
di Carlo Maria Corti
Una Sicilia autentica, artigianale, che eccelle nel gusto di una genuina tradizione. E che sarà protagonista a Milano, in corso Garibaldi (nel cuore della ‘movida’ di Isola e dalla stazione e da Isola) per tre eventi che uniranno due eccellenze del suo street-food: cannoli e pane cunzato.
La sinergia nasce dal progetto comune di Clara Gasparroni, Anna Lisa Gianino e Basilio Santoro: dall’amicizia delle prime due è nato il fortunato progetto imprenditoriale de Il Cannolo, concretizzato nel piccolo ma caratteristico store che proprio in corso Garibaldi valorizza il mito del ‘cannolo siciliano fatto al momento’, nelle tre declinazioni più ghiotte: con le gocce di cioccolato, con la granella di pistacchio di Bronte o con la scorza d’arancia candita.
Quella de ‘Il Cannolo’ è una storia al femminile, di un dolce creato da donne (pare che il cannolo sia stato inventato dalle donne musulmane durante la dominazione Saracena, e poi tramandato alle consorelle cristiane), e custodito fino a oggi, di generazione in generazione.
Basilio Santoro, invece, è fondatore e owner di Ape Bedda, ovvero “tutto il buono della Sicilia” che, sulle tre ruote a motore, può portare in ogni angolo del mondo le specialità più popolari “che partono dal pane cunzatu e arrivano al cuore delle storie”.
L’evento è dunque l’unione di due realtà di successo e di territorio: pane cunzatu a fianco dei cannoli nello spazio di corso Garibaldi 51/A: sarà l’occasione di assaggiare, ma anche di ascoltare ogni curiosità su questi straordinari prodotti della tradizione siciliana e osservarne la preparazione dal vivo.
Le date sono quelle di mercoledì 28 marzo, martedì 3 e martedì 10 aprile nell’orario di apertura del negozio-laboratorio, dalle 11 alle 20.
“Nell’occasione reinterpreteremo in quattro versioni diverse, il pane cunzatu: il classico con le acciughe e il formaggio primosale ragusano, il vegetariano con la caponatina siciliana, quello con i filetti di pesce spada e, infine, con il suino nero dei Nebrodi, presidio Slow Food” spiega Santoro.
E, ovviamente, ci sono i cannoli: quelli nati da un’antica memoria “e dalle ricette che la mia nonna – ricorda Gianino – custodiva gelosamente. Da quei ricordi è nato il progetto, ma più ancora un proposito: creare con amore qualcosa che susciti emozioni, ricordi e il piacere di condividerli”.
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