Ristorante Le Muse del Grand Hotel Parker’s di Napoli

Chef Vincenzo Fioravante

di Enrico Malgi

Non erano trascorsi nemmeno dieci anni dalla proclamazione del Regno d’Italia, quando nel 1870 lo scienziato inglese George Parker Bidder III rilevò la proprietà dell’Hotel Tramontano Beau Rivale di Napoli, che in seguito prese il suo nome come Grand Hotel Parker’s. Dopo varie vicissitudini, agli inizi degli anni ‘50 del secolo scorso l’avvocato Francesco Paolo Avallone riuscì ad acquistare l’hotel per ristrutturarlo e restituirlo agli antichi splendori dopo i danni provocati dalla seconda guerra mondiale, lasciandolo poi in eredità ai suoi quattro figli Salvatore (Tani), Cesira (Sissi), Maria Ida e Bice.

Adesso l’Hotel di Corso Vittorio Emanuele II è un 5 Stelle Lusso dotato di circa ottanta camere e si avvale del sostegno di due famosi Ristoranti: il George Restaurant 1 Stella Michelin, condotto dallo chef Domenico Candela, ed il Ristorante Le Muse, gestito dallo chef Vincenzo Fioravante. I due locali, disponibili sia per gli ospiti dell’hotel e sia per i clienti esterni, sono complementari tra di loro, perché il primo è aperto soltanto la sera e pratica una cucina gourmet molto raffinata, mente il secondo è disponibile la mattina per la prima colazione e a pranzo e volendo anche la sera e si dedica ad una cucina partenopea.

Vincenzo Fioravante è l’Executive Chef che dal 2019 è approdato a Le Muse. Un giovane sicuramente in gamba, che porta avanti con grande successo la tradizione culinaria campana e soprattutto quella napoletana, seguendo in modo principale le ricette di Mamma Matilde Avallone, ovviamente rivisitate in chiave moderna. La signora Matilde era una nobildonna di origine ligure, eppure così tanto legata alla tipica cucina napoletana.

L’occasione di assaggiare alcuni piatti preparati da Vincenzo si è presentata proprio in questi giorni durante una mia visita all’hotel. Teatro della scena l’impareggiabile e panoramica terrazza del sesto piano dell’albergo, da cui l’occhio può spaziare su tutto il Golfo di Napoli isole comprese, confortato anche da un caldo e splendente sole di inizio febbraio, il quale nel frangente ha ritenuto opportuno travestirsi da un incipiente mese estivo.

S’incomincia con il polpo con salsa di mozzarella di bufala e friarielli del Vesuvio. Piatto da manuale con la cottura del polpo bene eseguita, che si rivela estremamente morbido, tenero, masticabile e molto gustoso. Prezzo 18,00 euro.

Baccalà in olio cottura, con cremoso di cavolo romano, alici di Cetara, polvere di papaccelle e croccante ai pinoli. Piatto delizioso. delicato, equilibrato, gradevolmente sapido ma non salato e con ingredienti bene amalgamati. Prezzo 16,00 euro.

Parmigiana napoletana. E qui siamo al massimo, perché anche senza strafare si vede la virtuosa mano di Vincenzo che riesce a tratteggiare un percorso molto indovinato. Melenzane squisite che si sciolgono in bocca, frutto di un piatto sublime e bene interpretato.  Prezzo 16,00 euro.

Linguine al cacio dei Monti Lattari, pepe lungo e tartare di tonno rosso. Pasta cotta al dente in modo perfetto. Esecuzione da manuale di un piatto concreto, sostanzioso, ben centrato e connotato da un’ottima spinta acida. Prezzo 18,00 euro.

Rigatoni trafilati al bronzo lardiati, con lardo di maialino nero casertano, pomodoro a pacchetella e peperoncino. Un piatto classico ed intrigante, connotato da un’esplosione di sapori intensi, consistenti e profondi tanto da richiedere il bis. Prezzo 16,00 euro.

Selezione di formaggi di pecora Carmasciano e Blu di bufala. Vincenzo non lo poteva sapeva certamente che a me piace terminare il pranzo con l’assaggio di formaggi e che formaggi! Prezzo 10,00 euro.

Pastiera napoletana. Bene e qui che vogliamo dire? Soltanto una cosa: ho assaggiato una delle migliori pastiere in assoluto, che ha concluso un pranzo davvero straordinario. Prezzo 10,00 euro.

In abbinamento abbiamo bevuto un’eccellente batteria di vini di Villa Matilde. Ovviamente la cantina dell’hotel è ampiamente fornita, ricca di una monumentale lista di molteplici tipologie di vino a livello regionale, nazionale ed internazionale.

In conclusione penso che Vincenzo, fisicamente “abbondante” segno che assaggia tutto quello che prepara, abbia al suo arco molte frecce da scoccare, perché è un giovane ancora in piena fase evolutiva e possiede sicuramente padronanza, talento, tecnica, creatività e fantasia, che mette al servizio di una cucina apparentemente semplice ma molto incisiva. Per questo non ha assoluto bisogno di disegnare inutili ghirigori per stupire il commensale, ma si limita a proporre una cucina essenziale, ma sicuramente performante. Senza dimenticare poi il supporto delle pregevoli materie prime disponibili di terra e di mare dell’ineguagliabile cucina campana, che contribuiscono a soddisfare ed allietare in modo totale il palato.

 

Grand Hotel Parker’s

Corso Vittorio Emanuele II, 135

Tel. 081 7612474

info@grandhotelparkers.itwww.grandhotelparkers.it

 


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