
di Nunzia Gargano
Porcelliamo? Questo il titolo della cena di “Terra madre” organizzata dalla condotta slow food dell’Agro Nocerino-Sarnese, rappresentata da Marco Contursi.
Giovedì 13 dicembre presso il ristorante “La Cantina” in via Canneto, 41 ad Angri, gli appassionati del gusto hanno potuto assaporare prelibate pietanze della tradizione al prezzo di 25 euro.
Protagonisti d’eccezione: le macellerie dei fratelli Aiello. Emiddio, Pietro e Remigio, esperti da tre generazione nell’arte della macellazione hanno fornito la “merce”. E non solo. Ad affiancare lo chef del locale, c’era anche la signora Aiello, per tutti zia Immacolata che conserva la sapienza gastronomica della zona. Così mamma e figli si sono rimboccati le maniche, così come fanno ormai da una vita.
Salumi e carni senza polifosfati e OGM. Semplicemente artigianali. A garantire i commensali, oltre a Marco Contursi, c’era l’esperto della qualità Fabrizio Delle Femmine, assaggiatore ONAS (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Salumi).
Il menu, preparato nel rispetto della tradizione stagionale e dei prodotti tipici era da leccarsi i baffi: salumi artigianali, polpette di maiale, minestra maritata, ziti spezzati (pastificio Vicidomini, Castel San Giorgio) e carne al ragù pippiato otto ore; pasta e fagioli (La casa del tortellino, Angri) cotta in pignata di terracotta; grigliata di maiale alla brace con patate fritte e broccoli; castagne e fichi secchi; struffoli.
Le pietanze sono state innaffiate dai vini: Aglianico Villa Dei Marchi; Rosso e Falerno del Massico delle Cantine Moio.
Che volere di più? Nulla, soprattutto perché grazie all’impegno dei fratelli Aiello e di pochi altri folli riusciamo ancora a degustare i sapori di una volta, non alterati dalla chimica alimentare.
Foto di Gennaro Coppeta
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