E’ quella di Masseria Faraona la festa più bella della vendemmia pugliese

Pubblicato in: Eventi da raccontare
Un particolare di Masseria Faraona

di Gianni Ferramosca

Una volta messe da parte le polemiche relative al vino low cost di Al Bano Carrisi e quelle riservate all’indirizzo del Wine Challenge di Barletta, la Puglia del vino, finalmente ritrova se stessa, i suoi paesaggi e le sue passioni. Succede tutto alla “Festa della Vendemmia 2015”, un evento organizzato da Masseria Faraona, presso la propria sede di contrada San Magno a Corato, all’interno del meraviglioso e suggestivo Parco dell’Alta Murgia.

Difatti è qui, nella parte di Murgia meno brulla e rude, dove il tratto collinare quasi scompare all’interno di un paesaggio dedito quasi esclusivamente all’agricoltura, più che all’allevamento, che le viti di questa regione, sembrano innalzarsi più delle altre verso il cielo, verso i caldi raggi del sole, quasi a voler raggiungere per prime, in Puglia, uno stato di maturazione perfetto. Una peculiarità questa, che la proprietà più rappresentativa di questa zona, ha voluto celebrare con una festa tutta dedicata alla vendemmia pugliese.

 

L’appuntamento era previsto per sabato 12 settembre alle ore 18.00, presso il principale vigneto di Masseria Faraona, dove un gruppo di trenta signore, ha dato il via alla lunga serata piantando una rosa a capo di ogni filare di vigna. “Una rosa in testa”, è questo il nome dell’iniziativa che darà la possibilità alle signore che vi hanno preso parte, di donare il proprio nome a quel filare, di poterlo visitare durante tutto l’anno e di ricevere ogni anno una bottiglia di vino ottenuto proprio da quelle uve.

Tutti i partecipanti alla serata, una volta stretti dall’abbraccio del vigneto centrale, custode, dei segni di un lavoro ultrasecolare di organizzazione dello spazio rurale, sono poi passati alla vendemmia delle uve, armati di forbicine e cestini in vimini. I più felici sono stati proprio i bambini, che dopo la raccolta delle uve, hanno potuto pestare con i loro piedini, i ricchi grappoli raccolti.

Al tramonto, complice anche la bella serata, la festa si è trasferita nel piazzale antistante la grande cantina edificata in pietra di Masseria Faraona, uno spazio reso ancora più accogliete, se possibile, dalle immancabili luminarie che da sempre illuminano le lunghe notti di festa pugliesi. E’ qui, che, tra i forti profumi dell’ancestrale tradizione gastronomica locale, la “Festa della Vendemmia 2015” ha preso realmente vita, restituendo, ai numerosissimi presenti, la più autentica atmosfera dell’antica e solitaria campagna murgiana.

 

Cosi, rivelando senza fretta un racconto semplice ed allo stesso tempo universale, fatto di esibizioni di cavalli murgesi, mostre d’arte e di canzoni di chiara ispirazione etnico-popolare, nelle quali, gli elementi del vino e dell’uva sono diventati lungo la serata, parti fondamentali della natura circostante, permettendo cosi alla vigna, di trasformarsi in una magica e meravigliosa esperienza sensoriale.

 

 

Ci pensano cosi i protagonisti del cibo a riportare tutti con i piedi sulla terra, come gli illuminati ragazzi di “Mezza Pagnotta” di Ruvo di Puglia (Ba), che per l’occasione preparano una focaccina realizzata con semola di grano duro Selezione Casillo, farcita al centro con un fico appena raccolto, pecorino canestrato, capocollo “Santoro” di Martina Franca, pomodori secchi e rucola selvatica… Una soluzione di sapori, in grado di lasciare tutti senza più parole.

Identico discorso vale per le straordinarie mozzarelle realizzate al momento dal Casaro coratino Aldo Scatigno, per gli eccellenti salumi della Famiglia Santoro e per le gustosissime carni alla brace, gli gnummareddi e la zampina in particolare, preparati dai Fratelli Cipriani di Terlizzi (Ba), ed i delicatissimi sospiri della Pasticceria Noviello di Altamura (BA) .

Tra i tanti altri produttori presenti alla serata, meritano sicuramente nota, vista anche l’attenzione ricevuta, gli unici produttori extraregionali invitati alla festa pugliese, i cilentani Francescantonio Cavalieri di Roccagloriosa (Sa), con il suo straordinario miele naturale ed i suoi famosi torroncini lavorati a mano, ed il caseificio, Tenuta Chirico” di Ascea Marina(Sa), che ha presentato del Cacioricotta di Capra cilentana e della tipica Mozzarella nella mortella. Alla fine si è trattato di un incontro tra Parchi Nazionali, quello dell’Alta Murgia e quello del Cilento e Vallo di Diano, due realtà, ancora indiscutibilmente molto autentiche.

Discorso a parte merita il vino degustato durante tutta la serata, quello di Masseria Faraona. Per la giovane cantina di contrada San Magno si è trattato quasi di un debutto, che la stessa casa ha affrontato proponendo ai propri ospiti, l’intera linea di bottiglie sin qui prodotte, tra cui, il Nero di Troia, lo Spaccapietre, il Piumarosa e tutti gli altri vini prodotti dalle uve autoctone allevate in masseria, come l’Aglianico, il Nero di Troia, appunto, il Bombino Bianco, il Bombino Nero ed il Pampanuto.

 

 

L’impressione è che i vini di Masseria Faraona, oltre che interessanti, sono anche sorretti da un background storico di completa dedizione al lavoro, e non possono che apportare seria credibilità al panorama vitivinicolo pugliese, inoltre, l’alta espressione territoriale riconoscibile in questi vini, non farà altro che aggiungere ulteriore personalità ai vini già prodotti in questa regione.

Questa Festa della Vendemmia in terra di Murgia, sembra essere stata concepita apposta per realizzare un sogno, regalare sorprese, suscitare stupore e per recuperare quell’arcaico rapporto ormai quasi perduto con la natura e con la propria terra.

Ed io so bene, di chi è il merito di tutto ciò.

 


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