Roma, Romeo Chef & Baker. Cristina Bowerman & Pierluigi Roscioli

Via Silla 26/a
Tel. 06.32110120
www.romeo.roma.it
Aperto sempre
Chiuso domenica
Da 10 a 60 euro

di Tommaso Esposito

Chef & Baker.
Cuoca & Fornaio.
Lei Cristina Bowerman, lui Pierluigi Roscioli.

Insieme in questo locale tutto effetti: black, lights, tecno, lounge, trendly.

Metropolitan, insomma.
Un po’ come nell’idea di Glass Hostaria, il regno creativo di Cristina, a cui ha messo mano anche Fabio Spada che qui si diverte in sala.
Banconi gastronomia, cafè, bar.
Dove ci si ferma per colazione o per un brunch.

E poi i tavoli.
A pranzo alla carta per un pasto veloce o più ragionato.
Tante le cose buone di Roscioli.
L’arte del fornaio, da via dei Chiavari a via dei Giubbonari sta anche qui.

Con la sapienza nell’uso delle farine, dei lieviti, del sale, degli oli, del companatico.
La pizza alla romana con mortadella e filo d’olio a crudo in crosta.
E quella con mozzarella di bufala danno sapori da non lasciar scorrere senza assaggiare.

Una bella esperienza di profumi e sapori.
Poi al tavolo.
Una giornata intensa.
C’è l’anteprima de La Pizza su Le Strade della Mozzarella.
Una bella occasione per immergersi nella cucina creativa di Cristina.
Guida amichevole Antonio Scuteri.

Si inizia.
Pane del fornaio, bianco, schiacciata , alle noci.

E un po’ di prosciutto: Parma, San Daniele, Sauris.

Giungono dal banco gastronomia e stanno qui con il loro profumo, la velata consistenza a sciogliersi suadenti al palato.
Qualche bollicina prelevata dalla cantina.

E via.

Tuberi arrosto, erbe, caprino e balsamico tradizionale invecchiato.
C’è anche un cavoletto. Bella composizione. Consistenze, mantenute. Topinambur con la scorza che trattiene il cuore pastoso della patata quanto basta per liberarlo al tatto. L’emulsione di caprino e il balsamico si sommano ed esaltano la freschezza.

Tartare con olive taggiasche, salsa all’arancia e insalata.
C’è una granella di pane fritto che dà il crunch e fa volare la carne di manzo. Crema all’arancia e poi la misticanza. Giusto per dare quella nota di amaro, di acidità. E i profumi.

Linguine Pastificio dei Campi, pomodorini semisecchi, ricci di mare e caffè.
Naturalmente dei ricci ci sono le uova. Danno cremosità a un sugo che sembra Rraù.

C’è l’origano nel fondo. Si sente lontano. Così pure il caffè. Manca l’ eco forte del mare che giunge con i ricci a Cetara, a Tricase. Ma là si pesca con le mani tra gli scogli. Superba la linguina.

Panino di fegato grasso, chips di patate, ketchup di mango e maionese al passito.
E’ un classico di Cristina. Imperdibile. Il panino ingloba liquirizia nell’impasto, sicché l’umore del foi gras  ne raccoglie l’essenza. Emerge e si confonde.

Poi il mango e il passito. Dolce, amaro, lievemente piccante. Patatine variopinte e croccanti.

Escargot
Candida la spuma di parmigiano. Soffice si discioglie.

Vivide e turgide le lumache appena scottate nel burro alla vaniglia. Sensazione di rassicurante benessere al palato. Sensuale.

Il tiramisù
E’ sfera di cioccolato fondente perfetta. Algida eppure buona la crosta di cacao. Insolita cosa. Si dischiude e rivela crema di uova e mascarpone. Paolo Parisi ci cova! Sì. Eppoi l’aria di caffè. Dolce superbo.

La frutta
Variopinta. Variegata. C’è un velo di gelatina di lamponi. Un lago di crema inglese.

Madeleine, cioccolato bianco e gelèe di more.
E che coccole!


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