Trattoria Leoncino ad Altavilla Vocentina: dal 1890 l’anima autentica della cucina vicentina

di Valentina Ruzza

C’è un filo sottile che lega la cucina alla memoria. Alla Trattoria Leoncino quel filo non si è mai spezzato dal 1890, quando Giuseppe Tecchio iniziò a offrire ospitalità lungo la strada che da Vicenza conduce a Verona. Oggi, a distanza di oltre un secolo, la quarta generazione – con Sabrina Tecchio e Sergio Miolo – custodisce e rinnova una tradizione che non è semplice ristorazione, ma cultura gastronomica territoriale. Il nome “Leoncino” richiama il Leone della Serenissima, simbolo identitario che qui si traduce in una cucina solida, rassicurante, profondamente veneta. Il locale, elegante senza eccessi, conserva quell’equilibrio raro tra trattoria storica e sala raffinata, dove il servizio è cordiale ma mai invadente, e il tempo sembra ancora scandito dai ritmi della cucina di casa. La carta si apre con una sequenza di antipasti che è già dichiarazione d’intenti.

Le acciughe del Cantabrico con crostini raccontano l’antica via del baccalà e del pesce conservato che dal Nord Europa raggiungeva il Veneto, mentre il baccalà mantecato e l’insalata di baccalà con verdure croccanti ribadiscono l’appartenenza a una terra che ha fatto dello stoccafisso una religione gastronomica. Il carpaccio di polpo con finocchio e arancia introduce una nota più contemporanea, giocata su freschezza e contrasti agrumati, mentre il carpaccio di carne salada con scaglie di grana e il tagliere di salumi con giardiniera fatta in casa riportano immediatamente alla cultura contadina. Il flan di verdure di stagione su fonduta d’alpeggio dimostra una mano attenta all’equilibrio tra struttura e cremosità, mentre le trippe alla vicentina sono un passaggio identitario imprescindibile: cottura lenta, sugo avvolgente, profondità gustativa che non concede scorciatoie.

Nei primi piatti emerge con chiarezza la manualità artigianale. Il risotto del giorno segue il mercato e la stagionalità, mantenendo quella cremosità all’onda che distingue la vera scuola veneta. I bigoli al ragù d’anatra sono un classico ben eseguito, con la pasta ruvida che trattiene un sugo intenso e persistente. Le fettuccine con broccolo fiolaro e ricotta affumicata parlano dei Colli Berici e di una cucina vegetale nobile, mentre le pappardelle al ragù di selvaggina e gli gnocchi al tartufo nero dei Colli Berici rafforzano il legame con il territorio. I brodi – tortellini fatti a mano, tagliatelle con fegatini – riportano alla cucina delle feste, quella che richiede tempo e pazienza. E poi la pasta e fagioli, emblema della tradizione veneta, proposta con quella densità cremosa che nasce solo da una lunga cottura e da un equilibrio misurato tra legume e pasta. Il cuore identitario del Leoncino batte nel carrello del bollito con salse, rito gastronomico ormai raro. I tagli vengono presentati e raccontati, le salse – dalla pearà alla verde – accompagnano senza coprire, restituendo un’esperienza conviviale che sa di domenica in famiglia.

Il baccalà alla vicentina con polenta è uno dei piatti simbolo della casa: cremoso, profondo, frutto di cotture pazienti e rispetto assoluto della materia prima. Accanto a lui, arrosti, galletto nostrano alla griglia, tagliata di Angus, braciole di vitello e costate di Sorana a lunga frollatura delineano una proposta carnivora solida e coerente, dove la griglia è protagonista.

Non manca il capitolo pesce con il branzino alla griglia o al sale, a dimostrazione di una cucina che, pur radicata nella tradizione di terra, sa muoversi con equilibrio. Il carrello di verdure e i contorni di stagione ribadiscono l’attenzione alla ciclicità dei prodotti. Il finale è affidato al carrello dei dolci, scelta che sottolinea la vocazione conviviale del locale: il dessert non è un semplice piatto, ma un momento visivo e gustativo che chiude l’esperienza con dolcezza misurata.

La Trattoria Leoncino non è un esercizio nostalgico. È un presidio gastronomico che dimostra come la tradizione, se custodita con coerenza e passione, possa restare contemporanea senza bisogno di forzature. Qui la cucina vicentina non viene reinterpretata per stupire, ma rispettata e raccontata con orgoglio, come accade dal 1890 lungo la strada che attraversa Altavilla Vicentina.

Trattoria Leoncino

Via Tavernelle 72, Altavilla Vicentina (VI) | 0444 572032 | mail: trattorialeoncinomenu.it

Prezzo orientativo: 20–30 € a persona


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