Parodia sul Cilento? Fanno bene i cilentani ad incazzarsi?

Pubblicato in: Polemiche e punti di vista

di Marco Contursi

Ho seguito dalla pace dell’Umbria le polemiche sul video della parodia di alcuni comici, che, invero non conoscevo, sul Cilento. E dico la mia, allargando il discorso.
Premetto che mi aveva già fatto riflettere la riflessione su facebook, di pochi giorni prima, di Peter Hoogstaden, che cilentano non è, ma organizza trekking in Cilento, portando migliaia di persone in questa terra, e quindi, la conosce bene: “Un altro paio di giorni nel Cilento interno mi ha fatto di nuovo riflettere sul perché questa zona non decolla. Come mi dicono in tanti, sono poche le zone che hanno un tale concentrato di bellezza, naturale e culturale. Una cosa della quale sono convinto anche io. Ma la bellezza della zona è una ‘bellezza diffusa’, con tante chicche, piccole e grandi, ma senza ‘grandi attrattori”.
Consentitemi, la mia è l’opinione di chi, napoletano di nascita e residente da sempre nell’agro nocerino, vive il Cilento da quasi 50 anni (ad 1 anno primo bagno a Pioppi). Senza contare che su 4 storie d’amore importanti, due erano cilentane, di Ascea per la precisione.
Ma, soprattutto, sono uno che nel 2013, scrisse un pezzo sul Cilento che all’epoca fece scalpore, seguito da un altro più recente  con oltre 40mila letture e decine di commenti.
Quindi tutto mi si può dire, tranne che io sia acritico verso questa terra, ma….
Ma, nel caso specifico, io credo, che i cilentani, e tutti quelli a cui non è piaciuto il video, abbiano ragione. Sicuramente più ragione di chi cerca di difendere il video con motivazioni pretestuose.
Perché? Perché, pur non essendo il male estremo, non c’è bisogno alcuno dell’ennesima rappresentazione cafonal/popolare del Cilento. Basta quella che si vede ad agosto tutti gli anni. Perché non si può sentire definirlo “un aiuto al Cilento”, perché quel video porta beneficio solo a loro che l’hanno fatto, ma dubito che a qualcuno venga voglia di andare in Cilento dopo aver visto il comico vomitare. Ma davvero qualcuno pensa che possa inserirsi in un contesto promozionale del territorio????
Perché uscirsene con “il video ha fatto 1 milione di visualizzazioni”, vuol dire che ancora una volta si sacrifica il buon gusto all’altare dell’algoritmo delle visualizzazioni, ed ancora una volta si pensa che uno vale uno. Se parliamo di promozione, per il Cilento, meglio 10 visualizzazioni di persone in linea con i veri valori di questa terra, che 1 milione di persone che vengono, come ad agosto, a vandalizzarla, portando sì soldi ma anche tanta confusione e problemi vari.
Pecunia non olet? Certo, ma avete visto cosa è successo a Roccaraso dopo che una pseudo influencer napoletana ha pubblicato un video: migliaia di persone si sono riversate, creando più problemi che benefici.
Il Cilento merita una comunicazione di qualità, che porti un turismo di qualità: persone che girino i piccoli borghi, dell’interno, che assaggino le produzioni locali, che lascino pulito, che non creino inquinamento acustico. Non persone che si mettano in 10 in due stanze, che creino accampamenti beduini sulle spiagge, che lascino un prato come Bantargebang in Indonesia, che ascoltino, a palla, canzoni, che parlano di carcere e soldi facili.
Ma poi, siamo sicuri che i Cilentani vogliano una eventuale promozione, e, soprattutto, siano attrezzati per gestirla???
Il Cilento, da anni, è diviso tra la voglia di creare una economia che duri tutto l’anno e la realtà di un mese circa, di battaglia, in cui si cerca di monetizzare il più possibile, offrendo poco in cambio di un prezzo alto (3mila a settimana casa di 1 stanza da letto e bagno per 2 adulti e 1 bimbo!!!).

E da questa dicotomia non si schioda. Non va avanti. Sempre uguale, semmai con qualche peggioramento, come i prezzi sempre più alti ogni anno. E questa cosa mi dispiace davvero, ma ormai è una considerazione costante che faccio anno dopo anno.
Con le dovute eccezioni, come sempre.

Di chi le colpe? Di TANTI:
• Dei Cilentani. Siano semplici cittadini o chi coi turisti ci lavora. Divisi tra la voglia di sfruttare la popolarità e l’idiosincrasia congenita verso chiunque venga da fuori, visto come uno che rompe le scatole. Affitti stellari, nessuna selezione a chi si affitta (purchè paghi), cibo spesso approssimativo, prezzi alti, pochi servizi, pochissima voglia di fare gruppo con altri imprenditori del territorio. E l’atteggiamento di chi non vede l’ora che te ne vai.

Ed infatti, come finisce agosto, inizia a chiudere tutto. Inizi a sentire “mo è tornata la pace”. Ma siamo sicuri che pace e sviluppo non possano coesistere? Uno sviluppo che porti una utenza civile e preparata, che permetta ai giovani del Cilento di restare e non partire via, alla ricerca di un lavoro, lontano da dove sono nati e dagli affetti più cari.
• Di tutti quelli che speculano sulla parola “Cilento”. Da Eboli in poi (ma ci fu chi anche a Battipaglia scrisse “porta del cilento”), la trovi dovunque, tutto diventa Cilento perché “Cilento sta bene a tutto”. Eboli non è Cilento, Paestum non è Cilento. Basta sta caricatura della mozzarella di bufala “cilentana”.

L’animale del Cilento è la capra. Il formaggio del cilento, è il cacioricotta. L’unica mozzarella cilentana è quella nella mortella ed è fatta con la pasta del caciocavallo. A Paestum si mangiavano carciofi e anguille del Sele, come testimonia un menù dei primi anni del 2000 di cui ho letto recentemente. Non c’erano cavatelli o fusilli, addirittura la mozzarella di bufala veniva presentata come “tipo aversana”.
• Dei Progetti e eventi finanziati con la parola Cilento. Da quando sono arrivati i fondi europei, è un susseguirsi di eventi finanziati, purchè contengano la parola Cilento e Dieta Mediterranea. Cose serissime, banalizzate da cene e cenette, convegni e chiacchierate, con spesso quattro gatti e due cani, affamati, che aspettano la fine delle trite e ritrite ciarle, per accedere al, trito e ritrito, buffet, pagato dalla Comunità Europea.

Dove sarebbe questa valorizzazione? Sempre le stesse facce, sempre gli stessi nomi e, a dirla tutta, sempre gli stessi prodotti. Mai una volta che veda salumi, ad esempio,…..ma vogliamo iniziare ad essere seri. Invece di sprecare soldi, in mille eventi locali, fatti solo per intercettare fondi, si pensasse a eventi grandi, fuori dal Cilento, per farlo conoscere davvero a chi ancora lo confonde con il Salento, o, non l’ha mai sentito nominare, scegliendo con criteri etici chi mandare a rappresentarlo. Anche il Parco per anni ha concesso il logo a qualsivoglia azienda stesse nel territorio, prescindendo da qualsiasi valutazione su ciò che facesse e come lo facesse. Col risultato che un turista comprava un prodotto col logo della primula di Palinuro e poi leggendo gli ingredienti si trovava di fronte ad un prodotto industriale e con ingredienti scadenti (ricordo una crema spalmabile chiamata Kinder Bueno col logo del parco e ovviamente non fatta dalla Kinder).
• I Cantori del Cilento. Salvando la buona pace di Luciano Pignataro, autore dell’unico libro serio fatto sulle ricette cilentane, e di pochissimi altri, per il resto, nella comunicazione del Cilento e sul Cilento, vedo solo tanta mediocrità. Un racconto che non va oltre la banalità, della nonna che impasta, il vecchio che zappa, passando per l’esaltazione dell’ennesimo piatto cucinato con olio rancido, mentre si magnifica, ma solo a parole, la dieta mediterranea.

Guide inutili e prezzolate che recensiscono finanche le tabaccherie, gente che fa panegirici dove tutto è buono e tutto è ottimo, video a profusione sempre degli stessi scorci, blogger che in cambio di pecunia fanno video-recensioni ma che sono solo marchette pubblicitarie, senza dimenticare le leccate di deretano, al potente di turno con tanto di tag su facebook, sperando di tornarsene a casa, col cofano pieno. Infine, consigli per gli acquisti a “coppole e sasicc”, in cui si segnalano come economici, posti da 50/60 euro, senza vino. Ma la vogliamo finire??? Il Cilento merita che ne parlino seri professionisti, gente che ha studiato e vissuto quello che racconta, non chi mangia a scrocco e chiama cioccolata lo sterco. Ma soprattutto serve gente obiettiva che critica quando c’è da criticare, che non esalti il nulla, magari in cambio di utilità, che vanno dalla visibilità, alla bottiglia di vino o alla cena offerta. Servono professionisti seri, pagati per fare un lavoro serio di censimento vero e di promozione. Di tutto il territorio, con un occhio particolare per le zone interne, spesso obliate. Ma gli imprenditori cilentani vogliono davvero questa serietà??? Ho i miei dubbi.
• Gli imprenditori cilentani. Fare impresa è difficile. Lo sappiamo tutti. Ma mai che un imprenditore voglia mettersi in discussione o fare le cose bene. Mai uno che cerchi come migliorarsi, invece che circondarsi di cantori servili di peana e trionfali. L’unico mantra è “Fare soldi. Tanti e subito” e cercare chi ne parli bene sui social per promuoversi, pure se hanno una offerta penosa. Troppi Prenditori, pochi Imprenditori.

L’imprenditore è uno che fa crescere il territorio, non che lo sfrutta. Che dà lavoro ai giovani, non che cerca schiavi. Che compra da produttori e artigiani locali, non che li strozza col prezzo più basso. Che acquista olio, salumi, formaggi, vini del Cilento e li propone, raccontandoli. Domando: in quante strutture ricettive cilentane (hotel, resort ecc..) a colazione ci sono salumi e formaggi locali? Pochi gli imprenditori che portano avanti una imprenditoria sana, che rispetti dipendenti e clienti, che preveda stipendi ed orari etici e una offerta valida per i clienti in cambio di un prezzo equo. Si parla di visioni e prospettive nuove, ma poi si fanno giochetti coi prezzi, e si mettono cifre spropositate, certi della superficialità dei clienti: può costare un piatto di seppie indopacifiche fritte 24 euro? O 28 euro una Nerano, in cilento poi??? O ancora, una falanghina da 4 euro, 25 euro? O chiedere 6 mila euro per un soggiorno, solo affitto, di una settimana di 4 persone?
Sia chiaro: Chi attua comportamenti scorretti, fa un danno a tutto il territorio, perché chi ne è vittima, parlerà male della sua esperienza, spesso generalizzando (“il cilento è caro, i cilentani sono disonesti”) ma si tratta di mele marce da isolare, non da ammirare perché fanno soldi, sputtanando l’intero Cilento.
• Le Istituzioni. Qui, stendo un velo pietoso. La Cilentana SS18, spesso teatro di tragedie, con restringimenti, interruzioni e tratti completamente bui. La sanità ridotta agli sgoccioli. La doverosa vigilanza su chi fa i porci comodi suoi, assente, talvolta, connivente. Gli organici di chi dovrebbe far rispettare la legge, spesso ridotti all’osso. Serve capire che la promozione di un territorio passa per la affermazione totale della legge su chi, a vario titolo, la infrange. Sulla efficienza delle infrastrutture e su una sanità pronta a gestire i grandi flussi. Non per eventi spot, con buffet e chiacchierate inutili delle solite 4 facce.

Alla luce di tutto questo, e tornando al leitmotiv iniziale, siamo proprio sicuri che quello di cui abbia bisogno il Cilento sia una video-parodia che inizia con un tizio corpulento in preda ad un attacco di emesi, e che poi si fa il bidet in una fontanella pubblica???? E c’è pure chi sostiene che è una cosa che porta un utilità al territorio????? O che questo video “abbia ravvivato l’offerta turistica cilentana usando la provocazione”???
Sto video?????? E chi so, i nuovi Olivieri Toscani????
Vedete, io non contesto loro che l’hanno fatto, contesto chi se la prende con chi non l’ha gradito, attribuendo al video un valore che non ha. Allora, capisco che il caldo renda confusi, ma, vi prego, «Est modus in rebus, sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum»!!
E concludo, W il Cilento, quello che lotta ogni giorno per andare avanti con semplicità ed onestà. E ai Cilentani dico, non sdegnatevi (giustamente) solo per il video dei comici, ma anche per tutte le storture della vostra terra, sia delle istituzioni, sia dei privati, perché chiunque faccia dire ad un turista che ha subito un disagio o una scorrettezza “Mi hanno fregato, mai più in Cilento”, crea un danno, prima di immagine e poi economico, a tutto il territorio.

p.s. Anche nel film “Benvenuti al Sud“ si faceva ironia su alcune “cilentanità”, ma era un sorriso garbato, unito a tanto altro. Tanto altro…
p.p,s. le recensioni negative sono prese a caso da locali cilentani che so che ne attirano diverse e le ho prese perché indicative di modalità abituali di fare offerta e non di una serata storta, che può capitare a tutti.


Dai un'occhiata anche a:

Exit mobile version