Vini Tenuta Vignanova

Pubblicato in: I vini da non perdere

di Enrico Malgi

Moio della Civitella è un piccolo comune collinare dell’entroterra cilentano di nemmeno 2.000 abitanti con la frazione Pellare, collocato alle pendici del monte Civitellla e poco lontano dalla mole del Gelbison.

Da fonti storiche tutto concorda nel ritenere che proprio qui abbia avuto origine una primordiale viticoltura del Cilento, in quanto è stata sperimentata per la prima volta una forma arcaica intorno al V secolo a.C. Tutto questo è confermato dal fatto che gli antichi abitanti moiesi erano dediti soprattutto all’agricoltura come modello di sussistenza e naturalmente anche ad una primitiva viticoltura.

Con l’andare del tempo poi la cittadina di Moio della Civitella si è sempre distinta come un areale di assoluto riferimento ed affidabilità per una viticoltura di qualità, i cui principali vitigni, per lo più a piedefranco, erano in passato, ed alcuni ancora sussistono, Aglianico, Guarnaccia, Mangiaguerra, Piedirosso, Malvasia e Santa Sofia. In più c’è da aggiungere che in questo territorio pochi anni fa dopo accurate ricerche sono stati scoperti sedici nuovi genotipi unici di vitigni.

Durante gli ultimi anni a Moio della Civitella sono sorte alcune minimali aziende vitivinicole, che purtroppo hanno avuto breve durata per potere emergere. Attualmente esiste un’azienda che ha tutte le carte in regola invece per avere successo. Si tratta della Tenuta Vignanova, la quale si è dotata di un preciso assetto aziendale, attraverso la nomina del presidente Riccardo Ruggiero, il quale è affiancato dall’esperto enologo Angelo Puglia e da alcuni fedeli collaboratori: Fabio Stifano, Massimo Cimillo e Rossella De Luca. La produzione è ancora minimalista, tanto da potere contare soltanto su due etichette, una di Fiano e l’altra di Aglianico, che insieme arrivano a circa 8.000 bottiglie, frutto di appena due ettari vitati.

Antea Fiano Paestum Igp 2025. Solo Fiano allevato a 600 metri di altezza. Maturazione in acciaio per quattro mesi. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 11,00 euro.
Dal calice occhieggia un fervido colore giallo paglierino non troppo carico, attraversato da incipienti riflessi verdolini. Impeccabile la precisione aromatica, che mette in evidenza un susseguirsi di ottimi e versatili profumi, che ricordano la pesca bianca, l’albicocca, la mela renetta, la pera coscia, il melone bianco, il fico cilentano, l’ananas, la nocciola, la clementina, la ginestra, il biancospino, il muschio, la salvia, il tiglio, la felce, la menta, l’acacia, la camomilla e refoli speziati. In bocca penetra un sorso succoso, gradevole, cristallino, morbido, felpato, pulito, sapido, elegante, seducente, conturbante, goloso, invitante, lineare e fruttato, connotato poi di una bella freschezza acida ed esaltato da movenze molto aggraziate e da un quadro dinamico e contrastato. Potenzialità di serbevolezza a lungo raggio. Finale appagante e persistente. Da abbinare ad un piatto di vermicelli a vongole e mozzarella pestana.

Scamillotto Aglianico Paestum Igp 2024. Aglianico in purezza coltivato a 600 metri di altezza. Fermentazione in acciaio. Maturazione una parte in botti di rovere di Slavonia per sei mesi e l’altra in acciaio. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 13,00 euro.
Veste cromatica intrisa di un solare e sfavillante colore rosso rubino. Dall’ampio bouquet si sprigionano intensi e poliedrici aromi di tanta buona roba, a cominciare da pingue cadenze fruttate di ciliegia, prugna, gelso nero, mallo di noce, mirtilli, more e ribes. In appresso risaltano svolazzi floreali di violetta e di rosa damascena, percezioni vegetali di macchia mediterranea, credenziali speziate di chiodi di garofano, noce moscata e zenzero, per finire poi con elargizioni terziarie di tabacco, liquirizia, incenso, caffè torrefatto e goudron. L’impatto del sorso sulla lingua si rivela polposo, profondo, avvolgente, asciutto, tagliente, materico, strutturato, affidabile e balsamico. Mentre il palato da parte sua è sicuramente ammaliante, reattivo, scattante, sfaccettato, vibrante, materico, incisivo, glicerico ed equilibrato. Trama tannica compiacente. Legno ben calibrato. Disegno finale lungo, accattivante e godibile. Vino ancora molto giovane, che migliorerà senz’altro col passare del tempo, da abbinare ad un piatto di pasta al ragù e tagliata di carne arrosto.
Si tratta di due ottime bottiglie, speculari di un magnifico territorio come quello cilentano e vendute poi ad un prezzo molto conveniente. In più si “sente” la mano del bravo enologo cilentano Angelo Puglia, che presta la sua preziosa opera anche presso la famosa “Tenuta Cobellis” di Vallo della Lucania.

Tenuta Vignanova
Moio della Civitella (Sa) – Via Ing. Francesco De Vita
Cantina a Via Garibaldi, 32
Presidente: Riccardo Ruggiero
Tel. 0974 277567 –
Enologo: Angelo Puglia
Ettari vitati: 2 – Bottiglie prodotte: 8.000 – Vitigni: Aglianico e Fiano


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