Zuppa di ceci, Zuppetella ‘e cicere

Pubblicato in: La Tavola di Pulcinella, Minestre e Zuppe

 

di Tommaso Esposito

Beh guardate un po’ che cosa ho trovato sui ceci tra i miei appunti.
Cecere, plurale cicere dal greco σίσαροι in botanica è conosciuto come cicer arietinum. Cece.
Sta nel vocabolario del D’ambra che racconta pure una storiella:


A li Vespere seceliane, chille dell’isola alluccavano a li Franzise: dì cìcere.
Ma li Franzise che le ce , le fanno ss, rìsponnevano sìsere.
E accossì, scoperta la nazione lloro, fujeno accise tutte quante.
Vi ca Mpiemonte purzì diceno s a quase tutte le c.
E li toscane mmece de c, fanno tutte sce, sce.
Furono conosciuti pure da Velardiniello:
Avive pe seie grana, e non t’affricere,
Tridece polecine co la voccola.
Va accattà meza quatra mo de cicere
A ste ppoteche, e bide si se scoccola
E dal Basile:
Bravo, da po’ lo cuotto acqua volluta!
e da po’ pasto cicere,
e apriesso fave ‘ngongole.
Poche le ricette sulla tavola popolare.
Eccovi la prima.

Ingredienti per 4 persone

Ceci ( adoro quelli di Cicerale) ammollati gr 500
Olio extravergine di oliva cc 100
Pomodorini del piennolo 6
Aglio due spicchi
Pane a piacere
Sale, pepe appena macinato, prezzemolo q.b.

Procedimento

Lasciare per una notte i ceci in ammollo.
Riporli in una pentola (oddio Pulcinella reclama la ruagna pignata) e ricoprirli di acqua fredda.
Lasciare cuocere a fuoco lento.
Rifondere acqua se necessario.
Dopo un’oretta e mezza siamo a tre quarti di cottura è il momento di aggiungere l’aglio, l’olio, il prezzemolo e i pomodorini.
Portare a cottura finale aggiustando con il sale e il pepe.
La zuppa dovrà essere appena brodosa.
Servire con il pane come piace fresco o a crostini.
Guarnire ancora con prezzemolo e una macinata di pepe.


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