Il pesce azzurro in compagnia delle bollicine dell’azienda La Scolca

Pubblicato in: Eventi da raccontare

di Stefano Ronconi

Connubio originale e riuscito quello che è stato organizzato giovedì scorso all’Osteria dell’Orologio di Fiumicino (qui la recensione) tra la storica Azienda di Gavi e la giovane creatività dello chef Marco Claroni.

L’azienda dii Gavi (AL) ha presentato una sequenza di vini che hanno come comun denominatore le uve di Cortese coltivate in una delle prime zone che ha ottenuto denominazioni ad origine controllata e garantita d’Italia.

La sequenza è partita con un duetto di spumanti Metodo Charmat/Martinotti Rugrè e Rugre Rosato.

Il primo, da uve bianche 100%, ha profumi freschi di fiori bianchi e frutta a polpa bianca, una nota di mandorla fresca che lascia anche un ricordo nel finale di bocca (78/100); Il Rugrè rosato vede partecipare una quota di Pinot nero a colorare il bicchiere ed anche a dare struttura all’assaggio, qualche nota di frutti rossi e un finale più incisivo (80/100) che si rivela vincente nell’abbinamento con uno dei piatti di entrata: la  girella di spatola con patate e provola affumicata con pomodorini confit e crema di peperoni, gustosa e golosa con un utilizzo intelligente della materia prima “povera”.

La tradizione dell’azienda della famiglia Soldati, la storia conta ormai oltre 90 anni, festeggiati nel 2009, è affidata agli spumanti Metodo classico e il primo della serata, Brut Metodo Classico SA, è presentato in abbinamento ad un eccellente Speck di tonno e fichi con pane di castagna prodotto a partire dal fresco (un tonno rosso di 90 kg!). Il vino si presenta con un naso ricco di frutta tropicale, note di frutta sotto spirito, sentori di tostatura e di cioccolato bianco, in bocca è fresco, di buon corpo e chiude con un finale pulito e con note di agrume candito (85/100).

Ad accompagnare un piatto succulento, goloso e bello da vedersi (gnocchetti al nero, lime, burrata di bufala, lupini e alici al sale) ecco la famosa Etichetta Nera del Gavi dei Gavi DOCG 2012.

Vino ancora giovanissimo, al naso sensazioni minerali, di fieno tagliato e di zenzero fresco, in bocca è di grande bevibilità, con sentori agrumati e con un finale di sensazioni gessose e sassose. Bisognoso di affinamento ma impeccabile a tavola.  86/100

Il finale è affidato ai fuoriclasse con le bolle, in particolare Gavi Brut Metodo Classico 2005 DOCG, naso di frutta secca e frutta tropicale, carruba, in bocca una grana appena più grande non disturba, ricco e materico (84/100); Il brut Metodo Classico 2000 D’Antan DOC (più di dieci anni sui lieviti) è la giusta conclusione di un percorso, il vino ricalca le note olfattive del precedente con sensazioni di brandy e di cioccolato al latte, ma in bocca rivela finezza e profondità, con un profilo aromatico originale (90/100) e suadente che trova un degno abbinamento nel  baccalà pil-pil melanzane affumicate e porro croccante: il pesce scioglievole ma compatto con la  croccantezza del porro e la suadenza della melanzana: bello e buono.


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