
di Enrico Malgi
Anche in questo anno 2023 si è tenuta la manifestazione Paestum Wine Fest, giunta alla sua undicesima edizione, organizzata splendidamente dall’avv. Angelo Zarra presso le sale e gli stands dell’ex Tabacchificio di Paestum. Proprio in questi giorni l’eccellente convegno pestano ha ricevuto lo speciale riconoscimento WINES AWARDS 2023 a Matera, che premia le eccellenze nazionali ed internazionali del mondo vitivinicolo assegnati da Food And Travel Italia. Segno questo che anche nel Cilento, oltre a produrre ottimi vini, si sanno allestire eventi esemplari come questo.
Molteplici i produttori convenuti qui da tutta Italia, così come plurime sono state le masterclass sulla degustazione dei vini, condotte magistralmente da esperti settoriali.
Una di queste ha interessato l’azienda irpina di Guido Marsella, espletata attraverso l’assaggio di due millesimi di Fiano di Avellino. Il produttore in questione è stato il primo a lanciare sul mercato questa tipologia almeno dopo un anno e mezzo dall’imbottigliamento. Relatori due provetti conoscitori enologici quali l’abile e simpatica giornalista enogastronomica Antonella Amodio e Andrea Gori, oste, sommelier, giornalista, scrittore, organizzatore di eventi e wine blogger.
Fiano di Avellino Docg 2015. Alla vista si appalesa un performante colore giallo paglierino carico, vivo e luminoso. Al naso salgono fragranti e complessi profumi di nocciola, pera, pesca, mango, avocado, ananas, biancospino, acacia, tiglio, citronella, muschio, eucalipto e frammenti speziati. In bocca penetra un sorso accattivante ed impagabile per avvolgenza, freschezza, morbidezza, fruttuosità, succosità, sapidità. e mineralità. Trama densa e fibrosa. Coté sferzante, incisivo, arrotondato, delizioso, sensuale, raffinato, tonico, reattivo e dinamico. Longevità ancora tutta da scoprire. Il finale è davvero infinito ed edonistico.
Fiano di Avellino Docg 2020. Colore paglierino splendente meno carico del precedente. Bouquet certamente pervasivo, perché risulta depositario di una vasta gamna di intriganti essenze che in successione ricordano umori fruttati di lime, melone bianco, pesca bianca, albicocca e l’immancabile marker di nocciola. In appresso risaltano poi spunti floreali e vegetali di ottima costumanza e lievi marcature fumé. Sorso penetrante, prorompente, rinfrescante, glicerico, elegante, sapido, pieno, godibile, equilibrato, grasso, strutturato e polposo. Fraseggio palatale seducente, ammaliante, affascinante e dinamico. Siamo ancora all’inizio di un lungo percorso. Chiusura molto persistente, che lascia un ottimo ricordo di questo meraviglioso vino.
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