50 Kalò, Napoli
Piazza Sannazzaro, 20c
Aperto sempre a pranzo e a cena
di Antonella Amodio
Ciro Salvo ha costruito uno stile di pizza partendo da un lavoro quotidiano, dalla dedizione e dalla passione. Ed è dietro al banco, dove è facile trovarlo, che prende forma una visione solida di mestiere che non si allontana dalle radici e dalla tradizione. Le sue pizzerie sono sempre piene, tra Napoli, Roma e Londra, e l’attesa per entrare vale ampiamente la pena; per chi preferisce, c’è la sede di piazza della Repubblica a Napoli, accessibile esclusivamente su prenotazione. Siamo tornati nella storica insegna di Piazza Sannazzaro e il menu si arricchisce di novità che raccontano bene la sua visione: una classicità studiata senza perdere identità, con topping che partono in vantaggio su una base ineccepibile: larga, sottile e scioglievole, autentica cifra stilistica di 50 Kaló, che lo consacra tra i nomi di punta di 50 Top Pizza Italia e 50 Top Pizza World. Da 50 Kaló la passione per il pomodoro è una dichiarazione d’amore autentica e non è mai un ingrediente di contorno, ma il cuore della pizza. Accanto a questo lavoro profondo sul pomodoro, Ciro Salvo porta avanti da sempre una ricerca puntuale sugli oli extravergine di oliva, selezionati e utilizzati come veri strumenti di racconto. Un gesto finale che é parte integrante del progetto, capace di completare le pizze e definirne la personalità.
A proposito di pomodoro, oltre alla Margherita vanno provate la Cosacca, dove il pomodoro dialoga con Parmigiano Reggiano e Pecorino Moliterno in un equilibrio sapido e profondo, e La mia Provola e Pepe, una pizza diretta, senza sovrastrutture: Pomodoro San Marzano, provola, Fiore Sardo e pepe nero Tellicherry. Pochi ingredienti, massima chiarezza espressiva, esaltata dalla scelta dell’olio giusto a completamento.
L’Antica Margherita Slow Food è una vera dichiarazione di intenti. É un racconto di biodiversità e memoria: antiche varietà di pomodoro e Conciato Romano, entrambi Presìdi Slow Food, trovano la loro quadratura del cerchio nella mozzarella di bufala. Un classico incisivo, colto, profondamente identitario. Irrinunciabile.
Tra gli ultimi inserimenti in carta emergono due proposte che ampliano ulteriormente il racconto di 50 Kaló. La Lasagna di Maiale Nero Casertano, con ragù di salsiccia di nero casertano, ricotta di latte nobile e provola, è una pizza golosa, ricca e avvolgente. Più delicata ma altrettanto radicata la Genovese Vegetariana, preparata con cipolle ramate di Montoro, fior di latte e Parmigiano Reggiano.
Tornerò per assaggiare la Margherita Scarpariello, ispirata all’antico piatto di pasta partenopeo, con radici aversane, a cui abbiamo dedicato una raccolta di indirizzi imperdibili, e la Spinaci e Acciughe, oltre al Carpaccio di Angus e Misticanza, anch’esse tra le novità in carta.
Come dessert, consiglio il panino di 50 Panino (pane soffice ottenuto con una ricetta di Ciro Salvo), farcito con le creme di Gay-Odin, disponibili in tre gusti.
Da 50 Kaló anche dessert e prezzi raccontano la stessa idea di pizza: accessibile, rigorosa e napoletana. Per dare un’idea dei prezzi: la Cosacca costa 6 euro, la Margherita 7 euro e la pizza più cara non supera i 12 euro.
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