
di Maurizio Valeriani
Sbilanciarsi con numeri grandi non è affatto facile. Ma Gianluca Bisol, ormai definito Mister Prosecco, sembra avere la sfera di cristallo. Ed infatti nel 2006 sembrava un visionario, prevedendo che il Prosecco sarebbe stato lo spumante più venduto al mondo entro il 2020. E così è stato con un traguardo ormai già raggiunto, che ha visto prevalere in termini strettamente quantitativi Il Prosecco su tutte le altre bollicine italiane e mondiali.
E così dopo una cena di grande soddisfazione , presso il ristorante neostellato Achilli Al Parlamento queste sono le sue parole: “In realtà ero stato sin troppo cauto – commenta Gianluca Bisol – dal momento che a questo risultato siamo arrivati con anni di anticipo rispetto alla mia previsione. E ora, sulla base delle mie esperienze e della conoscenza dei mercati internazionali, solo quest’anno ho visitato oltre 20 Paesi, alzo la posta e dico che entro i prossimi 15 anni la domanda di Prosecco nel mondo sarà di circa un miliardo di bottiglie e quindi dovremo decidere se e come attivarci per poter soddisfare la richiesta”.
“Attualmente sono circa 28mila gli ettari destinati alla produzione di Prosecco – spiega – ma se dovessimo decidere di accontentare le richieste del mercato nel prossimo futuro dovremmo raggiungere i 60mila ettari. Sempre senza abbassare lo standard qualitativo, anzi con una continua crescita dello stesso soprattutto sul territorio più vocato, vale a dire le alte colline di Valdobbiadene. Un modello in tal senso è quello costituito dal Bordeaux, con circa 60mila ettari e una stratificazione nella proposta che riesce a coprire tutte le esigenze delle diverse tipologie di consumatore”.
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