
di Lorenzo Colombo
Per il nostro primo articolo della nuova rubrica InvecchiatIGP andiamo a degustare un Franciacorta Millesimato, il Boschedòr di Bosio.
Non è tanto il periodo di sosta sui lieviti in bottiglia il motivo di questa scelta, ma piuttosto il tempo trascorso dalla sua sboccatura, ben nove anni.
Questo a riprova, ancora una volta, che il luogo comune, purtroppo ancora imperante, che dopo la sua sboccatura un vino spumante ha solitamente vita breve è per l’appunto solamente un “luogo comune”, a patto che, naturalmente, si sia di fronte ad un prodotto d’indubbia qualità.
Ed è questo il caso del nostro vino.
L’azienda
Fondata negli anni novanta l’azienda di Cesare e Laura Bosio si trova a Corte Franca dove dispone di trenta ettari, venti dei quali di vigneti, condotti in regime biologico, situati in collina con diverse esposizioni.
Oltre a Chardonnay e Pinot nero, utilizzati per i vini a Docg, vi si allevano anche Merlot, Cabernet sauvignon, Cabernet franc e Barbera, con un’elevata densità d’impianto (6.300 ceppi/ettaro)
La produzione annuale è di circa 120.000 bottiglie suddivise tra nove diversi Franciacorta e tre Curtefranca.
Il Boschedòr
Pinot nero e Chardonnay in parti uguali (la resa in vigna è di 45 ettolitri/ettaro) vanno a comporre questo vino, la fermentazione si svolge in vasche d’acciaio, una volta imbottigliato rimane sui lievi per almeno 30 mesi.
La produzione attuale è di 7.000 bottiglie.
Il vino che andiamo ad assaggiare è dell’annata 2008, con sboccatura a luglio 2012, ipotizzando la formazione della cuvée e la messa in bottiglia tra marzo ed aprile 2019 questo vino ha avuto un affinamento d’oltre tre anni in bottiglia.
Nel bicchiere si presenta con un’abbondante spuma ed un perlage fine e persistente composto da numerosissime bollicine, il colore è giallo-dorato scarico, luminoso.
Intenso ed ampio al naso dove si colgono sentori di lieviti, brioche, pane tostato, frutto giallo, mela, pera, note d’agrumi.
Cremoso e sapido, quasi salino, fresco, con spiccata vena acido-sapida, frutto giallo, canditi, agrumi maturi ed accenni tostati è quanto si coglie alla bocca, lunga la sua persistenza.
Col tempo ha acquistato complessità senza perdere in freschezza.
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