Vini Paolo Leo vincitori a Radici del Sud marzo 2021

Pubblicato in: I vini da non perdere
Vini Paolo Leo

di Enrico Malgi

L’antica azienda Paolo Leo di San Donaci, giunta alla quinta generazione dopo cent’anni di attività, può vantare un ricco palmarès di premi razziati dappertutto e numeri altisonanti: una sede di 35.000 mq; 70 ettari vitati posizionati tutti intorno ad una vecchia masseria; 50.000 ettolitri di vino; 1.000 barriques francesi ed americane; un fatturarlo annuo di 15 milioni di euro, frutto di un export dei vini che viaggiano in tutto il mondo; 3.500.000 bottiglie prodotte annualmente. Tutto questo, naturalmente, restando sempre fedeli alla tradizione territoriale.

Tra i tanti riconoscimenti, ci sono anche quelli immancabili conseguiti alle varie edizioni di Radici del Sud, com’è capitato puntualmente anche a marzo di quest’anno con due etichette che hanno reiterato i premi degli anni scorsi.

Alture Minutolo Bianco Valle d’Itria Igp 2018. Minutolo in purezza, uno dei migliori vitigni pugliesi a bacca bianca. Vendemmia effettuata a fine settembre. Maturazione in acciaio per tre mesi e poli affinamento in bottiglia per un mese. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale intorno ai 10,00 euro. Piazzamento al secondo posto ex aequo a Radici del Sud a marzo 2021 nella categoria del Gruppo Misto Vini Bianchi. Il millesimo 2016 aveva già conquistato la prima piazza a Radici del Sud 2018.

Nel bicchiere si appalesa un colore giallo paglierino limpido e lucente. Bouquet di grande rilievo olfattivo, laddove sprigiona intensi e variegati profumi di pesca bianca, bergamotto, mela, ananas, mango, papaya, biancospino, gelsomino, camomilla, menta e rosmarino. Briciole speziate in sottofondo. Il sorso seduce la bocca con una spiccata aromaticità, dimostrandosi poi orgogliasamente teso, affascinante, glicerico, sapido, delicato e puramente cristallino. Palato asciutto, elegante, leggiadro, tonico e dinamico. Cifra stilistica ottimamente registrata su toni molto evoluti, per cui il vino può resistere al tempo ancora per alcuni anni. Chiusura edonistica ed appagante. Da provare su un piatto di spaghetti a vongole e frittura di pesce.

Orfeo Puglia Negroamaro Igp 2018. Maturazione in acciaio per tre mesi e poi affinamento in barriques di rovere per un anno. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale intorno ai 15,00 euro. Vino premiato con la terza posizione a Radici del Sud a marzo 2021 e/o con i Tre Bicchieri 2021 dal Gambero Rosso, replicando così l’annata 2015 e detentore poi anche della seconda piazza a Radici del Sud 2018 sempre col millesimo 2015.

Splendente il bel colore rosso rubino. Dal sensitivo caleidoscopio il naso attinge voluttuose essenze di tanta buona frutta fresca: ciliegia ferrovia, prugna, ribes, mirtilli, more, fragole ed agrumi. Ampiamente gradevole poi la scia profumata di viola, garofano, erbe aromatiche, pepe nero, noce moscata, cannella, liquirizia, cacao, cioccolato fondente e balsamo. Bocca contrastata, voluminosa, fresca, avviluppante, avvolgente, succosa, rotonda, minerale e molto equilibrata. L’espansivo e caldo sorso trasmette alla lingua una sontuosa ed espressiva profondità gustativa, pur manifestando una sua specifica potenza. Trama tannica senza alcuna asperità. Silhouette sensuale, fascinosa, vibrante, elegante ed ariosa. Buona longevità. Retroaroma persistente e leggermente amarognolo. Da abbinare ad un piatto di orecchiette pugliesi al ragù di carne e pecorino murgiano.

 

Sede a San Donaci (Br) – Via Tuturano, 21

Tel. 0831 635073 – Fax 0831c681747

maeketing@paololeo.itwww.paololeo.it

Enologo: Nicola Leo – Agronomo: Paolo Leo

Ettari vitati di proprietà: 70

Bottiglie prodotte: 3.500.000

Vitigni: Negroamaro, Primitivo, Malvasia nera e bianca, Minutolo, Fiano e Chardonnay.


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