
di Enrico Malgi
La provincia di Benevento, tra le altre cose, è famosa per la produzione di eccellenti vini, potendo contare su un’ottima scorta di vitigni territoriali in cui campeggiano soprattutto l’Aglianico e la Falanghina.
L’ennesima conferma mi viene fornita dalla degustazione di undici vini prodotti da un’azienda leader come quella di Fontanavecchia della famiglia Rillo di Torrecuso. Si tratta di sette etichette di bianchi, una di rosato e tre di rossi. Per comodità ho pensato bene di dividere in due tranches i miei servizi, cominciando dai bianchi.
Coda di Volpe Sannio Dop 2025. Uve raccolte all’inizio di settembre. Affinamento in acciaio. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 12,00 euro.
Nel calice traspare un limpido e coreografico colore giallo paglierino striato di imberbi riflessi verdolini. Dal composito bouquet si diffonde in primis un corollario di sospirosi profumi di una buona scorta di frutta fresca: pera spadona, mela cotogna, pesca bianca, cantalupo e clementina. In appresso risaltano poi effusioni floreali, vegetali e speziati, le quali rimembrano in successione la magnolia, il giglio, la macchia mediterranea, la cannella e lo zenzero. In bocca entra un sorso scorrevole, morbido, secco, pulito, intrigante, gentile, accomodante, accattivante, sapido, affusolato, carezzevole ed armonico. Acidità non troppo evoluta, com’è costume di questo vino, ma sicuramente gradevole. Finale piacevole. Da bere giovane su un piatto di vermicelli a vongole e latticini.
Greco Sannio Dop 2025. Greco in purezza vendemmiato a fine settembre. Maturazione in acciaio. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale di 12,00 euro.
Alla vista si manifesta un lucente e già carico colore giallo paglierino appena venato di lampi verdognoli. Timbro olfattivo detentore di una sensitiva sfilza di eccellenti profumi, che ricordano la pesca gialla, l’albicocca, la pera coscia, la mela fuji, la nespola, il pompelmo, il gelsomino, l’iris, le erbe aromatiche e gradevoli costumanze speziate. In bocca esordisce un sorso molto fresco, glicerico, fruttato, minerale, arrotondato, nitido, accomodante, delizioso, armonico, raffinato, elegante, stimolante e vezzoso. Pregnanza gustativa leggiadra, seducente, sensuale, affascinante, aggraziata, armonica, balsamica, reattiva, comunicativa e bene articolata. Potenzialità di serbevolezza tutta da scoprire. Affondo finale appagante. Perfetto in abbinamento ad un risotto ai frutti di mare e carne bianca.
Fiano Sannio Dop 2025. Soltanto Fiano raccolto ad inizio di settembre. Affinamento in acciaio. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 12,00 euro.
Cromatismo segnato da una tonalità colorata di un giallo paglierino luminoso. Dall’eterogenea tavolozza aromatica si sprigionano calibrate e doviziose nuances di nocciola, ananas, mela annurca, mandorla, melone bianco, mandarancio, ginestra, biancospino, acacia, tiglio, caprifoglio, chiodi di garofano e zafferano. Attacco in bocca rinfrescante, morbido, sapido, penetrante, scattante, elegante, gioioso, plastico, goliardico, aristocratico, minerale, succoso, godibile, dinamico e ben ritmato. Contatto palatale pervasivo, raffinato, cristallino, soave, rotondo, aggraziato, ammaliante, scalpitante, godurioso, equilibrato, tonico, solido, affidabile, cangiante, sfaccettato e conturbante. Chiusura persistente e spavalda. Da provare su un risotto alla pescatora e formaggi freschi.
BjondoRe Falanghina del Sannio Dop 2025. Solo Falanghina vendemmiata a fine settembre. Maturazione in acciaio. Tasso alcolico dio tredici gradi. Prezzo finale di 12,00 euro.
Occhi attenti scrutano nel calice un fulgido ed attraente colore giallo paglierino, appena marcato da giovani lampi verde clorofilla. Screziata la timbrica aromatica densamente costellata da multiple fragranze di mela renetta, banana, mandarino, ananas, pera williams, magnolia, glicine, gioiosi spunti di macchia mediterranea e costumanze speziate. Bocca molto ospitale, che accoglie un sorso agile ed elegante, carezzevole e citrino, sapido e morbido, affascinante e gaudente, vibrante e contrastato e connotato poi di una percezione di tagliente freschezza, per via di una spiccata acidità. Tattilità corroborante, essenziale, espressiva, fascinosa, infiltrante e scattante. Longevità tutta da esplorare. Chiosa finale molto gradevole. Da preferire su un piatto di pasta e cavolfiore e mozzarella.
Libero Falanghina del Sannio Taburno Vendemmia Tardiva Dop 2021. Particella T 031. Raccolta delle uve, coltivate nel comune di Torrecuso, ad inizio di ottobre. Maturazione in legno al 10% ed il restante 90% in acciaio. Affinamento in bottiglia per due anni. Tasso alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di 28.00.
Si tratta di una Falanghina, “Vinum Album Phalanginum”, molto estremizzata, che per le sue intrinseche proprietà organolettiche e per il suo potenziale di serbevolezza ha poco da invidiare alle altre due famose specie campane a bacca bianca come il Greco ed il Fiano.
Intanto l’aspetto cromatico che si scorge nel calice è segnato da un solare ed affascinante colore giallo dorato. Nel mentre l’evoluzione olfattiva elargisce una copiosa messe profumata di mela annurca, pera coscia, melone bianco, ananas, mandorla, gelsomino, fiori di limone, erbe aromatiche, anice, zafferano e vaniglia. Impatto del sorso sulla lingua avvolgente, complesso, grasso, secco, polposo, avvincente, espansivo, mieloso, arrotondato, balsamico e tartufato. Spalla acida fremente di pura freschezza. Proposizioni palatali molto strutturati, avvincenti, espansivi, ficcanti, espansivi, tonici e solidamente articolati. Longevità a lunga scadenza. Affondo finale impagabile L’ho provato su un piatto di mezze maniche con tonno e poi pollo arrosto con contorno di patate ed è stato perfetto.
Libero Falanghina del Sannio Taburno Vendemmia Tardiva Dop 2021. Particella F 190. Falanghina allevata nel comune di Foglianise. Vendemmia effettuata ad inizio di ottobre. Maturazione ed affinamento come la Falanghina precedente, così come pure la gradazione alcolica ed il prezzo della bottiglia.
Tonalità di colore rimarcato da un giallo sempre ed immancabilmente aureo. Ventaglio olfattivo ricco e conturbante che va all’assalto di un naso molto disponibile, proponendo una caterva di gioiosi aromi, con in prima linea sentori fruttati di nettarina, nespola, mela golden, pesca gialla, albicocca, cedro candito, papaya, mango, ananas e kiwi, unitamente ad effusioni di fiori di acacia, gelsomino, aghi di pino, eucalipto e sussurri speziati. In bocca penetra un sorso che seduce le papille gustative attraverso percezioni tattili così voluminose, strutturate, generose, arrotondate, fresche, sapide, gliceriche, ammalianti, balsamiche, raffinate e leggiadre. Potenziale di serbevolezza senza limiti. Retroaroma persistente. Da preferire su un piatto di pasta e fagioli e formaggio semistagionato.
Libero Falanghina del Sannio Taburno Vendemmia Tardiva Dop 2021. Particella B 148. Falanghina coltivata nel comune di Bonea. Tutto uguale alle due Falanghine precedenti.
Come di consueto, la veste cromatica è segnata da un solidale, intenso e scintillante colore dorato. Crogiolo depositario di capillari, promiscui, sontuosi e bene articolati profumi di agrumi, mela golden, pera abate, mandorla, frutto della passione, kiwi, iris, magnolia, tiglio, salvia, sambuco, miele, chiodi di garofano e zenzero. In bocca esordisce un sorso polposo, incisivo, composito, complesso, strutturato, vibrante, affabulatore, balsamico, fresco, sapido, morbido, fruttato, finemente ricamato, ben bilanciato e dotato di un ottimo corpo. Pregnanza gustativa reattiva, trascinante, ammaliante, corroborante, raffinata e dinamica. Ne avrà ancora per molti anni. Sprint finale persistente, epicureo e sospiroso. Da accostare ad un risotto allo zafferano e tagliere di salumi.
Niente da eccepire su questa batteria di eccellenti vini bianchi sanniti di Fontanavecchia, che possono competere ad armi pari con tutti quelli di altre regioni. Una dotazione esemplare e vanto di tutta la viticoltura campana e nazionale, suffragata poi da prezzi davvero convenienti.
Azienda Agricola Fontanavecchia di Libero Rillo
Contrada Fontanavecchia – Torrecuso (Bn)
Tel 0824 876275
info@fontanavecchia.info – www.fontanavecchia.info
Enologo: Emiliano Falsini
Ettari vitati: 20 – Bottiglie prodotte: 180.000
Vitigni: Aglianico, Piedirosso, Falanghina, Fiano, Greco e Coda di Volpe.
Scheda del 14 giugno 2025
di Enrico Malgi
Una settimana fa ho degustato e recensito sette vini bianchi dell’azienda Fontanavecchia della famiglia Rillo di Torrecuso, adesso ecco qui quattro bottiglie di vino rosso per completare l’opera.
Piedirosso Sannio Dop 2024. Soltanto Piedirosso vendemmiato a fine settembre. Maturazione in acciaio. Tasso alcolico di dodici gradi. Prezzo finale di 12,00 euro.
Nel calice traspare un goliardico colore rosso rubino non molto carico e segnato ai bordi da luminosi lampi purpurei. Esemplare, affascinante e composito il bouquet, da cui il naso attinge una molteplicità di profumi gradevolmente fruttati della pianta e del sottobosco, piacevoli cadenze floreali di geranio e di rosa damascena, sospiri vegetali di macchia mediterranea e credenziali speziate di ottima caratura. In bocca penetra un sorso scorrevole, succoso, placido, tenero, rassicurante, accomodante, permissivo, minerale, giudizioso, morbido, arrotondato, genuino, aggraziato e fresco. Trama tannica gentile. Appeal elegante, fine, delicato, affusolato e carezzevole. Chiusura appagante e leggermente amarognola come da copione. Da consumare giovane su un piatto di spaghetti al pomodoro e tagliere di salumi.
Orazio Aglianico del Taburno Docg 2022. Blend di Aglianico al 60% e saldo di Cabernet Sauvignon. Raccolta delle uve a fine ottobre. Maturazione per un anno e mezzo in barriques. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 26,00 euro.
Alla vista si appalesa un luminoso e scintillante colore rosso rubino. Fierezza aromatica estremamente affascinante, laddove risaltano al naso marcate e variegate elargizioni di amarena, susina nera, piccole drupe del sottobosco, violetta, timo, menta piperita, peperone verde, foglia di pomodoro, baccelli di piselli, eucalipto, creptii speziati di noce moscata e pepe verde e sentori terziari di caffè torrefatto, china e catrame. Il sorso che impatta sulla lingua rilascia subito eteree sensazioni di voluminosità, austerità, profondità, solidità, incisività, intensità, rotondità, struttura, equilibrio, armonia, freschezza, morbidezza, sapidità, raffinatezza ed eleganza. Bene evoluta l’energia motrice impressa al palato. Tannini godibili. Siamo appena all’inizio di un lungo percorso. Allungo finale persistentemente gradevole. Da preferire su un piatto di pasta al forno e formaggi stagionati.
Vigna Cataratte Aglianico del Taburno Riserva Docg 2019. Aglianico in purezza, Vendemmia effettuata a fine ottobre. Maturazione in barriques per un anno e mezzo e poi affinamento in vetro per un altro anno. Tenore alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di 26,00 euro.
Veste cromatica costellata da una sontuosa tonalità di colore rosso granato lucente. Dall’ampio e composito crogiolo si tuffa subito a capofitto un naso impertinente ed indagatore, il quale viene investito da un pot pourri di essenziali ed eterogenei profumi di marasca, prugna, mirtilli, cassis, carruba, umori floreali di rosso vestiti e calibrate e gradevoli percezioni di dolci spezie orientali. Di seguito si riscontrano poi gioiosi afflati terziari. Bocca di fusione, larga ed ospitale, che accoglie e si coccola un sorso ben centrato, potente, sontuoso, materico, vibrante, scalpitante, temperamentale, cangiante, sulfureo ed acido. Deliziosi i tannini, che non arrecano alcun disturbo. Rovere ben modulato. Allure affascinante, plastica, baldanzosa, sensuale e connotata di grande charme. Longevità a lunga gittata. La chiusura è persistente ed oltremodo godibile. Su un piatto di gnocchi al sugo di carne e cosciotto di agnello al forno con patate.
Grave Mora Aglianico del Taburno Riserva Docg 2019. Aglianico al 100% vendemmiato a fine ottobre. Affinamento per un anno e mezzo di barriques nuove. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo finale di 35.00 euro.
Livrea tratteggiata da un solare ed appariscente colore rosso granato. Dall’affastellato e poliedrico bouquet si sprigionano intensi e coinvolgenti profumi di tanta buona roba, di cui un naso molto responsabile si vede costretto a captare voluttuose rimembranze fruttate, floreali, vegetali e speziate di ottimo livello. In successione si evidenziano così intriganti percezioni di ciliegia, prugna, mandorla, ribes, mirtilli, gelso nero, viola mammola, genziana, aghi di pino, salvia, chiodi di garofano, noce moscata, pepe nero, anice e zenzero. Non mancano poi all’appello umori terziari di cioccolato fondente, tabacco, liquirizia, pirite, china, incenso, resina e goudron. Tuttavia è in bocca che il vino fa la differenza, laddove sfodera un sorso pregnante di grassezza, polposità, spessore, asciuttezza, autorevolezza, corposità, complessità, compattezza, avvolgenza, rotondità, profondità, equilibrio e dinamicità. Ottima la spinta acida, che fa salivare un palato ben centrato, solido, strutturato, sapido e balsamico. Legno ben dosato. Impalcatura tannica fine e ben ricamata. Vino ancora giovane e pimpante, per cui lo zenit è ancora lontano. Fraseggio finale impagabile ed epicureo. Da provare su una lasagna al forno e selvaggina.
Anche queste quattro bottiglie di vino rosso hanno confermato in pieno la validità produttiva dell’azienda Fontanavecchia, che si erge a vero protagonista di tutta la viticoltura sannita e campana.
Agricola Agricola Fontanavecchia
Contrada Fontanavecchia – Torrecuso (Bn)
Tel 0824 876275
info@fontanavecchia.info – www.fontanavecchia.info
Enologo: Emiliano Falsini
Ettari vitati: 20 – Bottiglie prodotte: 180.000
Vitigni: Aglianico, Piedirosso, Falanghina, Fiano, Greco e Coda di Volpe.
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