Roma, Osteria Via Mantova

di Virginia Di Falco

Simpatici e volenterosi questi tre ragazzi impegnati nella cucina dell’Osteria Via Mantova, un posticino niente male aperto solo qualche mese fa in zona Salario. Lo chef Giovanni Del Prete, napoletano di 27 anni, con Gabriele Muro, anche lui campano e un romano, Andrea Asoli, giovanissimo (solo ventidue anni).

I due titolari, Gaetano Di Carlo e Alessandro Silvestri, impegnati da diversi anni nel settore della ristorazione romana hanno raccolto in un piccolo ambiente, semplice ed elegante, la loro voglia di metter su un angolino accogliente, con del buon cibo e del buon vino a prezzi accessibili. Prodotti regionali, cucinati e presentati in maniera garbata, senza eccessi, ma con una cura degna di nota.

Il servizio funziona con attenzione e competenza, ed è ben coordinato con la cucina, a ricordare che – a tutti i livelli di ristorazione – l’intesa tra sala e fornelli fa sempre grande la tavola. Alle pareti, luci nei punti giusti e foto suggestive in bianco e nero del quartiere Coppedè, con i suoi villini bizzarri, progettato all’inizio del secolo scorso. Colori tenui, fiori bianchi (freschi, vivaddio), atmosfera rilassante e un allegro benvenuto allo zafferano per cominciare.
Il menu si affaccia sui piatti della tradizione romanesca, ma i piatti forti sono quelli di mare, da preferire anche perchè il trio ai fornelli ha una mano piuttosto sicura ma leggera nelle cotture. C’è qualche ingenuità ma la si perdona volentieri.

 

Un delicato sformato di zucca; il baccalà mantecato su pane carasau, cremoso ma di corpo; un deciso tortino di alici, sono gli antipasti che abbiamo provato. Bei sapori, equilibrati, e tutti riconoscibili e graditi alla memoria di un palato mediterraneo.
Tra i primi piatti dei golosi paccheri al forno con ripieno di melanzane e pesto alla menta; tonnarelli con alici e peperoncini verdi, ricetta che adoro, ma che avrei preferito più leggera: con le alici meno cotte e i peperoncini lasciati quasi freschi; e poi gnocchi con vongole e fiori di zucca.

Altro piatto felice della serata la variazione di tonno, presentato in maniera molto semplice, con crema di olive nere, crosta di mandorle, pesto e confettura di cipolle ma con un punto di cottura tra le più azzeccate che mi sia mai capitato di trovare. Sfizioso, tenero e salato il giusto il baccalà in pasta kataifi.

Si chiude con un buon tiramisù o una cheese cake espressa ai frutti di bosco. Per ciascuno dei dessert in carta viene suggerito un vino in abbinamento. La lista dei vini è discreta, piccola ma ben pensata, con possibilità di scelta al bicchiere.

Plauso per il conto che si attesta alla carta sui 40 euro; con i piatti della tradizione: carbonara, cacio e pepe con carciofi (che è piaciuto tantissimo a Gianni Mura!), e amatriciana, tutti  a 8 euro; e doppio bonus per il menu degustazione con due antipasti, due primi piatti, un secondo e un dessert, a 35 euro. Bravi, continuate così!

Via Mantova, 38/40
Tel. 06.8548999
Chiuso la domenica
info@osteriaviamantova.com

www.osteriaviamantova.com


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