
di Andrea Petrini
In Armenia, lungo le pendici del monte Ararat, a circa 1400 metri, vengono coltivate Garandmak e Voskéat, uve locali da vigneti anche a piede franco piantate su banchi di calcare, dalle quale nasce questo vino assolutamente originale grazie ad un ricercato connubio tra aromaticità, sapidità e lunga persistenza ammandorlata. Si beve volentieri e io l’ho abbinato assieme ad un piatto di khorovadz, spiedini di pollo grigliato, immancabili sulle tavole armene.
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