
La Commissione Ue ha aggiunto oggi alla lista dei prodotti con denominazione di origine protetta (Dop) l’olio di oliva lucano «Vulture».
L’olio «Vulture» Dop è ottenuto dalla frangitura delle olive delle seguenti varietà: per almeno il 70% cultivar «Ogliarola del Vulture»; possono concorrere altresì le seguenti varietà: Coratina, Cima di Melfi, Palmarola,Provenzale, Leccino, Frantoio, Cannellino, Rotondella, in misura non superiore al 30%, da sole o congiuntamente.
Il «Vulture» Dop possiede singolari qualità organolettiche che lo differenziano nettamente da altri oli, dimostrate da una ampia documentazione storica e dovute in particolare alla secolare dedizione degli olivicoltori e frantoiani del Vulture che hanno saputo legare questa produzione alle particolari condizioni pedoclimatiche della zona di produzione.
Le olive destinate alla produzione di questo olio devono essere prodotte e trasformate nell’intero territorio amministrativo dei comuni di: Melfi, Rapolla, Barile, Esonero in Vulture, Atella, Ripacandida, Maschito, Ginestra e Venosa.
L’area geografica delimitata è caratterizzata e conosciuta con il nome del monte «Vulture». I terreni coltivati ad oliveto per la produzione dell’olio «Vulture» sono situati sulle pendici del Vulture esposte ad est – sud/est, poichè il monte influenza il microclima e protegge gli oliveti dai venti freddi invernali. Il territorio delimitato si estende fra un’altitudine tra i 400 e i 700 metri ed ha un microclima particolare caratterizzato da una situazione di tipo continentale con inverni in genere lunghi e freddi, ed estati brevi e spesso secche.
Nell’area del Vulture l’olivo è presente dall’antichità come emerge dai diversi documenti storici reperibili presso l’Archivio di Stato di Potenza dove sono conservate diverse statistiche e relazioni storiche che descrivono il territorio e la coltivazione dell’olivo. Da questa documentazione si rileva la presenza da epoca remota dell’olivo e della produzione dell’olio nell’area del Vulture, nonchè l’evolversi di questa produzione che, progressivamente, ha acquisito una sempre maggiore importanza nel contesto economico del territorio.
Dai un'occhiata anche a:
- Napoli, al Gambrinus la Mimosa “record”
- A Napoli arriva Manifesto Agricolo: la “rivoluzione” inizia da qui
- Razze autoctone, il tesoro italiano: Vincenzo Peretti nuovo presidente ConSDABI
- L’Antica Pizzeria Da Michele sbarca sulla Costa del Sol: lunedì 22 giugno l’inaugurazione a Malaga
- Storie di Pizza 1 tra i docufilm più visti in Europa su Amazon Prime!
- VINerdì | A-Mano Igt Susumanello Rosato Salento Imprint 2024
- EGO Food Fest 2026: Taranto Capitale del Mediterraneo e della gastronomia internazionale
- Vanvitiello debutta al SIGEP 2026: oltre 1.000 assaggi e un laboratorio itinerante di sperimentazione tra pizza, pasticceria e panificazione