
di Cristina Vannuzzi
Piemontese gentiluomo ha legato alla Toscana la sua storia di innovatore visionario dell’equilibrio della natura applicato all’enologia.
Il Professor Lorenzo Corino, innovatore rivoluzione della gentile del vino secondo natura è venuto a mancare oggi pomeriggio ad Asti.
Agronomo, ricercatore e autore di pubblicazioni tecnico-scientifiche Corino è stato un visionario del mondo vitivinicolo che con la sua rivoluzione gentile ha ribaltato saperi consolidati.
Un piemontese d’altri tempi curioso, pacato, gentile ma determinato nel portare avanti le sue idee che ha rappresentato la sesta generazione di una famiglia di vignaioli che durerà in una frazione di Costigliole d’Asti che non a caso si chiama Corini
Da sempre attento alle produzioni agricole in armonia con il mondo rurale, implementa le gestioni ecosostenibili che valorizzino il “capitale terreno” e il buon uso delle risorse energetiche rinnovabili e lo fa in Toscana in quella Maremma selvaggia dove tornando alla terra d’origine del nonno è diventato nel 2013 il responsabile del progetto vitivinicolo della Fattoria La Maliosa che diventerà la sua “palestra” dopo una lunga carriera cattedratica conclusa da dirigente del centro di ricerca per l’enologia di Asti.
Gli anni trascorsi a La Maliosa gli permettono di proseguire e ampliare il campo delle sue ricerche. Il suo lavoro d’innovatore si esalta dopo l’incontro con l’imprenditrice Antonella Manuli con cui codifica un insieme di pratiche agronomiche per la produzione di uva e vino “naturale” che prenderà il suo nome: “Metodo Corino”.
Lorenzo Corino realizza nei vigneti selvaggi de La Maliosa qualcosa di prezioso anticipando di almeno dieci anni tutti quei concetti di transizione ecologica di cui tanto si parla oggi.
Di lui ricorderò sempre le camminate su e giù dal Monte Cavallo a scrutare l’orizzonte fra Monte Amiata e Argentario mentre con modi garbati, quasi sfiorati, accarezzava ogni singola foglia di vite.
Mi mancheranno le chiacchiere vicino al focolare acceso a degustare un Procanico bianco naturale opaco in controluce mentre cercava, sornione, di farti capire che in tutto ciò che è naturale non c’è niente da spiegare, ma mi rimane vivo anche il ricordo del giorno speciale vissuto tutto d’un fiato della festa di fine vendemmia di Case Corini a Costigliole d’Asti. Quasi un rito pagano dove mangiando tajerin e brasato e stappando vecchie bottiglie della sua cantina personale ospitava un selezionato gruppo di amici provenienti da tutta Italia, ospiti privilegiati del Maestro.
Corino è stato un sostenitore del vino naturale, dando una personale e precisa definizione e elaborando un proprio metodo di vinificazione chiamato appunto “Metodo Corino”. Rimane oggi la sua testimonianza in ricordo ai vignaioli di quello che sono veramente, i custodi di un mondo naturale che, lontano dallo sfruttamento commerciale, va preservato, seguito e amato.
Un suo ricordo/testimonianza è una vera dichiarazione d’amore alla terra “Il mio pensiero si lega al valore fondamentale del capitale terreno ed ambiente circostante, e del suo utilizzo ottimale per accrescere la valenza salutistica dei suoi frutti”.
E’ Antonella Manuli che commossa ha dato l’annuncio del decesso.“Il Prof Lorenzo Corino è insieme a me il “padre fondatore” della Maliosa e sarà un mio impegno preciso portare avanti questo progetto nei valori di sostenibilità e rispetto delle persone e ambiente che lo incarnano. Chiunque visiterà La Maliosa lo incontrerà nelle tracce indelebili del paesaggio che ha modellato e nella memoria delle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo”
Dai un'occhiata anche a:
- Bacoli, ecco il lounge bar Casa Brisa, spinoff di Villa Edelweiss
- Napoli conquista l’Italia – il Culinary Napoli Team è oro ai Campionati Nazionali della Cucina
- La Notte deì Falò a Nusco, Sant’Antonio e il ricordo della peste
- “La Cucina Napoletana” di Luciano Pignataro tra le sete di Ugo Cilento
- Sorrento, cene spettacolo tra gusto e condivisione
- Enzo Coccia e La Notizia 53 al fianco della Fondazione Nadia Valsecchi – Il cuore viola e la pizza come gesto concreto
- La Diagonale del Camerlengo 2013 , la gioia di bere e parla di vino durante il Dry January
- Amarone Opera Prima: le considerazioni dei protagonisti e qualche assaggio glorioso