My Seacret a Napoli
Via Chiatamone, 31
Aperto la sera, la domenica a pranzo

di Antonella Amodio
Eravamo stati qualche mese fa da My Seacret, dove ci aveva positivamente colpito la cucina proposta dallo chef Antonio Passariello, che echeggiava fusion e richiamava nel contempo i piatti tradizionali della cucina partenopea.
Oggi, con il nuovo menù, la cucina palesa più radicamento alla cultura gastronomica napoletana, senza però abbandonare la contemporaneità del suo stile molto personale, che riprende il manifesto di una trasformazione culturale, verificatasi negli ultimi anni, specie tra i giovani chef.
Antonio pone attenzione alle consistenze, gioca con le texuture, con le cotture e cura l’estetica del piatto, che ben si combina al mood del locale, che è anche una galleria d’arte, con allestimenti che cambiano periodicamente.
Un ristorante di soli 22 posti: la sala è nelle mani del metre Cristian Moreno, che suggerisce abbinamenti non solo con il vino, ma anche con cocktail preparati da lui.
Cosa si mangia da My Seacret
Il menù attualmente disponibile ha l’impronta “fusion” anche in alcuni nomi dei piatti.
Si inizia con Unagi, l’anguilla alla griglia laccata con salsa teriyaki e kabayaki, crema di cipolle sotto sale e barbabietola.
Poi Peas & love, la seppia e il suo nero, servita con i piselli in tre consistenze.
Back to the past-a, ottimo primo piatto di mezze maniche di Gragnano con ragù di gallinella di mare, vongole veraci, aria marina e limone candito. I° maggio, il merluzzo nero salato in casa, fave, pecorino e pancetta.
Il Bloody Mary da mangiare, ed infine il Fior di fragola, composto da un bisquit al limone, fragoline di bosco al maraschino e pepe sansho, gelato alla fragola, spuma e cialde di latte.
Oltre al gusto, la cucina di My Seacret ci piace perché mescola tecniche e idee, ottenendo risultati creativi, insoliti e sperimentali, senza perdere di vista gli ingredienti locali e il richiamo ai piatti iconici di Napoli.
My Seacret Napoli
Via Chiatamone, 31
Aperto la sera, la domenica a pranzo
Dai un'occhiata anche a:
- Ristorante Scicchitano a Napoli, tradizione e contemporaneità sul lungomare
- Ristorante Ex Novo a Capaccio: il ritorno di capponi, galline e conigli in chiave contemporanea
- Lunatico Osteria Contemporanea: la cucina che segue il ritmo della luna a Pozzuoli
- Michelasso, a Napoli cucina d’autore tra estro e tradizione
- Il White Chill Out di Pozzuoli apre le porte al Giappone
- Ristorante Roji a Nola: dieci anni di avanguardia, memoria e identità
- Pizza Margherita a Sudshi Non Solo Pane a Vallo della Lucania
- Tripperia ‘O Russ dal 1945 a Sant’Eframo Vecchio a Napoli: una storia di famiglia e di quinto quarto