L’ondata di clienti senza dignità
di Marco Contursi
Da persona del settore nutro una profonda idiosincrasia per i ristoranti da molti coperti, perché al 99% si mangia male.
E due esperienze agostane, non hanno fatto che confermare questa idea che coltivo da quando ho iniziato a mettere piede nelle cucine.
Perché, entrando, ti rendi conto di cosa significhi per una cucina avere 300-400-500 persone sedute contemporaneamente.
Premetto che trattasi di un ristorante di pesce e di un agriturismo, entrambi forti sui social con tanti follower ed entrambi con recensioni pessime. Pessime. A decine.
Ma procediamo con ordine per un breve sunto.
• Locale di pesce, a pranzo, ho contato circa 250 persone. Prezzi alti, per quello che viene portato. Insalata di mare, plasticosa e frittura, riscaldata, che puzzava di olio esausto. Persona di un tavolo vicino che lamenta, al momento del conto, di un prezzo più alto di una bottiglia rispetto al menù e cameriere che si giustifica dicendo che non era aggiornato. Igiene non pervenuta. Pos rotto.
• Agriturismo che dice di servire prodotti propri. Sabato a cena, circa 300 persone, ma a fine serata almeno 400 si sono sedute a quei tavoli, messi dovunque, finanche vista bagni. Bene: salumi industriali ed ossidati, tagliati due ore prima, acqua e coca cole calde, vino della casa buono per l’insalata, camerieri giovanissimi allo sbando, carne cotta male, responsabile di sala mortificato, che cerca di rimediare agli errori di colleghi e cucina, ma ovviamente non può farcela da solo. Chicca finale, mi viene detto “le posso offrire un limoncello” e ci troviamo 3 euro nel conto alla voce liquori.
Alcune considerazioni che chi sceglie un locale dove pranzare o cenare dovrebbe sapere:
• Si possono fare, bene, 500 persone contemporaneamente? NO. Non si può pensare che, per servire 4/500 persone contemporaneamente, le pietanze siano preparate al momento, se non si hanno cucine divise per partita come negli hotel da cerimonia, dove ci sono anche 3 cucine, una per gli antipasti, una per i primi e una per i secondi. In mancanza, la pasta viene fatta a mezza cottura, addirittura ho visto grigliare salsicce e costolette (o friggere la frittura di pesce), due ore prima del servizio e poi metterle da parte, per rigenerarle al momento. Salumi e formaggi si tagliano ore prima e si mettono, se va bene, in frigo, sennò su qualche tavolo dietro la cucina a prendersi caldo, luce e aria, nemici giurati di pancette e salami. Spesso le bevande fresche terminano, il personale necessariamente deve essere giovane e occasionale, perché si tratta di studenti che lo fanno per racimolare qualche soldo, quindi meno preparati di uno che fa questo di mestiere tutti i giorni. Altra cosa, ma secondo voi un posto come quello in cui sono stato io che fa almeno 1500-2000 coperti a settimana può usare davvero materie prime di propria produzione? Ma avete idea di quante pancette o quante melanzane servano per preparare antipasti per 2mila persone, a settimana?????
Se poi, con 6-7 maiali che hanno in un recinto, o per 4 filari di pomodori, pensate che i salumi e le verdure siano tutta roba loro, allora, vuol dire che hanno in cucina chi sa moltiplicarli, come fece Qualcuno 2mila anni fa con pani e pesci, ma dubito che vi troviate nell’agriturismo “La Mangiatoia e ‘zi Pepp” di Nazareth e quindi è roba comprata chissà dove. Pulizia? Ma possono essere puliti i bagni con tutta sta gente? Saranno puliti come quelli di una discoteca di sabato sera.
Quindi, perché ci andate in questi mangifici, per poi lamentarvi????
• Recensioni negative. Questi posti da me visitati avevano decine di recensioni pessime che denunciavano quanto ho appena detto. Chi il bagno sporco, chi la frittura fredda, chi la coca cola calda, chi il personale impacciato, chi la pasta scotta, chi il prezzo alto, chi conti poco chiari, chi una accoglienza arrangiata.
Bene, ma allora perché ci andate?
Non vi basta leggere i racconti di decine di sventurati prima di Voi per farvi dissuadere dall’andarci??? Vero che in entrambi i casi erano due locali presenti sui social, ma credete più ad un video sui social postato dal titolare che alle testimonianze, spesso con foto, di decine di clienti come Voi?
Instagram e tik tok, oppio dei popoli!!
• Senza Dignità. Questa la considerazione più importante. Ritornando alle mie due esperienze (e alle tantissime lette e raccontate), mi chiedevo come facevano i titolari a non vergognarsi di quello che avevano sotto gli occhi, perché era chiaro a tutti, a loro in primis, che stavano offrendo un prodotto mediocre, un servizio pessimo, e, per giunta, a caro prezzo. La risposta è semplice: perché sacrificano la loro dignità al dio denaro.
Perché, se mi servi una frittura che puzza di olio di motore, o una carne secca e bruciata, o una pancetta finta-artigianale e ossidata, e ti fai pure pagare tanto, significa che sei una persona senza dignità. Perché se mi dici “posso offrire un limoncello” e me lo fai pagare, sei senza dignità. Se proponi un servizio fatto da 18enni inesperti, sei senza dignità. Se fai impicci col conto, modificando i prezzi, sei senza dignità. Sei solo uno che per soldi venderebbe l’anima, uno a cui non pesa farsi chiamare ladro e disonesto, se questo comporta di avere il portafoglio pieno. Ricordo ancora con ammirazione il titolare di un ristorante della Costiera che non si fece pagare il conto per due errori assai lievi nelle pietanze, ma era così mortificato, che non volle i soldi. Perché per le persone perbene, lavoro e dignità sono imprescindibili e se uno sbaglia nel proprio lavoro e non rimedia, si sente squalificato anche come persona. Ma per fare questo bisogna, in primis, avere una dignità. Che molti non hanno. E il discorso non riguarda solo i titolari ma anche i dipendenti, infatti uno dei maitre di quell’agriturismo, nello scusarsi, disse “io non ho mai lavorato così, mi vergogno di quello che facciamo e appena posso vado via”. Ed effettivamente dopo 10 giorni l’ho trovato a lavorare in una pizzeria. Questo significa essere professionali e persone con una dignità, lavorativa e personale, vera. Mentre altri, sono conniventi, come quel cameriere, al tavolo a fianco, che invece di scusarsi, giustificava il prezzo diverso della bottiglia di vino, tra menù e conto finale, con la motivazione farlocca “non è stato aggiornato”. Ecco, questo significa, non avere neanche lui una dignità, al pari di chi gli paga lo stipendio, perché è connivente col titolare in questo modo disonesto di fare soldi. Anche perché, ci sono tantissimi ristoratori perbene che cercano personale e quindi se resti lì è perché ti sta bene quel modo balordo di lavorare. Magari per due spicci in più. Nella vita non contano solo i soldi, ma anche i valori veri, la propria integrità morale, la correttezza del proprio agire.
Ed ai colleghi di questi due pseudo imprenditori, vorrei dire, vedete che il comportarsi in modo scorretto di uno di voi, penalizza anche gli altri, perché io in quel paese dell’agriturismo non ci andrò mai più, perché ne avrò un ricordo pessimo. Se queste mele marce fossero isolate, dai clienti e dai colleghi, e magari anche dalla stampa di settore, oltre che essere attenzionati in modo serio dalle istituzioni deputate ai controlli, forse capirebbero che la strada presa è sbagliata.
Ma se i clienti continuano ad essere boccaloni e a correre dietro ad un video, per poi lamentarsi di aver trovato tutt’altro, io non posso farci nulla.
Certo, direte, ma anche tu ci sei andato. Ma quando te lo chiede una persona a cui non sai dire di no, che colpa ne ho????? E mi è toccato pure pagare io il conto.
Mala tempora currunt se sei buongustaio e pure galante.
Dai un'occhiata anche a:
- Parodia sul Cilento? Fanno bene i cilentani ad incazzarsi?
- Gigi Rana: attenzione, ora manca anche chi deve lavorare in cucina
- Lettera di un ristoratore che ha deciso di chiudere
- Marco Contursi: pasticcieri che non si sanno comportare
- Ho mangiato male perchè non esiste piu la trattoria
- Primo maggio: Festa del lavoro. E la Festa dei lavoratori della ristorazione?
- A Carnevale la Cucina Italiana è senza maschera perchè spesso è Carnevale negli altri 364 giorni
- Panettoni artigianali? Sì, ma diamoci una calmata e facciamo attenzione
