Mercoledì 28 ottobre, a Ticciano serata di solidarietà alla Palestina: da Gaza e dalla Cisgiordania, biodiversità e sapori della tradizione palestinese

Pubblicato in: Appuntamenti, persone

di Antonino Siniscalchi

Dare voce a chi vive sotto assedio, raccogliere testimonianze dirette e accendere i riflettori sulla drammatica realtà della Palestina. È questo l’obiettivo di «Venite, vedete, testimoniate», l’iniziativa promossa dall’associazione Acli A. Buonocore, in programma martedì 28 ottobre, alle 18.30, nella chiesa di San Michele Arcangelo a Ticciano, frazione collinare di Vico Equense.

Un appuntamento che intreccia informazione, solidarietà e impegno civile, attraverso le esperienze di chi conosce da vicino le conseguenze del conflitto. Don Rito Maresca presenterà il suo reportage sull’assedio in Cisgiordania, mentre Hameed Al Farra, esponente della Comunità araba palestinese di Salerno e provincia, insieme ai rappresentanti delle famiglie gazawi, porterà le testimonianze sulla situazione nella Striscia di Gaza.

Lo sguardo si allargherà anche al rapporto tra ambiente, agricoltura e resistenza. Nicola Manno, agroecologo e responsabile di un’associazione impegnata da oltre vent’anni nella cooperazione e nella sostenibilità nel Sud del mondo, parlerà di biodiversità resistente e di «Comunità sotto assedio», richiamando il valore delle risorse naturali e delle pratiche agricole sostenibili anche nei contesti di crisi.

All’incontro parteciperà Nives Monda, nota ristoratrice napoletana e volto di Slow Food, in rappresentanza di BDS Napoli, il movimento che promuove campagne di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni a sostegno dei diritti palestinesi.

La serata proseguirà attraverso i sapori della tradizione. Vincenzo Fullone, attivista di Freedom Flotilla Italia e chef che ha lavorato per anni ad Amman, preparerà alcune specialità palestinesi: tabbouleh, limonana, focacce con za’atar, bulgur e i caratteristici dolcetti ma’amoul.

In abbinamento saranno proposti i vini di Cremisan, storica azienda vinicola fondata nel 1885 e gestita dai padri salesiani. La cantina è stata pioniera nella valorizzazione dei vitigni autoctoni palestinesi, tra cui Dabouki, Hamdani, Jandali e Baladi.

Un’iniziativa che affida alle testimonianze, alla cultura e alla convivialità il compito di alimentare la conoscenza e la solidarietà, trasformando una serata d’incontro in un’occasione di riflessione sulla Palestina e sulle comunità che resistono alla guerra e alle difficoltà quotidiane.


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