di Antonio Prinzo
Ma quanto sono belle le Marche e quanto è bello un piccolo paese fortificato, Loretello nelle Marche del centro nord, piccolo piccolo e circondato da colline immacolate. Non è la prima volta che ci rifugiamo per qualche giorno in questo posto che stacca con il quotidiano e rinfranca lo spirito. I muri con quel mattone marchigiano unico e quello spirito che questa regione ancora conserva, rurale, vivace, ricco di arte, belle chiese e palazzi ma senza gli eccessi di zone più blasonate che stancamente trascinano il loro prestigio passato.
Qui c’è un solo ristorante, si chiama La Grotta di Loretello, cucina sincera, schietta e abbondante, un bel rifugio e qui ho provato un vino di cui parlo volentieri, la Lacrima di Morro d’Alba Paucca prodotto dai fratelli Badiali, è la versione superiore dei vini che produce questa azienda. Bella l’etichetta con il disegno dell’Upupa da cui deriva il nome dialettale Paucca. Annata 2016, un gran bel corpo, rosso violaceo profondo, vino spesso nel colore e forte al naso, viola, rosa rossa antica, more e terra di bosco.
Al primo assaggio stupisce per freschezza e sapidità, lungo e profondo, torna la viola la frutta rossa matura, un tannino morbido e gradevole e quella sapidità che lo fa bere con piacere. Lo accompagniamo con delle fettuccine di Campofilone al ragù di selvaggina e funziona bene, la sua spiccata sapidità contrasta la dolcezza del ragù e il piatto e il bicchiere si svuotano che è una meraviglia
Lacrima di Morro d’Alba, la lacrima che gli acini esprimono a fine maturazione, le lacrime di gioia che chiedono permesso in questa serata marchigiana a Loretello.
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