Oasis di Vallesaccarda e la formula della felicità: prima il cliente poi l’ego dello chef

Pubblicato in: Polemiche e punti di vista

E mangiarono a lungo felici e contenti

 

Una stella di 25 anni e 38 di attività. Questa è, in sintesi, la storia del ristorante Oasis Sapori Antichi di Vallesaccarda in provincia di Avellino, una fantastica terra di mezzo fra Campania, Puglia e Basilicata. Tutto inizia nel 1988 quando si liberano i locali dove ha sede attualmente l’Oasis. Sino a quel momento Generoso Fischetti aveva lavorato come applicato di segreteria a scuola e aiutava Giuseppina nella gestione del bar dove ogni tanto si cucinava per gli avventori e gli operai di passaggio.
Generoso e Giuseppina chiamano a raccolta i cinque figli sparsi per l’Italia, Lina, Maria Luisa, Carmine, Puccio e Nicola ed è così che nasce la saga dei Fischetti. Le due sorelle in cucina con la mamma, i fratelli in sala con diverse mansioni. Ora siamo alla terza generazione.
Questa longevità è quasi un fenomeno di studio, primo perché l’attività è in un’area in continuo calo demografico, basti pensare che in 30 anni si è passati da 1851 a 1250 residenti ufficiali e il problema riguarda tutti i principali centri dell’area. Secondo perché il ristorante  è a un’ora d’auto da Foggia e un’ora e mezza da Napoli o Salerno anche a ridosso dell’autostrada Napoli Bari.
Infine dobbiamo mettere in conto la crisi economica italiana ormai endemica iniziata nel 2008 e i due terribili anni di Covid che hanno paralizzato anche l’attività di catering in cui i Fischetti sono bravissimi.
Bene, nonostante tutti questi fondamentali giochino a loro sfavore, siamo in presenza di uno dei migliori ristoranti italiani.
Qual è la formula magica? La possiamo riassumere con un ossimoro: stare fermi aggiornandosi. Alla base, il vero motore che ignorano i fondi impegnati nello shopping e i corsi che formano uffici marketing da batteria, c’è il valore della famiglia che è il cuore della cucina italiana. E’ la forza di ogni attività familiare se si resta compatti perché risolve tutti i problemi pratici e garantisce autenticità. Lo vediamo, tanto per fare un esempio con i Cerea a Brusaporto o con gli Izzo a Castellammare.
Il tema gastronomico è nella capacità di essere unici con i prodotti di un territorio purissimo e incontaminato dopo la storia della transumanza ha portato all’inclusione di usi e prodotti molto diversi fra loro.
Il secondo fattore di forza è mantenere il cliente al centro senza tante pippe mentali o esibizioni di ego tatuati. Il menu è stagionale, ha tre degustazioni ma si può scegliere alla carta e ruota in continuazione seguendo la stagionalità: di tutto si può chiedere mezza porzione con prezzi chiari e accessibili a tutti. Tutte cose che alla stragrande maggioranza degli italiani sembrano normali ma che sono considerate superate dal ristretto cerchio di gastrofighetti sadomaso che amano farsi frustare da aperitivi e menu imposti, tavole senza tovaglie perché fa figo, percorsi estenuanti come una lezione universitaria lunga tre ore.
All’Oasis di Vallessacarda si viene per mangiare rilassati e non per pregare o fare una seduta psichiatrica sull’ego dello chef in una cornice di servizio ingessato in cui il pasto viene interrotto in continuazione da spiegazioni non richieste come gli spot pubblicitari in tv o su youtube.
In una società in cui tutto è eguale, omologato, facilitato e velocizzato si vince se si va in direzione opposta puntando sulla unicità dell’esperienza e la cura dei dettagli, le “cuciture” come si dice a Napoli. Il mondo gastronomico sarà sempre più diviso fra locali monoprodotto replicabili ed esperienze artigianale che non necessariamente devono diventare costose e lussuose per pochi.
Dalle zuppe ai primi di pasta (ogni formato ha un artigiano di riferimento), dalla cantina al servizio, il menu dell’Oasis conforta e di tanto in tanto presenta spunti di novità, come un dolce senza zucchero o una pasta con porro arrostito e mandarino. Ma se vuoi uno zito al ragù o un raviolo al tartufo c’è sempre.
Ecco spiegato perché questo è un modello da seguire ovunque per chi ama la cucina italiana e non scimmiotta mode che non ci appartengono.


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