
di Giancarlo Maffi
Era ottobre 2010. Aurelio Braschi, in questo foto è vicino al Ciomei, accosciato. Non c’è più, Aurelio. Ci ha, mi ha, lasciato un bel vuoto. Un signore vecchio stampo, con un garbo eccezionale. Anche quando avrebbe potuto e forse dovuto rimproverarmi aspramente, e ci sono stati motivi, lo faceva quasi scusandosi, con una delicatezza estrema e perfino inusuale.
Ci ha lasciato ieri. Era con amici in un luogo in cui si beve molto champagne e molti vini pregiati. E credo si meritasse un passaggio di campo dolce così… Mi rimane il ricordo di un mese fa. Ci fece l’enorme piacere di condividere un piatto al Four Season di Firenze, con la sua solita dolce serenita. Ciao Aurelio.
Dai un'occhiata anche a:
- Il mondo del vino al femminile: le figure italiane coinvolte nel settore 20| Cristina Mercuri, prima master of wine italiana
- Kalimera, il biancolella di Pasquale Cenatiempo a Ischia
- 29- L’uomo cucina, la donna nutre Antonia Abbatiello di Casa Vittoria Durazzano
- Poseidonia Beach Club Ascea, presentazione La dieta del Cilento
- Coast to coast con vista | Da Ostuni a Taranto terrazze panoramiche, tavole sul mare e tramonti da non perdere
- 31- L’uomo cucina, la donna nutre Carmela Muto de La Taverna degli Antichi Sapori a Controne
- Morto Roberto Mostini, il Guardiano del Faro
- L’anniversario: i 110 anni della mitica Buca di Bacco a Positano