Massaro Rosa 2011 Negroamaro Salento Igp | Voto 87/100

Pubblicato in: in Puglia

L’ASTORE MASSERIA

Uva: Negroamaro
Fascia di prezzo: da 7,00 a 8.00 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

Vista 5/5 – Naso 25/30 – Palato 27/30 – Non omologazione 30/35

La rassegna enologica di Radici del Sud era terminata soltanto da un paio di settimane ed eccomi ritornare per l’ennesima volta nell’amata Puglia e più precisamente nel Salento, cui mi lega un particolare feeling. Una volta giunto qui mi ha assalito un vivo desiderio di rivedere Nicola Campanile, deus ex machina della stessa manifestazione, diventata ormai un consolidato happening di respiro internazionale. Ci sentiamo e concordiamo, quindi, di incontrarci a Cutrofiano, da dove saremmo poi partiti per un tour propedeutico verso alcune aziende vinicole del territorio.

La prima tappa ci porta a far visita alla tenuta L’Astore Masseria, situata proprio a Cutrofiano, piccola cittadina dell’entroterra salentino posizionata a metà strada tra l’Adriatico e lo Jonio e famosa per la produzione della terracotta e anche per la pizzica, la tradizionale danza popolare locale. Vengo a sapere che proprio a Cutrofiano sono nati i maggiori cantori e compositori di questo genere musicale che, per inciso, trova riscontro anche nel Cilento! Qui ad attenderci troviamo Paolo Benegiamo che, insieme al padre Achille ed ai fratelli Stefano e Luca, è il comproprietario di quest’azienda.
Paolo ci fa da Cicerone e ci porta a visitare parte della tenuta, che appartiene alla sua famiglia fin dal 1930 e che tra vigneti, uliveti secolari, seminativi e alcuni alberi da frutta può contare complessivamente su circa 80 ettari di terreno.

Sotto il sole cocente del meriggio che picchia forte in testa, ci incamminiamo per la fertile e prosperosa campagna, dove scorgiamo lunghi e ordinati filari di viti, che esprimono l’autenticità autoctona del territorio: Malvasia Bianca Antica, Fiano Minutolo, Susumaniello, Primitivo Zagarese e Aglianico Ellenico. Qualche tempo fa, però, qui erano state impiantate barbatelle di provenienza francese, su suggerimento di un noto e famoso consulente-enologo umbro, che non avevano trovato d’accordo Paolo e la sua famiglia e di lì a poco, infatti, pensarono bene di espiantare tutto e ritornare alle origini. E’ bene è stato, perché i risultati alla fine sono stati davvero straordinari. Dopo, Paolo ci ha condotti nel frantoio ipogeo del 1700, accanto al quale è stata costruita una bottaia interrata in stile architettonico prettamente salentino, con la classica pietra leccese e le grandi volte a stella. Qui riposano i magnifici vini aziendali, alcuni dei quali, quelli prodotti dal 2010 in poi, fatti con uve biologiche certificate.

Saliamo poi in amministrazione e cominciamo a degustare i vini della Casa. Devo dire che li ho trovati tutti eccellenti e questo mio giudizio è stato condiviso anche da Nicola Campanile. Alla fine decido di porre la mia attenzione su un rosato di Negroamaro: il Massaro Rosa 2011, perché sono pienamente convinto che la triarchia Salento, Negroamaro e rosato sia imprescindibile, tanto da rappresentare l’essenza vitale di questo territorio. Sulla controetichetta della bottiglia sono riportate delle frasi significative, che inneggiano ad un personaggio veramente esistito, tale Tata Paulu, che proprio qui faceva il “massaro”: “Mani dure di fatica, sangue vivo d’ira, lune di fiele e lune di miele. Vita di masseria di un uomo d’animo nobile e cuore sacro alla sua donna paziente custode del fuoco”. Bella dedica, vero? Quando si dice la riconoscenza umana…

E veniamo adesso all’esame organolettico di questo vino. Dopo il contatto del mosto con le bucce per circa quindici ore con macerazione a freddo, il vino transita in contenitori d’acciaio per tre mesi e altrettanti di sosta li effettua poi in bottiglia. Alla fine la gradazione alcolica è fissata a 13,5 C. Il colore che s’intravede nel bicchiere è quello tipico: rosa intenso e brillante, che riflette il varietale e il marker territoriale. I profumi sono inebrianti e intriganti e sanno di piccoli frutti di bosco, di visciole, di petali di rosa e di violetta. E’ in bocca, però, che questo vino esprime il suo massimo potenziale: il piccolo frutto rosso è succoso e ben delineato e focalizza un disegno di ampia intensità gustativa. E’ un vino fresco, armonico, piacevole, sapido e godibile. Il finale è gentile e aggraziato, con fantastici ritorni di fruttate e lievemente amarognole sensazioni palatali. Ottimo vino, da abbinare a variegate portate. Per citarne qualcuna: latticini, affettati, pesce, verdure grigliate, carne bianca e quant’altro. Per il prezzo che costa, poi, conviene farne buona scorta. Prosit!

 

Questa scheda è di Enrico Malgi


Sede a Cutrofiano (Le) – Via G. Di Vittorio, 1

Tel. 0836 542020 – Fax 0836 541525. Cell. 392 5001000

Ettari vitati: circa 20 – Bottiglie prodotte: 80.000

Vitigni: Negroamaro, Primitivo, Aglianico Ellenico, Cabernet Sauvignon, Montepulciano, Malvasia Bianca e Chardonnay.

 

 

 

 

 


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