Uliassimania a Senigallia: la domenica del Fan Club presieduto da Leo Ciomei

Pubblicato in: Eventi da raccontare

di Giancarlo Maffi

Due premesse.

Una : “Maffi vieni con il fan club da Uliassi domenica 12 a Senigallia?“  Leo Ciomei, presidente del club, mi lancia una proposta alla quale non si può rinunciare, anche perché poi Mauro chiude e fino a marzo non se ne parla più.

Due: Maffi a Scarpato :  “Allora che facciamo Fabrizio, si va in auto insieme?“  Lo spezzino fa spallucce: ma sai abbiamo l’auto nuova … la si voleva provare .. con Giacomo (il figlio al suo battesimo in un ristorante di alta concentrazione golosa). Ci si vede a Senigallia.

Ma il giorno prima arriva una mail: sai l’auto è arrivata ieri.  Non ci sentiamo di farle fare un viaggio lungo… non ci abbiamo preso la mano…. Gesù, penso, pare di essere negli anni ‘60 quando bisognava fare il rodaggio. Io sono ben felice. In compagnia si vive meglio un viaggio tirreno-adriatico-e ritorno di 770 chilometri. A proposito, chiedo, ma che auto è?

Serve saperlo per un appuntamento mattutino alla rotonda di Montramito, sotto casa mia. Una Mito Alfa Romeo, risponde il novello De Adamich . Ah carina dico io, colore? ROSSA . Perfetta, penso. Ci si vede alle 8.45.  Faccio il rondo’ tre volte. Nessuna traccia di un’auto rossa. Poi squilla il telefonino ( che già di per sé una chiamata di Scarpato sul telefonino è tanta roba ): ti ho visto passare ma non ci hai visto.  Metto a fuoco la guida dell’Espresso in auto.Non è proprio rossa ma quasi. Non ho perso la sensazione dei colori, penso, sollevato.

Stai lì ti raggiungo io, insiste il ligure di levante.

E infatti si presenta con la sua magnifica Mito tirata a lucido, nuova fiammante, e di un bel NERO brillante. Scusa dice Maffi, ma non avevi detto che era rossa. Si ma l’interno , risponde sibillino, spalancando le portiere per mostrarmi il tecnologico interno.

QUESTO è Fabrizio scarpato, ragazzi. Sapevatelo (cit. C. Guzzanti ) per il futuro. Un appuntamento fra lui e Romualdo Scotto di Carlo secondo voi come andrebbe a finire?

Comunque si recupera il Ciomei alla gare de Montecatini e a bordo dell’Audi di rappresentanza ci si inerpica su per l’Appennino, precipitando abbastanza velocemente verso Senigallia. Giacomo Scarpato si rivela ragazzo arguto e sembra di portarlo in gita turistica in un casino degli anni ‘40. Prima esperienza enogastronomica importante, lui perfino un po’ nervoso noi, gli zii, che decantiamo le meraviglie della “casa “.

Per un aperitivo e le prime conoscenze ci si trova all’ Anikò di Moreno Cedroni. Compare un tipo strano: Matteo Zamorani Alzetta, fisicamente un tipo a mezzo fra Giuliano Ferrara e il meteorologo di Fabbio Fazzio, quello con il papillon. Erre moscia cotta al giusto punto, tipica dei due cognomi, il boy si farà Senigallia-Milano  in treno al ritorno, con un “regionale veloce” di cui non conoscevo l’esistenza. È l’unico a sdoppiarsi, nell’aperitivo: per lui una birra baladin e come per tutti, un po’ di champagne, più esaurito di Alessandra Mussolini.

Poi di corsa dall’Uliassi dove penetriamo direttamente in cucina con un foglio giallo fotocopiato dal solito prendiculo Ciomei, con foto del Mauro e un grosso 19/20 scritto sopra.

Seguendo l’ultima moda, lanciata su questo blog proprio ieri grazie al minimalista Malgi Enrico, vi do il nome dell’elettricista e dell’idraulico della magione uliassiana: Vito Lampadina e Eros Stura Bettole, lui però senza erre moscia.

Impegnativo il menu, anche perche’ il sottoscritto e la signora Tenente Drogo, Valeria, non abbiamo accettato alzavole e colombacci, alla vista pur meritevoli di ottimi voti.

Non vi parlerò di piatti e voti. Qui troverete la mia recensione sul ristorante Uliassi

Al nostro tavolo (fonderò un partito che vorrei chiamare forza nomi) siamo: i due Scarpato, Maurizio Lanzano e signora, Nico Pisanelli (il mitico tenente Drogo) e signora, Giulia Marruccelli  e il marito Alessandro Povelato, Leonardo Capannoli , il Ciomei e il sottoscritto, piazzatosi vicino al giovane Scarpato per aiutarlo nella scelta della gnocca .. (ops scusate ..dei bocconi migliori ).

La filiforme Catia Uliassi, ormai pittrice di professione, parte con magnum’s di Bruno Pagliardo alle quali rimarremo attaccati per tutto il pranzo. Ci tocca.

Toh, a un tavolino vista mare compare un altro tipo strano. Scribacchia e fotografa con aria svelta. Ci vengono dubbi, soprattutto al sospettoso Maffi due. Che poi diventano certezze: trattasi di Norbert, di Passione Gourmet

Torniamo a ruota al nostro tavolo dove, fra alcune meraviglie ancora più precise ( assolutamente da premio la triglia croccante con salsa al prezzemolo e tocchetti di rabarbaro ) ci  avviciniamo alla fine di un pasto con 14 portate più uno spaghettone affumicato .

I piatti del festone :

Loacker di fegato grasso e pralina di nocciola
Gambero rosso, pinoli e gelatina di scalogno
Battuta di manzo marchigiano, formaggio fuso e pera alla grappa
Spremuta di granchio, molluschi, crostacei e gelato di ricci di mare
Rimini fest
Triglia croccante, zuppa di prezzemolo e colatura di alici
Maialino da latte e alici del cantabrico
Il carciofo e la bottarga
Fondente di patate,  alzavola, radici di erbe di campo
Ciabattoni “mare de bora “ ( ostrica e uova di coregone )
Mojto
Colombaccio alla marchigiana
Zuppa di frutto della passione , banana caramellata e gelato di yougurt
Variazione di nocciola
Petit four, piccolo bombolone alla crema, crema bruciata al caffè , crumble.
Spaghettoni affumicati alle vongole e datterini alla griglia



Grande Mauro . Ti vedo un poco stanco. Hai bisogno di un po’ di meritato riposo. Ci vediamo in primavera, per altre avventure. So che tornerai carico di idee e di piatti clamorosi .

Buona vacanza a te, a Catia e a tutta la brigata.

Noi torniamo verso il Tirreno, devo dire quasi freschi come rose.

PS : la frase del giorno:  “in questo bicchiere di champagne si coglie il vento “ indovinate chi l’ha detta. Comunque, interrogata da Maffi, la persona in questione non ha saputo rispondere se si trattasse di maestrale oppure favonio.




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