
di Carlo Macchi
Ci possono essere vari modi per parlare di Sandro De Bruno e dei suoi vini: possiamo dire che è un bravissimo produttore di Soave oppure un difensore della quasi defunta Soave Colli Scaligeri DOC o ancora peggio ( o meglio!!!) un accanito sostenitore di un’uva che non ha mai decollato, la durella.
La durella è un’uva che si trova essenzialmente sui Monti Lessini, dietro Verona: ce ne sono meno di 500 ettari e la sua principale caratteristica è di essere tardiva (anche adesso Sandro la vendemmia dopo la metà di ottobre) e di avere pH bassissimi e acidità altissima. Un uva per vini bianchi taglienti come l’acciaio o per spumanti metodo classico di assoluta e austera finezza.
E proprio di questi voglio parlarvi, in particolare del suo Metodo Classico denominato 100, cioè che resta 100 mesi sui lieviti. Ma questa è solo una delle molte particolarità.
La prima è che il mosto, prima di iniziare la fermentazione fa una macerazione a freddo di circa 12 ore, la seconda è che a fine della prima fermentazione (fatta temperature attorno ai 12/13 gradi) rimane un anno in vasca d’acciaio sui propri lieviti (con cadenzata movimentazione delle fecce fini) e solo dopo questo periodo viene messo in bottiglia per la presa di spuma. A questo punto le strade si dividono in tre: tutti pas dosé ma una parte viene sboccata dopo 36 mesi, una seconda dopo 60 e la terza dopo 100. Quest’ultima rimane ancora un anno in cantina dopo la sboccatura e poi viene messa in vendita.
Dovete sapere che la durella di Sandro è piantata su terreni basaltici e per questo bisogna scomodare un termine ora demodé come “minerale”. In realtà questi vini e in particolare il 100 mesi, sono la quintessenza della mineralità perché hanno tono fumè, quasi terroso che viene direttamente dalle rocce basaltiche e si associa a note che ricordano il limone e a sentori floreali. Profumi così sono indimenticabili e certamente poco adatti a chi predilige il fruttatino dal profumo di mela.
Ma, anche se sembra impossibile questo vino sorprende ancora di più al palato: freschezza e verticalità assoluta ma accanto ad una bollicina finissima, cremosa, che unisce sapidità ad una impensabile dolcezza finale, sorprendente appunto perché il vino ha zero zuccheri residui.
Un vino che mi ha conquistato e fatto capire come sia possibile, in Italia, fare dei metodo classico che escono dalle strade segnate e segnano nuovi orizzonti per la tipologia.
Ultima cosa: un spumante metodo classico buonissimo, che resta 10 anni sui lieviti, che nasce da un’uva particolare, quanto volete pagarlo? 100 Euro? Ma per carità! 60 Euro? Ma non scherziamo! 40 euro in cantina è il gioco è fatto!
Siete sempre lì? Mentre partite a spronbattuto per Montecchia di Crosara, dove si trova l’azienda Sandro De Bruno, ricordatevi che il consiglio ve lo ha dato Carlo Macchi, direttore di Winesurf e quindi bevete alla mia salute.
Dai un'occhiata anche a:
- Garantito IGP | Erbaluce di Caluso Spumante Scelte di Vite 2021 Cantina 366
- VINerdì di Garantito Igp: Vigna Poggiarso 2020 Chianti Classico, Castello di Meleto
- VINerdìIGP | Lazio IGT Bellone Aro 2024, Pietra Pinta
- Invecchiato IGP | Dry Muscat Terre di Orazio, Basilicata Igt 2004, Cantine di Venosa
- Invecchiato IGP | Arte Liquida Toscana Igt Bianco 2006 Tenuta di Monte Chiaro
- MenoDodiciIGP. XIV Aglianico Campania igp 2024, Mier Vini
- Garantito IGP | Pelassa, l’eleganza dei vini dell’alto Roero
- InvecchiatIGP. Sangiovese di Romagna DOC Superiore Riserva Domus Caia 2001, Ferrucci