Weekend in Abruzzo – cosa fare e dove mangiare tra Maiella e Gran Sasso

Pubblicato in: I vini da non perdere

di Christian Cutino

La neve comincia ad imbiancare l’Appennino Abruzzese e, con il freddo degli ultimi giorni, cresce il desiderio di una polenta fumante, di un paio di sci ai piedi e del tepore di un camino. Ma mettiamo per un attimo da parte le mete più blasonate: esiste un gioiello ancora poco raccontato, dai prezzi accessibili, a circa tre ore e mezza da Napoli, dove la montagna incontra il mare e dove buon cibo, storia e natura scandiscono il ritmo del tempo.

Siamo sul versante orientale del massiccio della Maiella, più precisamente nell’area di Passolanciano–Maielletta, che comprende l’omonimo comprensorio sciistico. È da qui che prende forma il nostro itinerario gastronomico di tre giorni, pensato per vivere appieno le bellezze del territorio. Iniziamo?

 

Giorno 1

Abbiamo scelto di soggiornare a Pretoro, un borgo tranquillo con scorci suggestivi e chiese caratteristiche, in una posizione strategica per raggiungere le piste.

Supponendo una partenza da Napoli, con arrivo intorno alle 12:00, prima di proseguire verso il comprensorio sciistico, vi consigliamo una sosta a La Tana del Dahu, a Passo Lanciano; qui abbiamo pranzato con una buona polenta e un’ottima zuppa di lenticchie e cotechino, una cucina semplice, calda e confortante con un giusto rapporto qualità/prezzo. Dopo pranzo, dirigetevi verso le piste; lo skipass giornaliero costa 33 euro ( fonte: www.majellettawe.it ) e la vista dall’alto che arriva fino alla Costa dei Trabocchi è davvero impareggiabile.

Per la sera, inevitabilmente stanchi, il consiglio è uno solo: passate alla Macelleria Marcantonio ( https://www.instagram.com/macelleriamarcantonio/ ) per fare scorta di carne, salumi e formaggi di qualità, tornate a casa e cucinate qualche arrosticino con verdure di stagione. Per noi è il comfort food per eccellenza.

Giorno 2

Per godervi appieno la montagna, una giornata interamente dedicata allo sci è sicuramente un’ottima scelta; in alternativa, sul sito www.majellando.it/it troverete numerose attività interessanti. Sempre in zona, avrete anche la possibilità di concludere la giornata con un momento di relax nella SPA dell’Hotel La Maielletta.

Mea culpa. Ammetto che ho trascorso gran parte della seconda giornata aspettando il momento della cena. Chiederete il perché: perché il secondo giorno è pizza! Ci spostiamo a Chieti, dove Luca Cornacchia e Giorgia Santuccione hanno dato vita ad una pizzeria calda e conviviale con una grande attenzione alla valorizzazione delle eccellenze locali. Esatto, siamo da Fermenta, che ha conquistato la 71ª posizione nella guida 50 Top Pizza Italia 2025. Non mi soffermerò su una descrizione dettagliata (per quella vi rimando all’articolo della collega Antonella Amodio: ma ci tengo a sottolineare l’intelligenza e l’etica con cui questi due giovani professionisti portano avanti il loro progetto. Il menù è ben organizzato, varietà di impasti con topping equilibrati e una carta dei vini ben pensata. Ciò che mi ha colpito di più nella sua apparente semplicità, è stata la pizza in doppia cottura con salsiccia di fegato e friarielli: il gusto deciso degli ingredienti non sovrastava la consistenza e il sapore dell’impasto che manteneva una sua identità, risultando al tempo stesso leggero. Ottima.

Giorno 3

Per il terzo giorno vi consigliamo di spostarvi, approfittando della distanza contenuta da Calascio, per scoprire un altro volto dell’Abruzzo: quello del Gran Sasso.

La strada che conduce a Calascio è di per sé un’esperienza, con panorami capaci di riempire gli occhi della bellezza di questo territorio. Passeggiate tra le vie del borgo e fermatevi per una pausa pranzo da Pane Amaro, panineria artigianale con una piccola sala, impreziosita da antichi attrezzi contadini in esposizione, che racconta di un Abruzzo schietto e sincero proprio come la sua cucina.

Cosa si mangia? Due fette di pane rustico farcite con ingredienti eccellenti. Sarò forse ripetitivo, ma ho colto l’occasione per assaggiare ancora una volta la salsiccia di fegato, che, con un po’ di pecorino abruzzese fuso, riesce davvero a rallegrarti la giornata. Un panino cremoso, saporito e, nel mio caso, anche piacevolmente piccante (ho aggiunto un pizzico di peperoncino). Dopo un pranzo così, avrete tutta l’energia necessaria per affrontare la passeggiata verso Rocca Calascio.

La Rocca si erge a 1.520 metri sul livello del mare, ai confini di Campo Imperatore e domina il versante meridionale del Gran Sasso d’Italia. La sua prima citazione documentata risale al 1380, ma la costruzione originaria è da collocarsi intorno all’anno 1000. Da lassù la vista è Sublime, nel senso più romantico del termine: un misto di stupore e timore, di fronte all’infinito e alla potenza incontrollabile della natura. Un pieno di bellezza, da custodire durante il viaggio di ritorno verso casa.

 


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