
di Marco Galetti
Saint Honoré, la vista da drone
Ho festeggiato il mio compleanno con una torta che ha 175 anni, eppure l’ho trovata freschissima.
Quasi due secoli di preparazione ininterrotte, hanno fatto sì che avvenisse, fisiologicamente, qualche cambiamento, ma il grado di comprensibilità&apprezzamento è rimasto inalterato, come avviene per tutte quelle creazioni per le quali la mano dell’uomo, che si muove in cucina o in pasticceria, sembra essere stata guidata si da consentire all’opera di non rimanere un fantasma ma di diventare intramontabile che, in senso figurato, significa: qualcuno o qualcosa che non risente del trascorrere del tempo continuando ad ottenere successo e consensi.
La freschissima Saint Honoré immortalata in cima al post è stata preparata per me da un pasticcere brianzolo di fiducia, ben riposta devo convenire, anche se questa versione è ben lontana da quella della Pasticceria Castelnuovo, zona Lorenteggio, in via dei Tulipani 18, un Negozio Storico di Milano, una famiglia di pasticceri dal 1945.
Nel caseggiato di fronte, al 19, ci ha abitato un cliente speciale, Lucio Battisti, al quale il padre di Francesco Castelnuovo, l’attuale titolare, aveva dedicato la torta “fiori rosa fiori di pesco”.
Era la Milano e la Pasticceria di Cochi, di Renato, dei Dik Dik, dei Camaleonti, di Abatantuono… un po’ di tempo dopo anche la mia, la scoprii con papà che aveva un conto in una banca lì vicino, a portata di brioche, di vassoi di pasticcini, di Saint Honoré che non si dimenticano…
Ecco, ci sono cose intramontabili come le canzoni di Lucio o la Saint Honoré della Pasticceria Castelnuovo che muovono pensieri&parole, ricordi indelebili, che ci dicono a bassa voce, come faceva Lucio, cose profonde, che ci riportano a momenti dolci, forme d’amore, può succedere soprattutto quando le candeline vengono a costare quasi come una torta…
Saint Honoré, l’assaggio
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