
Dalla materia all’antimateria si mangia tutto e in ogni modo, cappellato, stellato e forchettato. Ma quando il motore va a folle è bello ritrovare alcune cose semplici ed ecco allora un pranzo cilentano nella mia casetta di famiglia a Vallo della Lucania, nel cuore del Parco del Cilento, una delle poche rimaste in pietra circondate da palazzi di cemento. Ma è così dalla fine del ‘700 e tale resterà.
Certo, bisogna fare i conti con un traffico assordante che impedisce la conversazione…
Ed ecco la tavola molto semplice, con i bicchieri adatti a un buon Piedirosso e il pane scuro tipico del Cilento con farine miste bianca e integrale.
Si comincia con la mozzarella nella mortella (Re mortedda) e le ultime salcicce dell’anno.Due pomodori fanno sempre bene.
Il piatto di portata principale sono i fusilli, ovviamente, preparati con un ragù non troppo lavorato a base di braciole e polpette di vitello
La braciola è parte del secondo, da notare la frittatina:-)
Un po’ di pecorino crotonese prima del dolce
E poi la crostata fatta con albiccocche organic
Infine vi presento le arance i primi mandarini del mio giardino. Certo, sono pieni di semi, ma vi assicuro che sono strepitosi.
Visto? Un pranzo semplice semplice, essenziale sui prodotti e nelle tecniche di cucine. Ma su questi due elementi avremo modo di parlarne in modo più palloso.
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