
Salvatore Lioniello e La Rosina. I bocconiani lo chiamano co-marketing, in reatlà noi preferiamo usare l’espressione orgoglio ritrovato. L’idea di una azienda di pomodori di mettere in etichetta un pizzaiolo leader del paese dove sono stati raccolti.
Sembrano lontani, preistorici, i tempi in cui tutto ciò che era rosso diventava pomodoro e si sta ritrovando un orgoglio per questo ortaggio tanto denigrato da una certa critica abituata al burro e ai fondi bruni come unico metro di giudizio di un piatto.
La riscossa viene suonata dai pizzaioli che sono i principali consumatori di pomodori. Quelli di qualità che adesso, proprio come è successo con il vino, hanno nome e cognome. Stavolta di un pizzaiolo, che non a caso è nelle prime 500 migliori pizzerie d’Italia in 50 Top Pizza.
Alè.
Dai un'occhiata anche a:
- Se io fossi direttore della Michelin…Le mie nuove Tre stelle per spiegare la cucina italiana da Nord a Sud
- Lecce, ritorno alle radici di Marco Carruezzo: il tartufo come cultura, non come lusso
- Alla scuola Dolce & Salato un corso per la gestione del rischio nel mondo dell’enogastronomia
- Maturazioni Pizzeria, a San Giuseppe Vesuviano pizza in regalo a chi compie 80 anni
- Il rito dell’ uccisione del maiale nelle campagne italiane
- Cannazze e tomacelle per festeggiare la Candelora con Valentina Martone chef e titolare del Megaron di Paternopoli
- Sant’Antonino e Carnevale con Paolo e la Famiglia De Gregorio
- Giornata del maiale all’agriturismo il Capitano di Caggiano