
di Luca Matarazzo
Tempo di anteprime che inizia con un vero e proprio tempo da lupi a Montepulciano, territorio che riserva tutta la sua magia di borgo medievale toscano anche nelle forti inclemenze climatiche invernali. Poco importa, per fortuna in Fortezza le condizioni restano ottimali per assaggiare le nuove annate della tipologia Vino Nobile di Montepulciano, Riserva e Selezione proposte durante la prima giornata. In attesa delle considerazioni finali, l’evento è stato preceduto dalla cena di benvenuto per la stampa, momento ideale per condividere sensazioni e ricordi tra colleghi e produttori che spesso si incontrano soltanto in simili contesti.
E anche per qualche piccola perla scovata tra le varie cantine ed inserita nella lunga lista vini, redatta in abbinamento alle proposte gastronomiche del catering Massimiliano Cappelli tra cui primeggia l’immancabile costata alla fiorentina. Straordinaria la presenza di Poderi Sanguineto I e II e conferme da Tenuta di Gracciano della Seta, La Ciarliana, Poliziano, Icaro, Le Bèrne e Il Macchione; lo stile e l’anima del vino e del Sangiovese, in uno dei territori vocati più bello al mondo, sta cambiando da anni ormai.
L’inserimento della tipologia “Pieve” ha poi elevato ulteriormente lo standard qualitativo dei campioni, che mirano adesso ad un potenziale di mercato diverso rispetto al passato.
La comunicazione stessa è divenuta maggiormente efficace con gli sforzi fatti dal Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, guidato dal presidente Andrea Rossi, nell’individuare esperti del settore per svecchiare il modo di presentarsi alla critica e ai consumatori, trovando il passo giusto con i tempi moderni. Innovazione, tradizione familiare e sostenibilità è il modello del Vino Nobile di Montepulciano per un turismo esperienziale di successo secondo lo studio del Santa Chiara Lab, su cui puntare il tutto per tutto.
Per quanto concerne l’annata 2023 invece, ancora una volta si evidenzia che il lavoro svolto in condizioni critiche può sortire grandi sorprese. Nella vendemmia della peronospora e di altre calamità agronomiche, non ci sono state vette di punta clamorose, ma è rimasta alta la soddisfazione di assistere ai progressi nell’eleganza e nella dinamicità del sorso, più declinato sul succo e meno sulle estrazioni. “Quasi il massimo punteggio di 4,5 stelle (su cinque) con valori medi di intensità e tonalità di colore, di acidità, pH, estratti e polifenoli. Le gradazioni alcoliche sono medio-alte. In sintesi, la peculiarità di questi vini è data dalla finezza e dall’equilibrio” per l’enologo Lorenzo Landi. “La ricerca conferma ciò che da tempo sosteniamo, cioè che la multifunzionalità rappresenta una leva fondamentale per il futuro del territorio, capace di coniugare tradizione e innovazione, qualità produttiva e accoglienza turistica – ha commentato il Presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi – il coinvolgimento diretto delle famiglie, la capacità di diversificare l’offerta e la crescente attenzione alla sostenibilità sono elementi che rafforzano la nostra identità e ci permettono di affrontare con determinazione le sfide del mercato globale”.
Tra i 24 assaggi dell’anteprima Vino Nobile di Montepulciano 2023 effettuati alla cieca, senza conoscere il produttore di riferimento, ottime le performance oltre i 90 centesimi di Boscarelli, Il Molinaccio di Montepulciano “La Spinosa”, Manvi “Arya”, Guidotti, Az. Agr. Crociani e Tenuta Tre Rose. Tra le 12 Riserve 2022 spiccano i nomi di Bindella Tenuta Vallocaia “Vallocaia”, Boscarelli, Tenuta di Gracciano della Seta e Carpineto. Le selezioni da varie annate esprimono elevati valori con Avignonesi “Poggetto di Sopra” 2022, De’Ricci “Soraldo” 2021, Contucci “Mulinvecchio” 2021, Villa S. Anna “Il Poldo” 2021.
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