
di Enrico Malgi
Non siamo più in Provenza, ma lì vicino un poco più ad ovest nel sud della Valle del Rodano o Cote du Rhone. Un territorio dove si allevano gli stessi vitigni provenzali a differenza del nord dove impera il syrah (in parte allevato anche al sud) e comunque segnato da una produzione di alcuni grandi vini territoriali che sono apprezzati in tutto il mondo, come lo Chateaneuf du Pape, il Gigondas, il Lirac, il Muscat de Beaumes-de Venise, il famoso rosato Tavel ed il Vacqueyras.
E proprio di una bottiglia di Vacqueyras, il primo dei villaggi dell’Appellation Cotes du Rhone-Village ad essere promosso AOC nel 1990, che voglio parlare: il Cru des Cotes du Rhone AOP 2010 del Domaine La Font des Arbousiers. Una miscela di grenache e di syrah quasi paritaria.
Colore rubino luminoso nel bicchiere. Composizione olfattiva seducente ed accattivante, che si dipana in un concentrato odoroso di mirtilli, di ribes, di mora, di amarena, di viola, di rosmarino, di cuoio, di cannella e di chiodi di garofano. In bocca entra un sorso caldo, rotondo, grasso, morbido, equilibrato, liquirizioso, materico ed armonico. Buona l’acidità che alita freschezza a tutto il cavo orale e tessuto tannico ammansito. Calibrato l’accenno minerale. Vino nel complesso bene strutturato, plastico e polputo. Da consumare subito senza aspettare ancora, perché ha già raggiunto lo zenit. Finale terroso e persistente. Da associare ad un piatto locale come il Poulet à la demi-deuil, oppure al formaggio di capra Chevrotin. Prosit!
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