
In occasione del decennale dell’Alzheimer Fest ho riportato al centro la mia Caponata dei Curacari: un piatto nato dal recupero del pane e dalla convinzione che ciò che un tempo veniva custodito con rispetto oggi troppo spesso venga considerato uno scarto.
«Il pane per me è qualcosa di caro. Gli anziani ci hanno insegnato che da ciò che resta può nascere ancora qualcosa di buono. Per questo li considero sentinelle del futuro.»
È un racconto che va oltre la ricetta: parla del rapporto fra cibo, memoria, anziani, spreco alimentare e cultura contadina. Un modo semplice per ricordare che ciò che resta non è necessariamente qualcosa da buttare, ma può diventare valore, identità e memoria.
Il mio percorso sul recupero alimentare e sul pane è un tema che porto avanti da tempo e che sento profondamente mio.
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