Assoenologi. Il tempo come alleato: l’arte e la scienza della longevità nei vini bianchi

Pubblicato in: Eventi da raccontare

di Roberto Di Meo*

Quando si parla di vini capaci di sfidare il tempo la mente ci riporta immediatamente a pensare ai grandi rossi. Ieri in Campania Assoenologi è riuscita a dimostrare invece che anche i vini bianchi evolvono con eccezionali risultati. E che il tempo non è un nemico che ne garantisce solo una mera sopravvivenza in vetro, ma invece un valido alleato capace di accompagnare il vino verso la sua forma più autentica.
Per troppo tempo, nel mondo del vino, e talvolta anche tra noi addetti ai lavori si è consolidato un pregiudizio tanto radicato quanto errato: l’idea che il vino bianco debba essere sinonimo esclusivo di consumo rapido, di freschezza effimera, un prodotto da bere rigorosamente nell’arco dell’annata successiva alla vendemmia

Con queste parole nel suo discorso di apertura, il presidente degli enologi campani Roberto Di Meo ha introdotto i lavori della mattinata nell’aula magna della storica Scuola Enologica di Avellino “F. De Sanctis”. Un focus tecnico sulla longevità dei vini bianchi, organizzato a carattere nazionale in collegamento via web con la rete degli Istituti Tecnici Agrari e con tutte le sezioni territoriali di Assoenologi.
Riuniti diversi esperti del mondo accademico universitario che hanno presentato studi recenti sull’evoluzione dei bianchi nel tempo.

Ad aprire i lavori dopo il discorso del Presidente Di Meo e i saluti del Presidente Nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella, sono intervenuti il Preside della scuola ing. Pietro Caterini e il direttore dell’ICQRF Campania e Molise Dott. Salvatore Schiavone.
Nella prima sessione tecnica, sono stati approfonditi gli aspetti pre-fermentativi, le basi chimiche e tecnologiche dello sviluppo di aromi varietali e off-flavour, il ruolo dei composti tiolici come responsabili delle note agrumate e tropicali nella produzione di vini bianchi destinati all’affinamento nel tempo, e i descrittori sensoriali identificati con l’elaborazione di un lessico specifico, attraverso il susseguirsi degli importanti interventi dei professori Franco Battistutta dell’Università di Udine, Maurizio Ugliano dell’Università di Verona, Daniela Fracassetti dell’Università di Milano e Paola Piombino dell’Università di Napoli Federico II.Hanno concluso i lavori della mattinata gli interventi della professoressa Simona Vingiani, del dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, che ha analizzato gli effetti della variabilità climatica e delle caratteristiche dei suoli sulla maturazione e la composizione azotata in uno studio condotto su uve Falanghina, e delle dottoresse Christine Pascal e Domitille Brosseau, rispettivamente Responsabile della ricerca di Vinventions e Responsabile del Progetto ”Volta”, che hanno illustrato i principi del progetto su cui si costruisce la longevità dei vini bianchi in Borgogna.

Nel pomeriggio la seconda sessione che ha visto coinvolto il dott. Gabriele Gorelli, Master of Wine e Brand Ambassador di Vinventions, che ha guidato magistralmente la degustazione di nove vini bianchi selezionati per l’incontro, con le interviste ai produttori che da remoto hanno raccontato delle proprie cantine e spiegato il loro progetto di invecchiamento inteso come evoluzione gestita.

Il servizio dei vini, affidato ai Sommelier dell’AIS coordinati dal presidente regionale Tommaso Luongo, è stato impeccabile.

I vini:

• Broglia – Bruno Broglia Gavi del comune di Gavi DOCG 2016:
da uve di cortese di Gavi coltivate su marne calcaree presenta un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. Al naso fruttato con note delicate di fiori bianchi e sfumature di pietra umida e frutta secca. Al sorso è fresco e caldo con delicate note fruttate e speziate nel finale.

• Di Meo – Alessandra Fiano di Avellino DOCG riserva 2015:
da uve Fiano coltivate nell’omonima vigna di Salza Irpina (AV), il vino presenta un colore giallo paglierino con un naso intenso e complesso, contraddistinto da delicate note floreali di camomilla e ginestra e nuances affumicate e di pietra umida leggermente accennate. Al palato di grande struttura e acidità.

• Belisario – Cambrugiano Verdicchio di Matelica DOCG riserva 2016:
La tecnica produttiva di questo vino si distingue per l’uso della crio-macerazione delle uve. Il colore è giallo più intenso con riflessi dorati. Al naso si integrano le note vanigliate con i profumi floreali e fruttati accompagnati da una componente minerale spiccata. Al palato è fresco e sapido con note tostate.

• Inama – Foscarino Vintage Collection soave Classico DOC 2016:
Colore giallo paglierino intenso. Naso elegante, caratterizzato da note leggermente affumicate, con un retrogusto erbaceo e speziato di salvia e mirto, con una nota agrumata sul finale. Al palato è molto equilibrato, con un finale sapido.

• La Sibilla – Cruna del Lago Falanghina dei Campi Flegrei DOC 2017:
Colore giallo paglierino con riflessi dorati, al naso presenta note floreali e sentori di salvia. La frutta arriva in un secondo momento (pesca gialla e ananas), ma sul finale lascia sfumature di pietra focaia e altri ricordi minerali. Al sorso la sapidità è decisa e sostenuta da una buona acidità e persistenza.

• Benanti – Pietra Marina Etna Bianco Superiore DOC 2010:
Colore giallo dorato. All’olfatto si alternano diversi sentori, dalle note dominanti minerali alle note di frutta e mix di erbe aromatiche in cui si riconoscono in particolare salvia e timo. Al palato l’ingresso è fresco-sapido.

• Terlan – Vorberg Alto Adige Pinot Bianco DOC riserva 2015:
Un vino dal colore paglierino brillante e luminoso, con profumi di fiori gialli, frutta che ricorda l’agrume candito e note resinose appena accennate che compongono un quadro olfattivo intenso e piacevole. Strutturato al palato con una buona vena sapida.

• Livio Felluga – Il Livio Friuli colli Orientali DOC 2017:
Giallo paglierino carico. Il naso è complesso ed elegante, dal bouquet fruttato si possono cogliere note fruttate e floreali accompagnate da sensazioni più dolci di vaniglia. Il gusto è compatto ed avvolgente, la complessità riscontrata al naso prosegue in bocca con un’acidità che dona freschezza e una buona sapidità.

• Castello della Sala – Cervaro della Sala Umbria IGT 2018:
Colore giallo paglierino con riflesso tendente al dorato. Al naso le note leggermente tostate sono accompagnate da aromi di agrumato e lievi sentori burrosi. Al palato esprime un’ottima sapidità e freschezza, con ritorni di pietra focaia e tostato seguiti da una piacevole persistenza e profondità gustativa.

*Presidente Assoenologi Campania


IL PROGRAMMA

Il tempo come alleato. L’arte e la scienza della longevità nei vini bianchi
mercoledì 13 maggio dalle ore 9:00 presso la Scuola Enologica
via Tuoro Cappuccini, 44 Avellino

PROGRAMMA
• Saluti e introduzione
Prof. Ing. Pietro Caterini – Preside dell’Istituto Agrario “F. De Sanctis”
Enol. Roberto DI MEO – Presidente Assoenologi Sezione Campania
Enol. Riccardo Cotarella – Presidente Nazionale Assoenologi

Prima sessione 09:30: interventi tecnici
• Aspetti pre-fermentativi nella produzione di vini bianchi longevi
Prof. Franco Battistutta – Dipartimento di Scienze Agro-Alimentari, Ambientali e Animali dell’Università degli Studi di Udine

• Basi chimiche e tecnologiche della longevità dei vini bianchi tra aromi varietali e off-flavour
Prof. Maurizio Ugliano – Dipartimento di Biotecnologie, Università degli Studi di Verona

• Origine delle note agrumate e tropicali nel vino: il ruolo dei composti tiolici
Prof.ssa Daniela Fracassetti – Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente (DeFENS), Università degli Studi di Milano

• Lessico sensoriale e ruote aromatiche di vini bianchi italiani
Prof.ssa Paola Piombino – Dipartimento di Agraria, Università degli Studi di Napoli Federico II
• Effetto della variabilità climatica interannuale e delle proprietà del suolo su maturazione e composizione azotata delle uve Falanghina: caso di zonazione a Cellole (CE)
Prof.ssa Simona Vingiani – Docente di Pedologia, Dipartimento di Agraria, Università degli Studi di Napoli Federico II

• Come si costruisce la longevità dei vini bianchi della Borgogna? Conoscenza dal
progetto VOLTA
Dott.ssa Christine Pascal – Head of Enological Research &WQS Business Unit at Vinventions
Dott.ssa Domitille Brosseau – Cheffe de projet Volta – Comité des Vins de Bourgogne

• Dibattito e discussione

• Light lunch

Seconda sessione ore 14:30: degustazione

• Degustazione di 9 vini bianchi provenienti da varie zone, espressione di vini che giovano dall’invecchiamento nel tempo di diversi territori viticoli e di vitigni particolarmente adatti.
Dott. Gabriele Gorelli – Master of Wine e Brand Ambassador Vinventions

Cantine partecipanti:

• Belisario – Cambrugiano Verdicchio di Matelica riserva docg 2016
• Benanti – Pietra Marina Etna bianco superiore doc 2010
• Broglia – Bruno Broglia Gavi del Comune di Gavi docg 2016
• Castello della Sala – Cervaro della Sala Umbria igt 2018
• Di Meo – Alessandra Fiano di Avellino riserva docg 2015
• Livio Felluga – Il Livio Friuli Colli Orientali doc 2017
• Inama – Foscarino Vintage Collection Soave Classico doc 2016
• La Sibilla – Cruna Delago Falanghina dei Campi Flegrei doc 2017
• Terlan – Alto Adige riserva doc Pinot bianco Vorberg 2015

 


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