo molto alto, che fa presagire un potenziale evolutivo a cinque stelle.

Barolo Docg  di Serralunga D’Alba 2016, alcol 15%. Proveniente da vigneti del comune di Serralunga (San Bernardo, Ornato, Parafada, Serra e Gabutti). Invecchiato 24 mesi in rovere di Slavonia. È un Barolo che riassume le caratteristiche dei vigneti che danno, ognuno singolarmente, origine agli altri Barolo suoi “fratelli”; ne risulta grande armonia, bevibilità e freschezza. Naso: profumi intensi e raffinati di piccoli frutti rossi, rosa rossa appassita, spezie dolci, note balsamiche e di cuoio.  Bocca: attacco rotondo/morbido, tannini fitti e setosi, arancia nera e frutti di bosco rossi come retrogusto, finale di bella sapidità e lunga persistenza.

Barolo Docg  “Parafada” 2016, alcol 15%. Proveniente dal vigneto Parafada di Serralunga. Invecchiato 24 mesi in botte grande francese. Vino molto suadente, che si caratterizza per i toni morbidi e avvolgenti: definito dallo stesso produttore “vino femmina” per la sua capacità di affascinare. Naso: toni intensi di frutta rossa matura (ciliegia prugna), balsamico (erbe, menta), etereo e floreale. Bocca: grande morbidezza e piacevolezza di beva, ritorni fruttati (ciliegia sciroppata), vena sapida e note alcoliche.

Barolo Docg  “Ornato” 2016, alcol 15%. Proveniente dal vigneto Ornato di Serralunga. Invecchiato in legno grande francese.  È il Barolo che tra i tre rappresenta il territorio di Serralunga puntando più sulla potenza, la complessità e l’austerità, per questo anche quello che darà il meglio di sé in tempi più lunghi (se il Parafada è “femmina”, l’Ornato è decisamente “maschio”). Naso: molto ampio, mirtillo, ribes nero, arancia nera, prugna, anguria, sottobosco, fungo, pepe nero, molto balsamico.  Bocca: ritorni di frutta rossa matura e arancia nera, vaniglia, grande struttura e tannino deciso ma levigato, finale con scia acida e molto persistente.

 

ANNATA 2013

La 2013 è a sua volta l’annata più recente in commercio per il Barolo Riserva. Come clima è stata un’annata difficile all’inizio ma che ha avuto un ottimo andamento nella seconda parte della stagione, favorendo le uve a maturazione più tardiva come il nebbiolo e dando origine a vini longevi e ben strutturati di cui la Riserva San Bernardo che abbiamo degustato è uno splendido esempio.

Barolo Docg “San Bernardo” Riserva 2013, alcol 14,5%. Proveniente dal vigneto San Bernardo di Serralunga, considerato dal produttore il più pregiato e rappresentativo dell’azienda. Da qui trae origine l’unica Riserva, rilasciata solo nelle migliori annate. Invecchiato 3 anni in botte grande francese più 3 anni in cemento e vetro. Un vino equilibratissimo, molto elegante e rigoroso, come deve essere un Barolo Riserva. Naso: ampio spettro di profumi finissimi; spezie (pepe, cardamomo, zenzero), balsamico, floreale, frutta matura (prugna) e frutti di bosco, sbuffi minerali, sottobosco. Bocca: grande armonia tra frutto, tannino fitto – una astringenza fine e gradevole – e sottile acidità; retrogusto di arancia e anguria, persistenza lunghissima. Senza dubbio la migliore bevuta della serata: gradevolissimo già adesso promette grandi cose per il futuro!


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