Il Ciliegiolo di Narni

Pubblicato in: I vini da non perdere

di Antonio Di Spirito

A volte certi nomi ti rimbalzano nella memoria e ti riportano lontano nel tempo, magari ai tempi dell’infanzia, quando mio padre mi parlava di ciliegiolo e sangiovese; chissà come ne era venuto a conoscenza di quei vitigni! Lui era un artigiano, di famiglia di artigiani, mai avuto dimestichezza con la campagna! Il vino, certo, non mancava mai alla nostra tavola, ma conoscere quei vitigni in una zona dove non sono per nulla utilizzati e quando il vino, per tradizione, era la risultante di un uvaggio in cui concorrevano tutte le uve presenti nel vigneto, questo non me lo spiego.

Il ciliegiolo, infatti, parente stretto del sangiovese, ha una diffusione concentrata in una zona compresa tra alto Lazio, Maremma Toscana ed Umbria; non certo nel basso Lazio.

I vini ottenuti da questo vitigno, tra l’altro non molto facile, li associo ai vini ottenuti da piedirosso, rossese, gaglioppo, e qualche altro ancora; vini che, se fatti bene, hanno personalità, finezza ed eleganza, senza mai essere corposi o insipidi.

A Narni, bellissima cittadina collinare nel sud dell’Umbria, al confine con il Lazio, troviamo un’ottima versione di questo vino, figlio di un’antica tradizione e prodotto con un clone particolare, tanto da chiamarlo “Ciliegiolo di Narni”.

Nella prima metà di dicembre scorso ho partecipato alla presentazione delle nuove annate di questo gioiellino, al quale era stato affiancato qualche altro vino della produzione locale.

In verità non sono molti i produttori di questa denominazione, ma il motto “pochi, ma buoni” pare abbia prodotto qualche benefico effetto; i vini assaggiati si riferiscono a cinque produttori: Leonardo Bussoletti, Tenuta Cavalier Mazzocchi 1919, Cantina Sandonna, Tenuta di Fabbrucciano e Ruffo della Scaletta.

La degustazione l’abbiamo effettuata proprio in quest’ultima cantina, un’antichissima e tipica costruzione della zona, strutturata su due piani sotterranei e finemente ristrutturata e dotata di attrezzature enologiche tecnicamente avanzate.

Poco più di 40 vini in tutto, ecco i miei migliori assaggi.

I.G.P. Umbria Bianco

Si comincia con i bianchi e qui siamo in una zona d’Italia dove prevale, per tradizione atavicamente consolidata, il grechetto; ma non mancano frequenti contaminazioni di vitigni provenienti da zone vicine o, addirittura, internazionali.

 

Tenuta Cavalier Mazzocchi 1919 – Vendemmia Tardiva 2020

Uve vermentino raccolte tardivamente, per un vino che profuma di frutta gialla e cera, arricchito da una nota affumicata; al palato è fruttato e piacevolmente fresco, sapido ed equilibrato; chiusura speziata.

 

Sandonna – Grechetto 2020

Eccolo il grechetto! Ha un bel colore giallo paglierino intenso e profuma di frutta gialla, anche un po’ esotica, ed un’idea di confetto; al palato è saporito, fresco e sapido; una nota di tostatura cede il passo alla speziatura in chiusura di un sorso molto lungo.

 

Leonardo Bussoletti – Colle Murello 2020

Non è propriamente una contaminazione visto che il cuore della produzione di trebbiano spoletino dista meno di 40 chilometri. Ha profumi di frutta gialla, comunque floreale ed ha un tocco di salvia; sorso saporito, fresco ed asciutto; è sapido, speziato e scorrevole.

 

Ruffo della Scaletta – Nar 2020

Blend inusuale per questo vino molto ben fatto: utilizza vermentino e chardonnay. Molto floreale al naso con profumi di lavanda e frutta gialla; il sorso è asciutto e fresco, ha note intense di frutta esotica; è sapido, ha una leggera vena tostata ed una lunga persistenza.

 

Tenuta di Fabbrucciano – Trebbiano 2019

Il trebbiano è uno dei vitigni più utilizzati in Italia ed anche a Narni si esprime ai massimi livelli. I profumi sono a preponderanza fruttata, con una leggera affumicatura ed una lieve nota di tostatura; il sorso è fruttato ed asciutto, fresco e speziato.

Ciliegiolo di Narni I.G.T.

Ognuna delle aziende presenti ha portato più etichette di questo pregevole vitigno. Sembrano ormai superati i tempi in cui erano caratterizzati da “puzzette” o da scomposte note acerbe.

 

Sandonna – Ciliegiolo 2019

Molto complesso al naso con profumi di frutta rossa, pepe e note affumicate; al palato porta sapori di ciliegia ed altra frutta rossa; il tannino è levigato ed il sorso è fresco, minerale e lungo.

 

Tenuta Cavalier Mazzocchi 1919 – Spiffero 2020

Questo vino propone una notevole freschezza già al naso con profumi di frutta rossa, e note balsamiche, alleggerite da profumi di lauro; il sorso è caratterizzato da un tannino setoso e da saporite note fruttate; è fresco e scorrevole, molto giovane, ma con una notevole speziatura in chiusura.

 

Ruffo della Scaletta – Ciliegiolo 2019

Naso molto variegato, meno floreale degli altri, con note più fruttate e di pasticceria; al palato i sapori fruttati vanno a braccetto con note nocciolato, il tannino è levigato, il sorso risulta fresco e scorrevole.

 

Tenuta di Fabbrucciano – Ciliegiolo 2019

Carattere agreste con tanta frutta rossa ed erbe aromatiche; ha un tannino potente e levigato, il sorso porta tanta freschezza, è sapido e speziato.

 

Leonardo Bussoletti – Brecciaro Narni 2019

Vino molto tipico al naso con profumi di frutta rossa e nocciola; al palato è fruttato e setoso, molto saporito e fresco, scorrevole e speziato.

 

I.G.T. Umbria Rosso

In questa categoria di “completamento”, sono utilizzati vari vitigni: sangiovese, i due cabernet, ma quello che prevale è il merlot, che ricorda vagamente i vini veneti fatti con lo stesso vitigno: leggeri, non impegnativi, equilibrati.

 

Ruffo della Scaletta – Toiano 2019

Sangiovese in purezza, profuma di frutta rossa e mela annurca; inizialmente un po’ scontroso al palato con la sua notevole acidità, poi si apprezza il suo carattere setoso ed il suo sapore fruttato; è fresco e speziato.

 

Tenuta Cavalier Mazzocchi 1919 – Merlot 1974 2012

Profumi intensi di piccoli frutti rossi ed erbe aromatiche; il tannino è importante; il sorso è saporito, fresco e sapido.

 

Ruffo della Scaletta – Camminata 2019

La gioventù di questo merlot, nonostante i suoi due anni, si percepisce già al naso: profuma di frutta rossa, nocciola e conserva leggeri profumi di lieviti; al palato è molto, ha un tannino ancora un po’ polveroso, ma è fresco e sapido.

 

Sandonna – Selve di Giove 2018

Questo vino, prodotto con uve merlot, ha già raggiunto una buona maturità; profuma di rose, piccola frutta rossa e note balsamiche; ha sapori fruttati, il tannino è ben levigato, il sorso è scorrevole, fresco e saporito.


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