VITICA – Sorsi di Borbone: Dop Aversa Asprinio e Igp Terre del Volturno

Pubblicato in: Eventi da raccontare

di Antonio Di Spirito
E venne, infine, la terza tappa della manifestazione “Sorsi e Risorsi Storici” organizzata dal consorzio Vitica per presentare e far conoscere tutte le denominazioni dell’intera provincia.

Sorsi e Risorsi Storici

Dopo la prima tappa di Galluccio e Roccamonfina e la seconda nel Falerno del Massico, il cerchio si è chiuso proprio nel capoluogo, nell’Enoteca Provinciale di Caserta, a pochi passi dalla Reggia Borbonica. Protagoniste le aziende che operano nelle denominazioni DOC Aversa Asprinio, DOC Casavecchia e IGP Terre del Volturno.

A questa tornata c’è stata una risposta corale ed una partecipazione molto folta; i vini in assaggio, infatti, erano più di cinquanta. Ma la novità più interessante è rappresentata dal fatto che, in parallelo alla degustazione tecnica effettuata dal panel misto di giornalisti e sommelier, i produttori presenti hanno assaggiato tutti i vini in degustazione, naturalmente alla “cieca”.

Non ho sentito i loro commenti sui singoli vini, ma le espressioni dei loro visi erano orientate verso la prudenza dei giudizi, visto che pochi hanno riconosciuto i propri vini. Però erano soddisfatti della nuova esperienza.

D’altro canto, i vini erano abbastanza buoni e c’era anche qualche punta d’eccellenza.

Devo, inoltre, rilevare che il giorno dopo abbiamo effettuato delle interessantissime visite presso alcune aziende.

Qui di seguito o miei migliori assaggi suddivisi per denominazione e corredati di qualche nota di degustazione.

Aversa Asprinio DOP

In questa denominazione sono raggruppati sia i vini fermi che quelli spumantizzati e provengono tutti dall’areale di Aversa, anche se non tutte le uve provengono dalle famose “Alberate”.

MARTUSCIELLO – TRENTA PIOLI Spumante 2017

Uve rigorosamente da Alberata, profuma di melone maturo e cipria; il sorso ha un’acidità elevata, è saporito, scorrevole, speziato e fine.

MASSERIA CAMPITO – PRIEZZA Spumante Metodo Classico

Metodo classico con basso residuo zuccherino; profumi di melone, paglia, crosta di pane, salvia e nocciola; il sorso è caratterizzato da frutta esotica matura, acidità decisa, sapidità e speziatura in ottimo equilibrio.

I BORBONI – SANTA PATENA 2016

Ventaglio olfattivo composto da fiori di campo e frutta gialla; il sorso è fresco, asciutto ed affilato.

VESTINI CAMPAGNANO – ALBERATA 2018

Profumi di frutta gialla e salvia; il sorso è asciutto e fresco, ha sapori di pera ed è molto sapido.

TENUTA FONTANA – ALBERATA 2017

Complesso al naso con profumi floreali, cera, paglia e salvia; il sorso è fruttato, asciutto, agrumato; chiude con una speziatura dolcissima.

IGT Terre del Volturno

Ho notato una forte crescita per il pallagrello bianco (in verità anche per il nero); un innalzamento qualitativo generalizzato. Fino a dieci anni fa c’era un divario enorme fra i primi tre e tutti gli altri; oggi, invece, si ha la sensazione, al netto di stili ed interpretazioni personali, di assaggiare vini che si assomigliano: quasi tutti aderenti alle caratteristiche del varietale e quasi tutti riconducibili allo stesso territorio. Certo, qualche produttore ricorre al “rinforzo” di altri vitigni locali (fiano, falanghina, ecc.) per aumentarne l’acidità, ma il carattere del vitigno rimane pressoché invariato.

MASSERIA PICCIRILLO – PALLAGRELLO BIANCO 2018

Profuma di fiori gialli, pesca, melone giallo; il sorso è fruttato (frutto della passione in primis), saporito e ricco; abbastanza asciutto e speziato.

ALOIS – CAlATI’ 2018

Una garanzia di qualità, ormai costante nel tempo. Profumi di lavanda e pompelmo rosa; il sorso è scorrevole, fresco, ampio, un po’ affilato; ammandorlato in chiusura.

ILVERRO – SHEEP CODA DI PECORA 2018

Non è l’unico vino “diverso” dalla maggioranza di pallagrello in purezza, ma, probabilmente, è l’unico della denominazione fatto interamente con coda di pecora (altro vitigno autoctono raro) e che si è guadagnato un posto di tutto rispetto in questo contesto. Al naso si propone con tropicali, e fiori gialli; il sorso è fruttato, asciutto, molto fresco e speziato: molto piacevole e persistente.

SCLAVIA – CALU’ PALLAGRELLO BIANCO 2018

Intensi profumi di pietra ed altri minerali accompagnano note floreali e frutta gialla; la beva è piacevole, scorrevole e fresca, nonostante la concentrazione.

CANTINA DI LISANDRO – LANCELLA 2018

Molto caratterizzato, rispecchia i canoni del vitigno: frutta gialla, agrumi e salvia; il sorso è molto fruttato e scorrevole; comunque consistente, sapido e buona freschezza.

TERRE DEL PRINCIPE – LE SEROLE PALLAGRELLO BIANCO 2018

Profumi intensi e classici con ananas e salvia; il sorso è fruttato, intenso, fresco, sapido e asciutto.

VESTINI CAMPAGNANO – LE ORTOLE PALLAGRELLO BIANCO 2018

Complesso al naso con frutta gialla, agrumi e salvia; il palato è pervaso da frutta esotica, è fresco, sapido e piacevole.

ALEPA – RICCIO PALLAGRELLO BIANCO 2013

Questo è uno dei primi pallagrello che ho conosciuto un po’ di anni fa, ma questa volta mi ha sbalordito. Alla degustazione tecnica l’ho trovato con tutte le caratteristiche varietali del vitigno, ma quella nota alcolica appena elevata ne faceva un vino con un equilibrio precario. In abbinamento al cibo è stato favoloso ed uno dei più completi: note floreali ed agrumate si elevano dal calice insieme a note minerali di pietra rocca; il sorso è si asciutto, ma saporito e molto fresco; è sapido e speziato.

IGT Terre del Volturno Rosato

SCLAVIA – SCIROCCO 2018

Questa zona non è certo vocata, né c’è la tradizione per i vini rosati. Questo vino profuma di rose e frutta rossa; il sorso è fruttato, fresco, sapido, lungo, appagante.

IGT Terre del Volturno Rosso

Ed ora parliamo dei pallagrello nero: quasi tutti i produttori, vecchi e nuovi, hanno imparato a conoscere questo vitigno e come farne un vino importante, piacevole e dalle mille sfaccettature. Anche in questo caso, come per il bianco, molti vini spigolosi fino a qualche anno fa, ora sono ingentiliti senza, però, perdere del tutto il caratteristico “pugno d’acciaio in guanto di velluto”. Le caratteristiche principali del pallagrello nero, infatti, consistono nell’essere ammaliante all’olfattiva con piccoli e deliziosi frutti rossi e neri accompagnati da una sensibile nota di affumicatura; l’impatto al palato è, però, deciso e tannico, per diventare morbido e gustoso un attimo dopo, prima di suscitare sapori fruttati, sensazioni di sapidità e spezie fini.

TERRE DELL’ANGELO – IL TEMPO PALLAGRELLO 2017

Note fruttate e balsamiche all’olfattiva; ha un tannino ben levigato, è fresco, sapido e fruttato. Molto equilibrato e piacevole.

MASSERIA PICCIRILLO – PALLAGRELLO NERO 2017

Intensi profumi di frutta rossa, fiori di campo ed una leggera nota vegetale; il sorso è tannico, ma gentile e vellutato, fresco e scorrevole.

IL VERRO – LAUTONIS CASAVECCHIA 2017

Inizialmente chiuso al naso, poi si apre con profumi di frutti di bosco; il tannino è levigato, il sorso è molto fresco, fruttato e saporito.

VESTINI CAMPAGNANO – PALLAGRELLO NERO 2017

Fiori di campo e frutti di bosco al naso; il sorso passa velocemente dal tannico, al sapido, al saporito. Paradigmatico.

CASTELLO DUCALE – PALLAGRELLO NERO 2017

Un po’ chiuso, ma fiori rossi e piccoli frutti raggiungono il naso; è un vino di buon corpo, saporito, fresco, sapido ed asciutto.

CANTINA DI LISANDRO – NERO DI RENA PALLAGRELLO 2016

Molto variegato al naso con profumi di frutta rossa, foglia di nocciola e di origano verde; il sorso è levigato, fruttato, sapido, fresco ed asciutto.

TERRE DEL PRINCIPE – AMBRUCO PALLAGRELLO NERO 2015

Vino di grande spessore: profumi di fiori e piccola frutta rossa, note balsamiche e chiodi di garofano; la tannicità iniziale si ammorbidisce immediatamente, lasciando spazio a sapidità, freschezza e speziatura, con una lieve nota amaricante in chiusura. Rimane una pietra miliare.

Casavecchia di Pontelatone DOC

Anche per il casa vecchia sono stati spesi bene gli ultimi anni; tra studi e sperimentazioni sul, mi sembra che sia stata imboccata la strada giusta. Fino a qualche anno fa questo vino palesava molti difetti, soprattutto la riduzione e la rusticità.

CANTINA Dl LISANDRO – CIMMARINO CASAVECCHIA 2017

Impressiona la nitidezza dei profumi fruttati e vinosi e la pulizia dei sapori del sorso pieno; il tannino è levigato; sapidità e speziatura a completare l’equilibrio totale.

 

VIGNE CHIGI – CRETACCIO 2014

Profumi di viola e frutta rossa; il tannino è importante, ma levigato; il sorso è saporito, scorrevole e speziato.

AIA DELLE MONACHE – IL GALLO DI FRETTA CASAVECCHIA 2017

Inizialmente chiuso, poi si distende su note di frutta rossa; il sorso è fruttato e succoso, il tannino è importante ma levigato; sapidità e speziatura in chiusura.

LA MASSERIE – VINALIA CASAVECCHIA 2017

Al naso si propone con frutta rossa e note vegetali e balsamiche; fruttato, succoso, e sapido in bocca; i tannini sono morbidi , note speziate in chiusura di sorso.

VESTINICAMPAGNANO – CASAVECCHIA RISERVA 2015

Tanta frutta rossa e note balsamiche e iodate al naso; il sorso offre tannini levigati e sapori intensi; sapidità, freschezza e speziatura molto in equilibrio; finale leggermente amaricante.


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