Nicola Popolizio ha le rare qualità che contraddistinguono le persone che valgono, è umile e studia molto.
La sua cucina è di sicuro una delle più belle e solide della Basilicata e lui è uno dei giovani chef più promettenti che abbiamo al sud.
La passione per il cibo è cresciuta con Nicola che già da bambino in cucina con la mamma si impastava di sapori, memoria e gesti che sanno di sacralità nei meridiani del sud.
Esperienza e gavetta lontano da casa alla corte di chef stellati e insegne importanti nel panorama nazionale, con sé l’entusiasmo di chi ha un sogno da realizzare, l’abnegazione, il sacrificio necessario per percorrere strade lunghe, complesse, difficili.
Nel suo bagaglio professionale i prodotti della sua terra, la Basilicata, e l’eleganza di chi è consapevole che un piatto non è soltanto nutrimento, ma storia, cultura, arte, essenzialità. Una generosa elaborazione di elementi che trovano equilibrio e gusto in un gioco di sottrazione.
A Matera, Nicola, nel suo ristorante “Ego” trova il suo genius loci, ma, al contrario dell’etimo della sua insegna, lui non celebra affatto il culto della personalità, piuttosto osserva la regola benedettina “ora et labora”. La sostanza emerge e la si apprezza nei suoi piatti che sono un rimando alla tradizione rivisitata e contaminata dalle esperienze altrove maturate.
La cucina è suono che si fa materia.
Prosit e Serenità.
Ego Gourmet, Via T. Stigliani, 44, 75100 Matera MT
Dai un'occhiata anche a:
- Don Guido Brasa & Tapas a San Vitaliano, la visione di Gino Ferrante tra fuoco, memoria e identità
- L’ultimo servizio di Peppe Guida prima dell’estate: Peppe, Fai Tu!
- Casal Velino, il Ristorante di Alessandro Feo
- Sorrento, al ristorante Tasso tra tradizione e rivisitazione
- Il nuovo menu di Peppe Guida: il mare povero che diventa ricco
- Scoprire la magia di Positano dall’alto: La Fresella di Nocelle
- A Casa d’ ‘e Femminielli, ai Quartieri tra gusto, tradizione e simpatia
- Da Paternopoli a Luogosano: il racconto dell’Irpinia tra il Megaron di Valentina Martone e i vini di Marianna Venuti