Se io fossi direttore della Michelin…Le mie nuove Tre stelle per spiegare la cucina italiana da Nord a Sud

Pubblicato in: Curiosità

Luciano Pignatarp

Le discussioni sulle guide riguardano da sempre soprattutto gli appassionati, poco il grande pubblico, anche perchè secondo me le scelte si fanno in base al passaparola, oppure scrollando sui social, anche su Tripadvisor.
Le guide da 30 anni sono molto criticate perchè i social sono anche  la condottura fognara dello sfogatoio psicotico dell’Italia depressa, di chi non c’è o si ritiene penalizzato, di sedicenti uffici stampa che non riescono a piazzare i loro mediocri clienti e attribuiscono alle guide la colpa della loro incapacità (questa è soprattutto una peculiarità campana), di produttori di qualcosa che si trovano fuori perché hanno assunto uffici marketing ignoranti di cibo e bravi magari nel vendere scarpe. Infine da chi poi vuole fare una guida a sua volta La cosa che ho dovuto capire, superando la mia mentalità ottocentesca in cui il contenuto era prioritario sulla comunicazione, è che la fortuna di una guida, ma direi di ogni cosa, in questa società che costruisce il proprio patrimonio cognitivo la mattina per dimenticarlo dopo una sniffata di reel e non solo in cui tutti consigliano tutto e il contrario di tutto, è proprio nella quantità di critiche che riescono a generare. Provare per credere, sono proprio gli odiatori che vanno ringraziati. In politica Calenda è un classico esempio e ha capito il meccanismo e con il suo 2-3 per cento ha più visibilità di tutto il Pd e Forza Italia messi insieme.
Ok fatta questa digressione, oggi faccio un gioco visto che siamo a Carnevale.
Quale? Questo: se io stamane fossi direttore della Michelin quali sarebbero le mie nuove tre stelle ?
Rispondo come se dovessi dare tre indirizzi da Nord a Sud a un amico straniero che vuole conoscere tutta l’Italia tenendo conto di

1-benessere del cliente in sala
2-solidità della proprietà che gestisce
3-efficacia della cucina e dei prodotti
4-disponibilità di cantina non modaiola
5-Rapporto qualità prezzo

Eccole

La Locanda San Lorenzo di Puos dal Pago

Locanda San Lorenzo a Puos d’Alpago, provincia di Belluno, è un luogo fuori e dentro il tempo, è la storia di una famiglia che inizia nel 1900 come luogo di sosta per i viaggiatori, diventa grande alla terza generazione, quando a metà degli anni Ottanta i nipoti del patriarca Osvaldo iniziano a trasformare la locanda in un grande ristorante. Una stella dal 1997. Grande cucina di caccia, la montagna italiana nel piatto in modo antico e moderno. Servizio bellissimo, cantina strepitosa.

 

La Sangiovesa a Sant’Arcangelo di Romagna

A soli quindici minuti da Rimini, la gioia di stare a tavola dei romagnoli in un labirinto di stanze curate sin nei minimi dettagli, una antologia di ricette  che per provarla tutta bisognerebbe venire almeno per otto giorni consecutivi e forse manco basterebbero. Grandi bottiglie, servizio spettacolare, prezzo adeguato. Piatti ben eseguiti, proprietà solida, direi solidissima. L’unica cosa che si rimpiange è doversi alzare da tavola.

L’Oasis Sapori Antichi di Valessacarda

L’Oasis di Vallessaccarda in provincia di Avellino è per me il ristorante perfetto, lo frequento da quasi 30 anni e ogni volta mi piace di più, sempre di più. I fratelli Fischetti sono straordinari uomini di sala e di cantina, anche se sia ai tavoli che in cucina le nuove generazioni stanno prendendo il timone. Prodotti di territorio, piatti identitari centrati sul gusto, cantina strepitosa, incredibile rapporto fra qualità e prezzo. Una eccellenza a cavallo fra Napoli e Bari, massima espressione di un territorio purissimo e incontaminato.

 

E voi siete d’accordo? Mettete un like e scrivetemelo nei commenti!

 

Scherzavo eh, piuttosto andateli a provare dal vivo e scrivetemi in privato


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