Vini Luigi Maffini – Nuove annate

Pubblicato in: I vini da non perdere
Luigi Maffini e Raffaella Gallo

di Enrico Malgi

Luigi Maffini resta sempre attaccato spasmodicamente al proprio lavoro, che ritiene una vera missione da assolvere, tanto è vero che si è isolato ancora di più presso il suo aureo “buen ritiro” in quel di Giungano. Qui, tra splendidi e degradanti filari di vite e dolci e panoramiche colline, insieme con sua moglie Raffaella Gallo ha costruito una magnifica dimora ed una futuristica e funzionale cantina.

Intanto, però, continua a produrre con sincronica puntualità eccellenti vini, che sono il vanto del Cilento e di tutta la Campania. L’ennesima conferma l’ho avuta in questi giorni in cui ho visitato l’azienda, assaggiando sette bottiglie di cui una inedita appena lanciata sul mercato.

Kratos Fiano Cilento Dop 2020. Soltanto Fiano raccolto ad inizio di settembre. Maturazione in acciaio per quattro mesi e poi elevazione in vetro per altri due mesi. Tasso alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di circa 20,00 euro.

Colore già abbastanza carico di un giallo paglierino solo leggermente striato di verde clorofilla. Purezza estrema di delicati, ma anche perforanti profumi ad alta tensione olfattiva, in cui prendono il sopravvento caratteristiche fragranze fruttate di pesca, fico, kiwi, mango ed ananas, bene accompagnate poi da sospirose credenziali floreali vestite di bianco e da rigurgiti di macchia mediterranea. In bocca fa il suo ingresso un sorso agile, morbido, teso, intrigante, sapido, elegante e bene equilibrato. Un’allure di alta classe apporta al palato godibilità, grazia, succosità e dinamicità. Vino destinato sicuramente a migliorare col tempo. Allungo finale appagante. Da preferire su una bella mozzarella e carne bianca.

Il Kratos 2016 è stato assaggiato per terzo, ma per mia comodità riporto qui le mie impressioni.

Si potrebbe definire “l’evoluzione della specie”, senza per questo scomodare Charles Darwin, perché si tratta di un millesimo più vecchio della stessa tipologia ed uguale etichetta. Qui cambiano soltanto due cose: il grado alcolico che è di tredici ed il prezzo finale che si attesta intorno ai 25,00 euro.

Già la veste cromatica è certamente più intensa, colorata com’è di un giallo paglierino pieno e fulgido e senza riverberi clorofilizzanti. Lo spettro aromatico investe le narici con deliberata prepotenza olfattiva, affermando così il suo stato di preminenza. E’ sempre la frutta a dettare legge, con i suoi gioiosi afflati di albicocca, mela, bergamotto e banana. In appresso risaltano anche sentori floreali di gelsomino e di ginestra e soffi di erbe aromatiche. Approccio palatale fresco, appassionante, pimpante e deliziosamente tonico. Gusto pervasivo, scattante, sensuale e riccamente ricamato. Potenziale di integrità temporale a lunga scadenza. Chiusura persistente ed edonistica. Un grande vino davvero da abbinare ad un piatto di spaghetti a vongole, ma anche a qualche preparazione più complessa.

Pietraincatenata Fiano Dop 2019. Fiano in purezza vendemmiato a metà settembre. Fermentazione e maturazione in barriques nuove per quattro mesi. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di circa 30,00 euro.

Che si può aggiungere ancora a questo vino che a giusta ragione è diventato un must di tutta l’enologia nazionale? Nel bicchiere risalta un colore giallo paglierino brillante. Tensione aromatica ottimamente espressa da una capillare trama olfattiva, che propone una multiforme tavolozza di profumi: pesca, albicocca, agrumi, mandorla, nocciola, biancospino, tiglio, acacia, muschio, eucalipto, mineralità, balsamo e spezie a go go. Sottofondo idrocarburico. Bocca larga e ricettiva, che accoglie un sorso divulgatore di puro piacere edonistico, serrato, sensuale, sapido, glicerico, succoso e fine. Ottima la spalla acida che espande grande freschezza per tutto il palato. Vino incommensurabile che può durare all’infinito. Retroaroma epicureo. Da spendere su piatti di mare e/o di terra senza pomodoro e comunque sarà sempre un successo.

Il Pietraincatenata 2014 si differenzia dal millesimo 2019 soltanto per la gradazione alcolica di tredici e mezzo e per il prezzo che arriva a toccare i 35,00 euro.

Alla vista si presenta un colore giallo paglierino dorato e luminoso. Bouquet detentore di un grande appeal olfattivo, che si esprime attraverso esplosivi ed elegiaci profumi di mela, pera, albicocca, babaco, cantalupo, biancospino, ginestra, mirto, menta e salvia. Giudiziosi ed affascinanti i respiri speziati, balsamici, mielosi, idrocarburici, fumè e tostati. In bocca penetra un sorso monumentale, accattivante, voluttuoso, composito, dinamico, grasso, opulento e godurioso. Timbro palatale ancora molto giovane ed intrigante, elegante e polposo, tagliente e glicerico, ammaliante e seducente. Sette anni sul groppone non sono niente per questo grande vino, per cui è facile pronosticare ancora una lunga serbevolezza. Retroaroma pazzesco. Anche qui da provare su piatti di mare, ma anche su quelli di terra.

Kleos Aglianico Paestum Igt 2019. Aglianico al 100% raccolto tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Maturazione in barriques di secondo e terzo passaggio per otto mesi e poi elevazione in vetro per quattro mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 22,00 euro.

Splendente il bel colore rosso rubino, attraversato da riflessi purpurei. Dall’ampio crogiolo il naso aspira voluttuose nuances di tanta buona frutta fresca, insieme a credenziali floreali e vegetali di ottima presa. Timbrica minerale. Composite le stille terziarie. Sulla lingua atterra un sorso bene affastellato, fresco, intenso, complesso, strutturato, armonico e fruttato. Trama tannica incisiva. Gusto ottimamente equilibrato, nitido, coinvolgente, scattante, dinamico, irradiante e ben modulato. Longevità ancora tutta da esplorare. Scatto finale sicuramente appagante. Da consumare su un piatto di pasta al ragù e carne arrosto.

Cenito Aglianico Cilento Dop 2018. Aglianico in purezza vendemmiato a metà ottobre. Affinamento in barriques nuove e di primo passaggio per un anno. Il vino sosta poi per due anni in bottiglia. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 35,00 euro.

Bicchiere tinto da un bel colore rosso rubino sfavillante. Ben calibrato l’impatto olfattivo che denuncia al naso variegati e vibranti profumi di ciliegia, prugna, sottobosco viola e geranio, seguiti da una gradevole percezione speziata. Sontuosi i riverberi terziari. Sorso caldo, estensivo, etereo, voluminoso, scalpitante, caratteriale, fascinoso, balsamico, possente, energico, profondo, austero, materico e terroso. Finezza tannica di grande caratura. Gusto di mediterranea purezza e ben cesellato, rotondo, morbido, avviluppante, ammaliante e fruttato. Un guizzo di fresca acidità blandisce poi il palato. Aplomb raffinato, elegante e ben ritmato. Accelerazione finale persistente ed edonistica. Siamo ancora all’inizio del percorso, in quanto il vino evolverà da qui a molti anni. Su un agnello al forno con patate e formaggi stagionati.

Siopè Aglianico Cilento Dop 2016. Ecco qui la grande novità aziendale di un vino che è stato appena messo sul mercato per la prima volta ed il cui nome in greco significa “silenzio”, proprio come la silente aria che si respira tra le assolate e verdeggianti vigne di Giungano di questa fine estate. Appena 3.080 le bottiglie prodotte, più 210 magnum. Un vino che sarà prodotto soltanto in annate particolarmente favorevoli.

Aglianico in purezza rigorosamente selezionato con una resa di circa 40 quintali per ettaro e che ha trascorso un anno in barriques nuove è poi è transitato in boccia per tre anni. Gradazione alcolica di quattordici gradi. Prezzo al pubblico di 70,00 euro.

Qui si va anche oltre l’evoluzione della specie come accennavo all’inizio, perché questo è un vino davvero straordinario, una sorta di Aglianico di “nuova generazione” si potrebbe affermare, che ho avuto la fortuna di assaggiare in anteprima e che mi ha lasciato davvero estasiato. Un vino che secondo me può gareggiare ad armi pari con tutti i migliori crus nazionali senza alcuna remora.

Un vino che possiede le stimmate del puro piacere, a cominciare da un colore rosso rubino giovane, vivo e scintillante. Il ventaglio olfattivo è imponente, ampio ed affascinante. Un pot pourri di intensi profumi di marasca, prugna, ribes, mirtilli, mora, violetta, noce moscata, chiodi di garofano e pepe nero investe subito un naso appassionato, impaziente e premuroso. Solide poi le folate di liquirizia, tabacco, caffè, cioccolato fondente, ginepro e goudron. Ma è in bocca che questo grande vino stupisce ed ammalia. Innanzi tutto il sorso è bello fresco ed elegante e con tannini setosi e levigati. Impatto tattile impressionante, dirompente, temprato, carnoso, corroborante, austero, aristocratico, infiltrante ed ottimamente strutturato. Legno ben dosato. Durerà almeno altri quindici anno. Lungo e paradisiaco l’eccellente finale. Si può abbinare a cacciagione e formaggi a pasta dura, ma senza disdegnare però anche una bella zuppa di pesce, vista la non elevata alcolicità e tannicità, oltre alla freschezza ed eleganza.

Insomma si è trattato veramente di un’eccellente batteria di vini confezionati solo in monovitigno, con in primo piano la chicca finale davvero grandiosa e di cui ne sentiremo parlare molto in futuro.

 

Sede a Giungano (Sa) – Via Serri, 34D

Tel. 0828 1997568 – Fax 0828 1997569

info@luigimaffini.itwww.luigimaffini.it

Enologo: Luigi Maffini

Ettari vitati: 18 – Bottiglie prodotte: 120.000

Vitigni: Aglianico e Fiano


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