
di Valentina Ruzza
Sulle colline di Scomigo esistono ancora luoghi in cui il paesaggio non fa da sfondo al vino, ma ne determina profondamente l’identità. L’Antica Quercia appartiene a questa dimensione rara: una tenuta dove ogni elemento — il vento che scende dalle Dolomiti, l’aria salmastra che risale dal mare, le querce secolari che dominano i filari — sembra partecipare alla costruzione di un ecosistema agricolo preciso, coerente, profondamente vivo. Qui il Conegliano Valdobbiadene smette di essere soltanto una denominazione e torna ad assumere il significato originario di paesaggio culturale, agricolo e umano. Un luogo in cui il vino non nasce per interpretare un mercato, ma per restituire fedelmente il ritmo lento della terra e la memoria stratificata di queste colline. A pochi minuti da Conegliano, L’Antica Quercia conta oltre 30 ettari complessivi condotti a corpo unico, di cui circa 20 ettari vitati e i restanti occupati da bosco, oliveto e frutteti. Un ecosistema agricolo costruito nel pieno rispetto della biodiversità, dove convivono vigne, olivi, melograni e vegetazione spontanea.
Una scelta agricola rigorosa e coerente, iniziata con la certificazione biologica ottenuta nel 2007 e proseguita, dal 2018, attraverso l’utilizzo dei preparati biodinamici. Ma ridurre questa realtà al solo concetto di sostenibilità sarebbe limitante. Qui la biodinamica non viene esibita come linguaggio contemporaneo o leva narrativa, ma vissuta come responsabilità quotidiana. Le rese volutamente basse — circa cento quintali per ettaro — la raccolta esclusivamente manuale, il sovescio tra i filari e l’assenza di forzature produttive costruiscono un ecosistema agricolo che sembra muoversi in continuità naturale con il territorio circostante. E sopra tutto questo, come guardiane silenziose, dominano le querce.
Due alberi monumentali, di circa 400 e 200 anni, osservano dall’alto la tenuta. Non rappresentano soltanto il simbolo dell’azienda: ne incarnano l’identità più profonda. La famiglia Francavilla acquista la proprietà nel 2001, mentre Claudio entra a far parte del progetto nel 2015, contribuendo a svilupparne la visione attuale, fondata sull’idea di creare «un ecosistema perfetto dove uomo e natura possano convivere in armonia e bellezza». Una visione che qui appare concreta, tangibile. La quercia più antica è diventata persino oggetto di studio agronomico per determinarne l’età reale.
Ma ancora più affascinanti sono le testimonianze storiche che nei secoli hanno raccontato questo albero come punto di riferimento naturale della comunità locale. Antichi scritti parlano di trattative commerciali avvenute sub quercum, sotto la quercia, mentre mappe del Settecento la riportano già circondata dai vigneti. Persino Mario Soldati, nel suo Vino al Vino del 1970, ne rimase colpito, descrivendola come «una vera e bellissima quercia che sorge sul ciglio e verso la metà del lungo dosso che costituisce la proprietà». È proprio in questa stratificazione di memoria agricola e paesaggio che nasce l’identità dei vini de L’Antica Quercia. Vini che non cercano mai l’effetto immediato, ma costruiscono profondità attraverso precisione, verticalità e una sapidità estremamente nitida. La parte più identitaria della produzione è rappresentata dai vini Colfondo, espressione diretta della tradizione contadina di queste colline.
Su Alto, autentico Colfondo rifermentato in bottiglia con lieviti indigeni, è probabilmente la bottiglia che meglio sintetizza questa filosofia: vibrante, territoriale, essenziale. Un vino che conserva materia, tensione e autenticità senza inseguire standardizzazioni tecniche. Accanto a lui si muovono A, Conegliano Valdobbiadene DOCG Brut Nature sui lieviti, raffinato e dinamico, e Q, vino frizzante da uve macerate col fondo, dalla personalità più irregolare e contemporanea. Più classici nella forma ma coerenti nella sostanza Matiù Brut e Ariò Extra Dry, dove il frutto resta leggibile, preciso, mai appesantito da eccessi zuccherini. Interessante anche Bruscade, Colli di Conegliano DOCG rosso composto da Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc e Marzemino: un vino che sceglie profondità e tensione senza rinunciare all’eleganza. Ma L’Antica Quercia non si limita alla produzione vitivinicola. Negli anni il progetto si è ampliato fino a trasformarsi in un’esperienza immersiva costruita attorno all’idea di permanenza lenta e riconnessione con il paesaggio.
La recente apertura de La Ghiandaia Farmhouse, inaugurata alla fine del 2025, completa questa visione. Otto camere immerse nella tenuta dialogano direttamente con il territorio anche attraverso il design: l’artista Isabella Breda ha utilizzato il terroir stesso per creare superfici materiche che sembrano proseguire idealmente il paesaggio all’interno degli ambienti.
La cantina e La Ghiandaia sono unite da una passeggiata panoramica di circa un chilometro attraverso i vigneti. Un percorso pensato non come semplice collegamento, ma come parte integrante dell’esperienza.
Panchine e altalene in legno di recupero, posizionate sotto le querce monumentali, invitano alla sosta, al silenzio e all’osservazione. Anche le degustazioni seguono la stessa filosofia narrativa.
Nella luminosa sala dedicata agli assaggi, i vini vengono accompagnati dal pane casereccio, dall’olio extravergine e dal succo di melograno prodotti all’interno della tenuta. Un racconto agricolo completo, coerente, privo di costruzioni artificiali. In un momento storico in cui molte aziende costruiscono la propria identità attorno alla parola «sostenibilità», L’Antica Quercia sceglie una strada più difficile e credibile: quella della continuità tra ciò che dichiara e ciò che realmente vive. E forse è proprio questo il dettaglio che resta più impresso dopo aver attraversato queste colline: la sensazione che qui ogni elemento — le vigne, i vini, gli alberi, l’ospitalità — esista seguendo un ritmo antico, armonico, profondamente autentico.
L’Antica Quercia
Via Cal di Sopra, 8 – 31015 Scomigo di Conegliano (TV)
Telefono: +39 0438 789344
Sito web: www.lanticaquercia.it
Tenuta agricola di oltre 30 ettari condotti a corpo unico, di cui circa 20 ettari vitati e i restanti occupati da bosco, oliveto e frutteti. Un ecosistema agricolo fondato sulla biodiversità, sull’agricoltura biologica e sull’utilizzo dei preparati biodinamici, dove produzione, paesaggio e ospitalità convivono in equilibrio.
Produzione – Conegliano Valdobbiadene DOCG, Colfondo, vini sui lieviti, Colli di Conegliano DOCG, olio extravergine d’oliva, succo di melograno e grappa.
Vini simbolo – Su Alto (Colfondo), A (Brut Nature sui lieviti), Q, Matiù, Ariò, Bruscade.
Esperienze
– Degustazioni guidate in cantina, Wine Shop aziendale, passeggiata panoramica tra i vigneti e soggiorni presso La Ghiandaia Farmhouse.
La Ghiandaia Farmhouse – Residenza di charme inaugurata nel 2025 con otto camere immerse nella tenuta, collegate alla cantina attraverso un percorso panoramico tra i vigneti.
Visite e degustazioni
Da 25 euro a persona
Durata: circa 1 ora e 30 minuti
Orari Wine Shop e Cantina
Dal lunedì al venerdì: 9.00 – 17.00
Sabato: 9.00 – 13.00
Plus distintivo
Oltre 30 ettari condotti a corpo unico, custoditi da due querce monumentali di circa 400 e 200 anni, simbolo di una tenuta dove biodiversità, paesaggio e cultura agricola convivono in perfetto equilibrio.
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